lunedì 9 gennaio 2012

Recensione (solo per facilitare la ricerca) - "INHERITANCE" di Christopher Paolini, quarto volume del "Ciclo dell'eredità"

Dopo il mio blasfemo intento portato a compimento, e cioè scrivere accozzaglie su quella … opera che è il sogno di Talitha mi getto a pesce su qualcosa di ancora più blasfemo. Perché? Perché farmi altro male? Ve lo domanderete credo, eppure, curiosamente, una risposta c’è. Perché tanto il male me lo sono già fatto, ho letto il fottuto libro. Successivamente mi si è staccato un polmone. Dite che le cose sono collegate? Mi auguro di no.
La cosa con la quale mi confronto non è un mostro di dimensioni da troll come “il sogno di Talitha”, è peggio, molto peggio, è una creatura biblica. È lui, il supremo pezzo grosso, l’origine del male. La sua quint’essenza, un libro che neppure l’autore voleva scrivere. INHERITANCE. Che cazzo di titolo!

Autore: Christopher Paolini
Titolo: INHERITANCE
Prezzo: € 24.00 (e che mazzata!)
Editore: Rizzoli

Non posso far altro che afferrare una bottiglia di Gin e scolarmene metà per proseguire con questa recensione (amo specificare che “Recensione” è una parolona, più che altro sono frasi vomitate su tastiera).

 Una dolce bottiglia di Gin



Aaaaaaa, bene, ora mi sento molto meglio, l’alcol mi ha annebbiato la mente al punto giusto per sopportare ciò che mi sto accingendo a fare, dunque, che inizi l’ INHERITANCEmachia!!!
Prima dei soliti punti iniziamo con una serie di cazzate sparate come merda spruzzo, il vecchio Paolini voleva scrivere una trilogia, poi si è accorto che guadagnava di più se allungava il brodo sino a raggiungere i quattro libri, e così ha fatto. Quindi, ha scritto un libro con il solo ed esclusivo interesse di fare più soldi. Lo ripeto, questo libro non lo voleva scrivere neppure lui. L’ha fatto per esclusivo denaro. Ora, non dico che uno scrittore non debba essere attratto dal lato finanziario della sua attività, ma quello che abbiamo di fronte è uno dei peggiori casi di allungo del brodo che abbia mai visto, tra questo ed il libro precedente fanno 1659 pagine, tranquillamente riducibili a 600. un solo libro quindi. È abbastanza schifoso, ma chi sono io per giudicare? Quei fottuti libri li ho comprati, quindi ora Paolini ride di me e mi piscia in testa dal piano di sopra. Fottuto Paolini!
Ma ora cominciamo con i miei amati punti! Avverto come al solito che potrei rivelare tracce della trama, se vorrete avventurarvi nelle blasfemie che seguono, cazzi vostri!

Punto 1 il Mondo:
Il mondo oramai lo conosciamo bene, è la buona veccia Algaesia, terra che non assomiglia minimamente alla Terra di Mezzo, no, no, no! È molto diversa, infatti ha un deserto che confina con una foresta pluviale a nord e montagne piene di ghiaccio a sud! Geniale! Qui, nella migliore delle tradizioni fantasy abbiamo elfi uomini e nani che fanno i buoni e … si uomini che fanno i cattivi, gli urgali, gli orchi della situazione, sono buoni e combattono fianco a fianco con gli uomini! Quelli buoni, ricordiamocelo! Ciò provoca una serie di spasmi al mio intestino.
Il ridente mondo di Alagaesia

Punto 2 la Trama:
Ma andiamo oltre, non c’è molto da raccontare se non a che punto siamo della storia, il nostro cavaliere del piffero è riuscito a conquistare Feinester, li ha ucciso con Arya uno spettro, così ora anche lei è divenuta “Ammazzaspettri” e questo apre la possibilità di un infinità di piacevoli confusioni tra i due. Nel frattempo a nord il nostro buon Oromis (un moschettiere fallito? Un moschettiere in pensione? No! Un cavaliere su un sobrissimo drago dorato!) tira le cuoia in battaglia contro Murtagh. Tutti piangono. Ma ora gioiamo perché si apre il nuovo libro! Evviva!!!
Oromis, dalla penna di un tizio chiamato Ahmettorun, 
notare l'espressione desiderosa di suicidio.

INHERITANCE in tutta la sua foffosità si apre durante un assedio, bè, un assedio fantasy, ricordo che di solito un assedio era, mi piazzo davanti alle mura della città, ad una certa distanza, ed aspetto finché gli assediati muoiono di fame o cercano di attaccarmi in situazione di svantaggio numerico, si, svantaggio numerico, se non si ha il doppio degli uomini degli assediati non si assedia un cazzo di nulla, ricordiamocelo, dopo servirà. Ma questo è giustamente un libro fantasy e nel fantasy c’è un solo modo per fare un assedio: correre come matti verso le mura e prendere la città di slancio, roba di un giorno, massimo due, in pratica, con le enormi dimensioni di Alagaesia ed il suo spropositato numero di città in quindici giorni si potrebbe concludere una spedizione bellica di conquista totale del centro sud (zona che ci interessa). Quindici giorni, lo riscrivo, quindici giorni. Un regno incrollabile, peccato che dura da due secoli. Basta, ho bisogno di una pausa, tutto questo mi sta facendo male.
Un tentativo di pausa

Ora, dopo aver portato a termine la mia pausa, mi sento psicologicamente abbastanza integro per procedere oltre. Ebbene, Belatona, perché questo è il nome della fottuta città “primo livello di gioco” da assediare (non è una presa per il culo, è davvero così) va conquistata. Perché? Perché è importante, non chiedetevi altro, in fin dei conti è un fantasy. Ma andiamo oltre, sangue e budella sparse sono sempre gradite in un libro di genere. Tutto inizia col nostro beniamino che entra di slancio in città e… inciampa. Si, inciampa. È la triste, tremenda verità. Io ho avuto l’impulso di chiudere li il libro, ma poi mi sono ricordato che l’avevo pagato ed ho ripreso la fottuta lettura. Perché, questo è ciò che mi chiedo? Perché!!!??? Cazzo, lui dovrebbe essere il fico della situazione, il super eroe del fantasy, quello che è guerriero, mago, scienziato, antropologo, cavalca un drago azzurro (che brutto) ha una spada azzurra (puro coordinato del cavaliere dei draghi) quello che era umano ma non bastava, allora è diventato mezz’elfo, è fico, innegabilmente fico, parola del suo stesso creatore, più mascolino di qualsiasi elfo, più elegante di qualunque uomo, insomma, er mejo! Cazzo, tutti i libri sono stati un unico potenziamento del suddetto minchione, ci sono stati pure i draghi-elfi/e o quello che erano che l’hanno magicamente reso velocissimo, rapidissimo, con super vista e super forza (spacca ossa e lancia uomini come fossero cosce di pollo) e, dopo tre libri che non fai altro che allenarti, inciampi. Cazzo inciampi. Ma, ma PERCHE'!!!!!????? Porca di quella lurida bagascia impestata, ma perché!!!!???? Non c’è spiegazione, non vi è alcuna spiegazione. Che nessuno venga a dirmi che serve a mostrare l’umanità del personaggio, tutte cazzate, è una cosa di un orrore che mi fa vomitare. Fottuto Eragon! Questo, come unico gesto porta il libro sotto il livello di “Nihal della terra del vento” ditemi tutto di Nihal, ditemi che raddoppia la velocità di movimento come avesse le marce, ma, cazzo, almeno non inciampa.

Naturalmente conquistano la città protetta da un gruppo di minchioni, ma non prima che il drago più dolce della storia si becchi una lancia di ceramica nella pancia, ma, botta di culo gli elfi di scorta la guariscono alla grande e si scopre che la lancia ceramicosa è niente popò di meno che una magica lancia ammazza draghi detta Dauthdaert, una roba preziosissima e ritenuta persa da millenni e che, botta di culo, aveva proprio uno scagnozzo qualsiasi del magico cattivo formaggino. Non ci credo, mi rifiuto, questo è troppo. No, non è troppo, troppo è che la draghessa azzurra fa tremare la terra quando cammina, ma quanto cazzo è grossa? Non abbastanza da far tremare la terra, fidatevi. 

Ma andiamo oltre, la città difesa con lo sputo è stata conquistata dal nostro Eragon super mega extra che trancia tanti omuncoli mentre scappano (vantatene) ricordatevelo, chiunque, dico chiunque, con le capacità imbattibili del fottuto protagonista di questo libro avrebbero vinto la guerra in cinque minuti e da soli, ma lui no, lui è così incapace che riesce sempre a farsela mettere ne culo da tutti, persino il cavaliere suicida-servetto del cattivo Formaggino è riuscito a ferire il suo cazzo di drago, che cavaliere delle palle, persino l’odiatissimo Roran (er cugino del cavaliere) riesce a far di più senza difese magiche e senza magia e senza addestramento. Lui si che è un autentico eroe fantasy! Mai preso un martello in mano ed alla prima battaglia fa fuori un centinaio di nemici, fenomenale. Ma questo era un altro libro ragazzi! Torniamo alla storia, ad allearsi con i Varden arrivano i Gatti mannari! Evvai! Gli esseri fantastici più stupidi che ricordi si gettano nel calderone dell’assalto all’impero del cattivone Formaggino! 

Tremate di fronte al grande
Gatto Mannaro! senza questo coso la guerra non si vince! No! No! No!

Stipulata l’alleanza con i gatti mannari Nasuda (capo donna e nera dei Varden, tanto per togliersi tutti i problemi di correttezza politica) manda il nostro Roran (dato che il nepotismo dilaga) senza qualifica a dirigere un assedio in una città mai vista chiamata Melian (perché? Perché è dietro di loro e la nostra capa dei ribelli teme un attacco alle spalle) ribadiamo che non ha esperienza negli assedi e che ha meno di un migliaio di fottuti uomini, dentro la città ce ne sono più del doppio. Senza magia o un intervento divino è fisicamente impossibile prendere una città in queste condizione, vi ricordate? L’avevo già detto. Oh si che l’avevo già detto. Ma lui, il fico che tutti odiano ci riesce! Come? In due modi, appena arrivato manda a fare in culo il vecchio capitano e reduce con tanta esperienza, un tizio chiamato Brigman e con una delle tattiche d’assedio più stupide di sempre: blocca una diga, fa una super zattera, ci matte tutti gli uomini che ha sopra, ci monta un muretto di pietra davanti (si, lo erige sulla zattera, geniale, ma chissà perché i nobili del medioevo i castelli non li facevano su delle barche di legno? Così potevano spostarsi con la bella stagione! Minchione! Cazzo non ha senso, ma la barca né si ribalta né si rovescia o altro, ma naviga sicura come non mai) poi, fa aprire le chiuse della diga, teoria vuole che tutto ciò che fosse stato sulla linea dell’onda venisse spazzato via. 

La Zattera!!! Inchinatevi di fronte
all'arma più temuta di Alagaesia!

Ma non lui con la sua cazzo di zattera composita! Lui no, lui cavalca l’onda e ci fa surf sopra sino alla città (il fiume attraversava la città ed era sbarrato da una porta sull’acqua) sfonda di slancio la porta (cazzo, cosa volete che facesse? Che la prendesse per assedio? Ma siamo in un fantasy, qui, o mezza giornata o non ci piace!) poi, con le sue truppe in inferiorità numerica, conquista la città, così tanto per. 
Nasuda, felice come non mai promuove Roran capitano e si marcia verso Doras Leona, evviva! Cartina alla mano mancano, dopo questa solo due città, la capitale e Furnost, dai, non può mancare molto! Sono due cazzo di città! Soltanto due!!!
Bè, andiamo avanti cazzo! Ce la farò, fidatevi, è difficile e terribile per me riprendere questo libro, ma lo faccio per un unico motivo, un motivo chiave.
Arriviamo a Doras Leona, e li aspetta Murtagh (il cavaliere del drago cattivo fratellastro di Eragon e servo di Galbanino) col suo bel drago rosso che si chiama Castigo (la traduzione esatta dall’inglese sarebbe “Spina”). Si, si chiama castigo (Spina). E perché non piaga (ortica)? O peste bubbonica (rovo)?ok ok, insindacabile giudizio dell’autore. Va bè, allora, si decide di non attaccare. Perché? Perché altrimenti morirebbe troppa gente. E grazie al cazzo! È una guerra! Una fottuta guerra, e, di solito, quando si inizia una guerra la gente muore! Muore cazzo! Non dico che sia bello, ma va valutato. Soprattutto se si fa una guerra d’assedio. Ma qui siamo nel magico mondo di Eragon e siamo sempre pieni di buoni sentimenti. Particolare che mi disturba, mi disturba assai, sinceramente, Eragon, sono tre libri da ottocento pagine che ti alleni, cazzo, sarai in grado di battere il tuo fratello sfiga che è cavaliere da tre mesi. No. Non lo è (è ufficiale, Eragon è il cavaliere più sega di sempre).

Eragon! Sei una sega! 
Smettila di darti arie da Figo!


Quindi, ora il problema è serio, bisogna assediare una città, ma non possiamo attaccare perché non vogliamo perdere uomini, non possiamo mandare il nostro invincibile cavaliere all’attacco perché se le farebbe dare, cosa fare?
Ma certo! Arriva un tipo che a volte si vede in questa trilogia mancata, tale Jeod, che spappando un tomo sul tavolo indica chiaramente che c’è un cunicolo sotto la città che sbuca fuori dalle mura, la tattica è presto fatta, ci si butta nel cunicolo in quattro, si entra silenziosi in città e si spalancano le porte, la gente entra ed è fatta.

Certo, se qualcuno varca la soglia delle mura il cavaliere del drago chiaramente se ne va a fare in culo, fugge istantaneamente e la città si arrende, così, tanto per. Ma solo per me non ha senso? Mai sentito di combattere casa per casa? Mai? Probabilmente no. 

Postilla, qui devo fare una postilla, in questo mondo i cavalieri sono (e lo si ribadisce chiaramente in tutto il libro) l’equivalente di Superman, praticamente inattaccabili da un esercito di uomini, intoccabili, protetti da barriere magiche strafike, armati di una forza senza pari, con magie inventate sul momento in grado di falciare nemici a centinaia. Non per fare il rompipalle, ma, gli eserciti, a cosa servono? Nel senso, un cavaliere è tranquillamente in grado di farlo a pezzi un esercito, visto che si vogliono risparmiare vite, fate scontrare i cavalieri, chi vince prende tutto, ha senso, tanto la parte perdente non avrebbe la forza di abbattere il cavaliere vincente. Due duelli se va bene e fine della guerra. Se ci pensate ha senso. I combattenti normali sono completamente ininfluenti, appena appena fanno i super stregoni elfi e bella grazia, ripeto, continuo a non capire…
Comunque a strisciare nelle fogne ci vanno Angela l’erborista con il suo gatto mannaro personale, Eragon, Aria (l’elfa copia di Arwen che non la darà mai a Eragon ma che gliela fa annusare) ed un elfo dal nome inutile.

L’azione si svolge così, i magnifici quattro si gettano nel tunnel, Nasuda, dimentica dei suoi propositi di non far morire gente attacca la città all’alba mandando quindi gente al massacro, con la speranza che i quattro le aprano le porte dall’interno. Questo mi disturba, seriamente.

Piccola postilla, (è la seconda ma me ne strabatto il cazzo)per evitare che Murtagh (cioè il cavaliere col drago rosso) uccida tutto l’esercito dei Varden contro di lui si manda la nostra draghessa azzurra con a cavallo un elfo magicamente travestito da Eragon (solo io lo trovo ridicolo?) nel senso, Eragon e la draghessa non avrebbero speranze contro Murtagh, ma la draghessa ed un elfo possono contenerlo. Ma allora a che cazzo serve Eragon?

Inutile! Sei tutto quello che un eroe vorrebbe essere e resti inutile! Fottuto Paolini! Ma come si fa?
Christopher Paolini in posa sexy ....
Fottuto Paolini!!! FOTTUTO PAOLINI!!!

Comunque, il tunnel resta tunnel per poco, infatti, dopo una brave passeggiata nelle fogne classiche si entra in un labirinto sotterraneo alla D&D, li l’elfo dal nome inutile dimostra che non è solo il suo nome inutile e muore trafitto da delle lance di pietra… che sbucano dal pavimento… (i puntini bastano a far capire la mia perplessità) poi arrivano un fottio di soldati Ninja che non sentono il dolore e giù botte, pare che il gatto mannaro e Angela vengano uccisi, il nostro Eragon super mega extra viene catturato assieme all’elfa copia e, naturalmente, vengono legati e lasciati vivi e soli in un circolo di contenimento magico con delle uova di Ra’zac che stanno per schiudersi li vicino. L’elfa si scarnifica una mano nel tentativo di liberarsi ma fallisce, naturalmente arriva Angela con un kit di armi super magicissime che li libera, li arma e tutti insieme uccidono le uova di Ra’zac, poi vanno a far fuori i sacerdoti del culto più stupido della storia (si, quelli che si tagliano gli arti da soli) poi si esce dalla cattedrale gotica (lo è, seriamente, il gotico arriva ovunque!) e ci si precipita a morta vita nella città.

Nel frattempo Draghessa ed elfo mascherato (la coppia del secolo, li ho appena eletti tali) fanno il culo a Murtagh e drago dimostrando l’inutilità di Eragon ancora una volta.


Arrivato alle porte Eragon usa la sua riserva di magia per far volare dei massi addosso a Murtagh e spalancare il cancello, nel giro di mezzo minuto la città cade, Murtagh (non si sa perché) fugge. Evviva! Ora manca solo una città prima della capitale, la fantastica Furnost (che non assomiglia per nulla alla Tolkieiana Fornost vero? ma cambiare due lettere in più no?).

No. Non è così, dopo si marcia diritti sulla capitale, Uru baen. E… si, ve lo domanderete, lo so, perché lasciare libera come l’aria una città alle proprie spalle dalla quale potrebbe partire un attacco nemico? Ma, soprattutto, perché auto contraddirsi, perché prima far di tutto per prendere un pericolosissimo sputo di città secondaria dalla quale potrebbero partire sortite nemiche e poi bellamente ignorarne un’altra in posizione più strategica? Misteri delle tattiche belliche di Alagaesia. 
Esperti di tattica al seguito di Eragon e compagni

Torniamo alla trama, l’ordine del giorno è marciare contro Uru baen alle prime luci, ma abbiamo tutta la notte libera e così, tu, fottuto cavaliere, uomo chiave dell’intero esercito ed unico baluardo contro Murtagh, cosa fai? Ti ubriachi. Certo, meglio di questa Paolini non potevi inventartela vero?

E di fatti, guarda caso, l’unica volta che Murtagh fa un attacco notturno lo fa in quella dannata notte, inutile dire che Eragon non fa una mazza sino a che Arya gli fa l’incantesimo anti ubriachezza e lo rimette in sesto… si, lo so, è triste, dopo i draghi che tirano carretti tutto è possibile, ma, quanto è bistrattata questa magia? Cazzo! C’è pure l’incantesimo anti ubriachezza? No, cazzo, scusate, errore mio, nel mondo di Alagaesia la magia è famosa per risolvere tutto (abbiamo anche millemila pagine dedicate alla guarigione di un labbro leporino, sob… ) se può girare i cristallini negli occhi dei mostri può anche togliere l’ubriachezza, però, scusatemi, è ridicolo.

Ma andiamo avanti, Nasuda, la donna in carriera con le palle quadre viene rapita e portata dal Tiranno, scusate, Sauron, scusate ancora Galbanino, e li verrà torturata piano piano perché dobbiamo ben dare il tempo a Eragon di mettere le cose a posto e trovare la super arma finale. Troppo difficile torturarla con un forcone rovente, guarirla e ricominciare? Ma cazzo Paolini ti sei letto qualcosa sulle torture medioevali? Quello che le fanno è non dico acqua fresca ma quasi sai? Nessuno che le strappi le unghie o cose del genere? No, troppo crudo per lo stomaco del super cattivo!

Nasuda, lei si che ha le palle quadre!!!

p.s. così non devo tornarci più su, c’è una mezza storia d’amore tra Murtagh e Nasuda.

Nel frattempo al campo il nostro magicissimo e super barocco Eragon, aggiunge un titolo alla vasta sequela che si porta dietro (ammazza spettri, mano d’argento, ultimo cavaliere, cavaliere dei draghi, predestinato, fratello adottivo del re dei nani, vassallo di Nasuda, spasimante di Arya ecc) e cioè, capo dei Varden. A contenderglielo è Orrin, re degli uomini dello stato a sud della cartina che da tranquillo alchimista si trasforma così, tanto per in un cattivone assetato di potere e con l’anima divorate dall’alcol (questa riga è molto più epica del necessario ma la mancanza di epicità nel libro mi ha spinto a scriverla). Ma tanto del punto di vista del principale finanziatore di tutta la baracca non frega un cazzo a nessuno e così lo si manda a fare in culo tranquillamente.

Eragon ha un piano geniale, marciare su Uru baen, e, colto da un colpo di genio (io mi sono immaginato Paolini materializzarsi tra le righe e fargli il seguente discorso:

<<Eragon! Devi partire per la volta delle anime? Ricordi? Il gatto mannaro te l’ha detto tremila pagine orsono no?>>
E lui.
<< vado! Ma che giustificazione con agli altri?>>
<< digli che è importantissimo e che devono fidarsi di te!>>
<<ok! Ricevuto!>>

È davvero così, ed ora, prendiamoci per mano e piangiamo sul cadavere del Fantasy sempre più putrefatto) e cioè andare nella magicissima volta delle anime in mezzo all’isola capitale dei cavalieri, una cosa dimenticata da tutti per magia ma da lui no. Perché? Perché lui è lui no? Che cazzo vi domandate?
Scusate, vado a piangere.
Piango ...

Tornato, mi asciugo le ultime lacrime e riprendo, per evitare che il cattivo sospetti dell’assenza di Eragon ed attacchi l’esercito dei Varden sterminandolo gli stregoni elfi fanno un ologramma magico di Eragon ed annessa draghessa con ali di piume o membrana, dipende dal libro, e lo usano come spauracchio. Eragon, libero dalle responsabilità di supremo comandante dei Varden se ne va a fare un viaggio turistico nei luoghi dei cavalieri morti.

Giunto sull’isola di Vroengard trova una natura deformata da magie arcane (piccola nota positiva, non è originale, ma sa di poco visto questa natura distorta, direi che mi piace), ma, per rendere tutto ridicolo ci piazza delle lumache carnivore di tre metri che sono una prelibatezza per i draghi. È un dono di Paolini riuscire a creare queste cose idiote, non c’è dubbio.
Li trovano l’ingresso della volta delle anime, ma, se non c’è un ma non è un fantasy, per aprirla bisogna dire i propri veri nomi, nomi che drago e cavaliere trovano dopo attenta riflessione (lui dopo aver ripulito un pezzo di piazza piena di macerie …) aperta la porta i due (con cuore dei cuori del drago dorato al seguito) entrano in un lungo corridoio e alla fine trovano una super stanza sotterranea piena di uova di drago e cuori dei cuori dei draghi, e così in un colpo solo Paolini riesce a trovare l’arma segreta per sconfiggere il cattivo e un bel motivo stiracchiato per continuare la saga e incassare altri soldi.

Piccola precisazione, ok che si dice “combattere il fuoco con il fuoco” ma cercare di essere originali? Tanto pacchiano e barocco all’inverosimile Eragon lo è già (cintura magica, spada magica, ma è un ovvietà in un fantasy, si può anche lasciarla stare, seconda spada magica, lancia magica, anello magico, protezioni magiche drago telepate, padre che non è suo padre, padre che non si sospettava fosse suo padre, drago azzurro ecc) ma copiare una spada annulla magia da qualche altro libro? No? Troppo difficile, decisamente troppo difficile, una pietra del potere, un oggetto strano, no, lui trova tanti cuori dei cuori, esattamente come il cattivo. Così, il cattivo ha millemila cuori dei cuori per potenziargli le magie e lui anche. Che bello. Avrei preferito avesse trovato l’anello del potere, almeno era un plagio bello in vista.

Ma gioiamo, abbiamo una nuova schiera di futuri cavalieri dei draghi di cui leggere le avventure …
Gioiamo!

E ora via! Verso nuova avventure, si ficcano tutti i cuori dei cuori in una distorsione spaziotemporale grossa come una mosca alle spalle del cavaliere e si parte verso la guerra! Evvai!

Si ritorna di volata dai Varden, ai quali si sono uniti gli elfi, che si sono piazzati di fronte alle mura. Orrin vorrebbe mandare un ambasciatore, il nostro Roran lo manda bellamente a farsi inculare da un cavallo e tutti gli battono le mani, e che cazzo vuole il loro finanziatore principale nonché quello che ci mette gli uomini da mandare al massacro? Avere voce in capitolo sulle decisioni dell’esercito? A fottersi! In Alagaesia si ascoltano i contadinotti senza alcuna istruzione! Non i re! 


Ma torniamo alle mura della città, mura alte novanta metri (traduzione dei trecento piedi citati dal fottuto Paolini) e si pianifica un attacco alla città, la fantastica strategia è… perché me lo fate dire? Perché mi obbligate? Cazzo, lo sapete già, se siamo in un Fantsy come si svolgerà un assedio? Si corre conto le mura urlando! È! È fantastico!

Mi sono immedesimato per dovere di ruolo in quel punto del libro, io, fante, con uno scudo di legno, un’accetta in mano che corro su una piana verso mura alte novanta metri! Certo, mura alte come un palazzo di trenta piani, certo, e io ci credo. E come cazzo le supero? Ma abbiamo delle torri d’assedio con ruote alte sei metri, ma come si muovono queste cazzo di torri? Ci sono trenta elefanti che le spingono? Ma … si, si, l’ho capito, la devo smettere di rompere le palle.

Nel frattempo un ologramma di Eragon e relativa draghessa attira da parte Murtagh mentre il nostro cavaliere, resosi invisibile con un altro incanto se ne va tranquillo verso la porta della fortezza del cattivissimo Galbanino. Assieme a lui ci sono gli inseparabili elfi di scorta Arya e Elva, la bambina maledetta-strega, unico personaggio vagamente cazzuto della storia (bimba convinta a suon di urla ad accompagnare Eragon nel suo piano suicida senza alcuna remora morale ricordiamocene, dopo servirà) ma, appena entrano in città l’illusione va a farsi benedire assieme alla loro magica invisibilità ed agli incantesimi degli elfi. Perché? Perché il super cattivissimo deve pur tirare fuori qualcosa di nuovo ed inaspettato, non vi pare?
Elva, una povera bambina sfruttata impunemente!

Certo, allora, tutti insieme se ne vanno comunque oltre le porte della fortezza e le sbarrano impedendo a Murtagh di raggiungerli per un po’, percorrono un corridoio nel quale fanno scattare un discreto numero di trappole, una delle quali si prende tutti i maghi elfi e lascia solo il magico quartetto Eragon, Saphira, Arya ed Elva.

Di fuori si combatte per le strade in una specie di caotica rissa da bar e questo ci può stare, poi, se ne esce un tizio con una pancia da bevitore, pieno di muscoli e con un mazzafrusto (tipo re degli Spettri nel Ritorno del re) chiamato Barst, il grande capitano del cattivissimo Galbanino, che da solo ammazza la maggior parte dei Varden e degli elfi, compresa la regina degli elfi e madre di Arya, per poi finire ammazzato da…

Dai che ci arrivate, dai, ma si! Proprio lui! Il nostro Roran forte martello, il più odiato di tutti! E come fa il nostro amicissimo? Gli fa scagliare contro in rapida successione una dozzina di massi dalle catapulte ( e ci si lamenta della Troisi!) e poi lo abbraccia. Si, lo abbraccia forte forte sino a che non gli infossa la corazza sulla pancia, perché, nella sua pancia da bevitore era nascosto un cuore dei cuori! Geniale, il nostro Roran lo scheggia o qualcosa di simile e il buon Barst si accartoccia come una vecchia lattina (sa di già visto per caso?)
Applaudiamo, fuori la battaglia è vinta, non l’avrei mai detto, resta lo scontro con il re cattivissimo. 
Datemi un martello e vi conquisterò il mondo!

Il nostro re appare come un tipo qualunque, magari abbronzato e con uno strano accento, che sa il Nome dei Nomi, tremate! (per questo gli incantesimi in città non funzionano) Cioè il nome della lingua degli elfi e così ha potere su di essa e la può fare e disfare a piacimento. Ergo, non può essere battuto, pur essendo il cattivo meno riuscito di sempre. Inoltre, visto che è cattivo e, dato che non ha ancora fatto nulla deve dimostrare di essere Kattivo (“K” d’obbligo) tira furi dal cappello magico due bambini e minacci a Eragon di ucciderli se provano a muovere un muscolo, naturalmente tutti si fermano! E certo, Elva (bambina maledetta da Eragon per errore) può essere tranquillamente portata in una missione suicida, ma rischiare la vita di quei due no! Mai! Inaccettabile! Sempre perché è Kattivo fa scontrare tipo gladiatori Eragon e Murtagh, e fa assistere al tutto Nasuda incatenata ad una pietra (suppongo per necessità di trama) vince Eragon, neanche a farlo apposta facendosi infilzare perché lui si che si sacrifica per gli altri!

A quel punto Murtagh pronuncia il nome dei nomi e libera tutti così, dopo questo inaspettatissimo voltafaccia tutti a menare Galbatorix, lui fa che rispondere con un altro incantesimo e li blocca tutti, Eragon ha un altro dei suoi colpi di genio e gli riversa conto il dolore che ha causato (nel frattempo i cuori dei cuori di Eragon combattono psichicamente con i cuori dei cuori dei cuori di Galbatorix) Galbatorix sclera male forte e decide di suicidarsi, nel frattempo i due draghi ammazzano il drago nero (e di che colore volete che sia il drago del cattivo?) con l’aiuto dell’elfa Arya e della lancia di ceramica.
Per suicidarsi Galbanino si trasforma in una bomba atomica umana, ed esplode, che bel modo di andarsene, Eragon ne fa una giusta e trasporta tutti dietro una barriera magica e così non abbiamo morti che potrebbero rendere la trama mano scontata.





La morte di Galbanino, che fine di merda!

Ora è ufficiale, Galbatorix è il peggiore cattivo di cui abbia mai letto, è peggio di Darken Rahl! È un idiota e fa la fine da idiota, se fosse stato veramente sto mostro di cui si favoleggiava nei tre libri precedenti e nella maggior parte di questo si sarebbe fatto una risata di tutta la sofferenza di quel fottuto mondo!

Sono esausto, davvero, ma, nonostante tutto non è finita! Per cui andrò stoicamente avanti, e ce la farò, finirò questa fottuta Recensione (meglio definita come accozzaglia di idee personali vomitate su tastiera).
No, non è finita, perché questo libro continua per altre cento pagine dopo la naturale fine che avrebbe dovuto avere. Non vuole morire il bastardissimo tomo! Bene, allora lo finirò! Non è ancora nato il libro in grado di sconfiggermi!

Allora, il palazzo del cattivo suicida comincia a crollare e tutti insieme se ne vanno fuori. Li Murtang li saluta tutti e parte, Eragon lo segue, lui gli dice che vuole andare a fare l’eremita sulle montagne ed Eragon gli da la sua benedizione, prima di partire gli spiega per bene quale sia il nome dell’antica lingua e poi se ne va a fare in culo definitivamente
.
Peccato che Eragon avrebbe dovuto ucciderlo (l’aveva giurato nella magica lingua degli elfi, e in quella lingua le promesse vanno obbligatoriamente mantenute) ma non lo fa, a fottersi l’antica lingua, sarà che ora conosce il suo nome e si annulla gli incantesimi a piacimento … vai a sapere.

Poi se ne ritorna dai Varden e li partecipa all’elezione del nuovo re di Alagaesia, naturalmente, lui si rifiuta di prendere quella carica, così restano Orrin (il mite uomo dei libri prima trasformato in alcolista ed arrivista) e Nasuda, naturalmente si sceglie Nasuda e si dà qualche terra di confine a Orrin così che non rompa troppo le palle.

Poco dopo Arya se ne va nel ragno degli elfi senza dire nulla a nessuno portandosi dietro l’uovo verde, e Eragon si irrita appena, certo, l’altra si arroga il diritto di scegliere chi deve essere il futuro cavaliere di quel drago e lui, “certo!”, tra l’altro non glielo dice neppure in faccia, elfa di merda!





Arya, sei una ladra di merda!

La nostra novella regina del mondo decide che la magia è una cosa brutta e vuole creare un ordine dei maghi per regolamentarla, e vuole che Eragon lo comandi perché lei è una donna con le palle e ciò che vuole si fa. Eragon che è sempre il più buono di tutti le dice che ci penserà, poi, quando arriva alla conclusione che non può fare il cavaliere e il capo dei maghi contemporaneamente decide di rifiutare. 

Nel frattempo Eragon deve trovare un luogo in cui far sorgere la nuova città dei cavalieri, e, adducendo e scuse tipo “non c’è abbastanza da mangiare per i draghi, c’è troppa gente, ho paura che mi sbircino mentre li addestro, non mi piacciono le montagne, potrei litigare con i nani, potrei litigare con gli urgali, potrei litigare con gli uomini, potrei dare troppo potere agli elfi e non essere imparziale ecc” decide che l’unica cosa da fare è andarsene per sempre dal mondo.

Si, non ha senso, perché per sempre? Non è che ogni tanto gli sia concesso di far visita ai suoi cari? No, giammai! Così anche lui va a fare l’eremita. Prima però include nel patto tra draghi e cavalieri anche i nani e gli (sob, mi viene da piangere) gli Urgali. Si, così abbiamo gli orchi del luogo che diventano cavalieri dei draghi… stendiamo un velo pietoso sul tutto e consideriamolo “innovativo” Ok? E spedisce il cugino e la sua consorte dagli elfi così potrà dire loro addio prima di andarsene.

Poi si reca dagli elfi, li ritrova Arya che è diventata cavaliere del drago e Regina degli elfi (a farsi fottere l’imparzialità dei cavalieri! Me la vedo Arya a fare la guerra al suo popolo in casi estremi, certo. Ma lei è Arya, l’alfa copia della Arwen cinematografica! Lei può!) il drago verde diviene lo scopamico di Saphira e così ci si avvia tutti lungo un fiume, poi, arrivati all’ultimo porto prima delle terre inesplorate, ci si ritrova con i nani, si festeggia per qualche giorno e poi Eragon e Draghessa se ne vanno assieme alle uova ed ai Cuori dei cuori, Arya, naturalmente, non la da a Eragon, e diventa il punto di contatto tra i cavalieri ed il mondo, lei li avrebbe addestrati (le vengono lasciate alcune uova) all’inizio, poi li avrebbe mandati da Eragon per completare l’addestramento. Fantastico. E così si chiude questo libro.

Punto 3 Personaggi:

Sono fisicamente esausto, ma andrò avanti, quest’opera blasfema deve essere portata a compimento.
I personaggi sono tanti, ma la maggior parte inutili o non spiegati, li elencherò comunque perché se ho fatto trenta posso fare trentuno:

Eragon: è il protagonista, lui è perfetto, almeno in teoria, ha tutto, bellezza, forza, magia, potere, cavalca un drago, è innamorato di un elfa super fikissima, eppure passa metà del libro in un altalenante stato tra la depressione (sono inutile! Faccio schifo! Non ce la farò mai!) e l’esaltazione (lo ammazzerò in cinque minuti! Sono il più grande! Sono il campione dei popoli liberi! Ammazzo gli spettri a colazione!) e non se ne capisce il motivo. Altra sua caratteristica è quella di mutare da libro a libro, per esempio, nel precedente tomo in battaglia procedeva così, cercava il mago nemico, lo uccideva, poi con un incantesimo ammazzava un centinaio o più di inermi nemici (recidendogli una vena per esempio) poi cercava un altro mago e via così, la spada era quasi superflua, ora o li si ammazza alla vecchia maniera (a colpi di spada) o non va per nulla bene, vai a capire il perché!


Per il resto è inutile, è un protagonista che fa ben poco da solo, anche il cattivo finale lo sconfigge perché Murtagh fa il suo bel voltafaccia, c’è sempre qualcuno più bravo di lui, più competente di lui, più capace di lui, che ne sa più di lui … francamente è palloso, viene da chiedersi perché lui e non un qualunque altro minchione? Tra l’altro, l’ho già detto ma lo ripeto comunque, non ha una vera evoluzione, non matura granché come persona, principalmente trova un sacco di oggetti magici o lo riempiono di incantesimi per potenziarlo. Se lo si mettesse in confronto con gli altri cavalieri sarebbe stato uno dei tanti, senza infamia e senza lode, quello di cui in una storia non si ricorda il nome, di suo non ha nulla di speciale. Ricordo, è un fantasy, ed in un fantasy non va bene l’uomo qualunque, Frodo, era un piccolo omuncolo senza particolari abilità ma in quanto a forza d’animo e volontà se ne vedevano pochi suoi pari, Sam, suo compagno fino alla fine aveva ancora meno abilità ma possedeva una dedizione inarrestabile. Non occorre che il protagonista abbia i capelli viola e gli occhi che sparano raggi laser, che faccia super magie o che uccida mille nemici in una volta, bastano anche piccole caratteristiche, ma che siano sue, anche una sola piccola caratteristica, ma deve essere sua. Eragon è un bicchiere d’acqua, non sa di nulla, non è “vero” se mi permettete il termina. Si, lo so, cade e si rialza, va avanti, ama l’elfa, uccide il cattivo, ma è perché dice il copione così. Ci fosse stato un altro sarebbe stato uguale, non ha qualcosa che lo rende speciale, o, quantomeno, non ha qualcosa che lo rende davvero se stesso. Un esempio stupido, fottutamente stupido, che mi attirerà le ire di tutti, Nihal, la mezzelfa dalla spada fatta per farsi del male da soli, piangeva ed odiava, principalmente faceva queste due cose, ma almeno se domandi “quale protagonista piange e odia?” si risponde “Nihal!” subito, (o una qualunque delle sue copie usate negli altri libri della signora Troisi) lei aveva qualcosa di sentimentalmente suo, ma provate a trovare qualcosa di emotivo che riguarda Eragon, provate a fare una domanda simile rivolgendosi a lui. Nulla, non è testardo,non è disfattista, non è risoluto, non piange, non esulta, non è freddo, non è passionale, non ha sogni, non ama in modo allucinato ne troppo leggero, non è cattivo né crudele né veramente buono,non ha forti ambizioni né sogna una vita tranquilla o la pace o la solitudine, non è né nero, né bianco, ma neppure grigio, è incolore (opinione mia, si intende). Di lui non mi ricorderò per una caratteristica sua ma per ciò che lo circonda. Sembra un personaggio da gioco di ruolo per PC, che sia elfo, mezzelfo, umano o mezzorco non cambia nulla, stesso spessore umano, ma con tanti oggetti super magicissimi. Questo lo caratterizza, il fatto di avere tanti oggetti magici. Sei peggio di Talitha, almeno lei era scema, e si faceva odiare, ma un altro personaggio avrebbe agito in modo diverso, tu, caro Eragon, sei ininfluente. A mio personalissimo parere è il peggio che un personaggio possa ricevere dal suo autore.

Eragon! Sei un inutile Omuncolo!!!

Arya: elfa del cuore di Eragon, non se lo fila, poi se lo fila, poi non se lo fila, poi se lo fila, poi no ecc ecc, tutto così per quattro libri. È la copia sputata della Arwen da cinema, inserita in una realtà scopiazzata ma, per forza di cose diversa e piegata alle esigenze di trama (per cui, stesso aspetto ma sa usare la spada come pochi altri ed è una grande maga) verso la fine riesce a sovvertire le leggi sull’imparzialità dei cavalieri dei draghi divenendo cavaliere ed al contempo regina degli elfi, questa Paolini se la poteva evitare.






Roran: detto forte martello, forse è il vero eroe fantasy della saga, no, non scherzo, è lui quello che senza addestramento fa fuori centinaia di nemici, è lui quello che crea piani improbabili che riescono perché devono riuscire, è lui che ha un amore impossibile che riesce a coronare, insomma, fatevi due calcoli, almeno lui vuole proteggere i suoi cari, non come il cugino (Eragon) che sembra un passante preso a caso e gettato a cavallo di un drago. A me sta sulle palle, ma meglio di Eragon lo è. 

Saphira. La metto perché devo, è il drago di Eragon, si comporta come fosse la sua ragazza ma con accentuate particolarità materne, fossi stato in Eragon l’idea di essere indissolubilmente legato ad un essere simile mi avrebbe condotto al suicidio, ma Eragon è incolore per cui a lui va bene così.

Murtagh: fratellastro di Eragon e cavaliere di un drago rosso si dimostra sempre in grado di battere Eragon tranne nel loro ultimo duello in cui perde perché Eragon si fa infilzare. Si innamora di Nasuda, la donna con le palle quadre, ma decide di andarsene a fare l’eremita. Né infamia né lode, ma psicologicamente è più ben fatto di Eragon, almeno ha dei momenti di evoluzione, si vede in lui dell’odio, ma anche della paura, del rimpianto ed un briciolo d’amore che permette una redenzione, che tutti si aspettavano, certo, ma, ripeto, è meglio di Eragon, in questo libro almeno.

Glaedr: il drago di Oromis, o meglio il suo cuore dei cuori, che è sempre incazzato, ma con due complimenti lo si convince sempre a fare quello che si vuole, fa da maestro a Eragon con frasi del tipo “non è importante se maneggi una coda o una spada, se sei maestro nella lotta è uguale!” e certo, di fatti mia nonna che è cuoca è anche un ninja temutissimo, secondo un ragionamento simile affettare carote e l’arte della scherma sono la stessa cosa. Ma vai a farti fottere Paolini!

Vai a farti fottere Paolini!!!
Non sogghignare! Fottiti!!!

Orik. Re dei nani, compare due o tre volte, ed una di esse fa una palla di fango. Ok, adesso prendiamoci tutti per mano e piangiamo. Ed anche qui i nani sono stati ridicolizzati!
Capo degli stregoni elfi dal nome impronunciabile: ha un nome impronunciabile che se pronunciato provoca spasmi alla lingua, questa è una prova che la magia esiste, non lo scriverò perché non voglio che qualcuno si ritrovi con la lingua bloccata. Per specificare meglio (nel caso ce ne fosse bisogno) è quello con la pelliccia da lupo e che emana forte odore di muschio … è il capo degli stregoni, bravissimo guerriero e mago. Altro da dire su di lui non c’è.

Nasuda: lei è la donna con le palle quadre, lei e una donna dura, lei fa tutto il necessario per il bene dei Varden, lei è dura, ricordatevi che è dura, ricordatevi che ha le palle quadre e ricordatevi che lei vuole. Ricordatevelo perché lei, che ha le palle quadre, lo vuole!

Elva: bambina maledetta per sbaglio da Eragon che sente il dolore altrui ed ha poteri oscuri, è il personaggio che mi ispira di più dell’intero libro, ma quel fottuto del Paolini non la fa che vomitare e contorcersi.



Angela, un nome che centra tra gli altri di questo libro tanto quanto una capra sulla luna, lei è la vera Gandalf della situazione, ha visto un po’ di tutto, pare una trentenne ma può anche avere mille anni, tanto è indifferente, conosce tutti i popoli e tutti i popoli conoscono lei, mio parere speciale è che Paolini non ha spiegato una mazza su di lei perché suppongo sia molto complicato spiegare il perché di un essere così.

Orrin: il re più mutevole di sempre in un libro cambia da bravo ed un po’ pavido alchimista in un alcolizzato che vuole tante terre. Non chiedetemi il perché.

Galbatorx: si, lui (da me definito anche Galbanino o Formaggino). L’ho lasciato per ultimo, ma solo perché volevo dedicami a lui con calma e riflessione. È il cattivo, ma, pur potentissimo, non si scomoda mai per uscire dalla sua fortezza, neppure quando i “buoni” gli invadono la capitale, se ne sta seduto su un trono, come un cattivo dei film di serie B e pontifica come un cattivo dei film di serie Z. non ha un vero perché né un vero senso, se è potentissimo perché non catturare Eragon direttamente e farla finita li? Non si sa, perché incatenare Nasuda vicina a loro? Non si sa, perché non uccidere tutti i Varden con una semplice parola? Non si sa. Di lui si può dire che è senza essere. Cioè, mi chiarisco, è fortissimo imbattibile inattaccabile, ma alla fine non lo è e senza una precisa ragione. A mio modestissimo parere il vecchio Paolini ha dovuto creare un cattivo imbattibile (non avrebbe avuto altrimenti senso che una nazione di elfi, tutti maghi potentissimi, non provasse neppure ad attaccarlo) ma poi si è ritrovato col problema di come farlo battere da il primo minchione di turno (Eragon). Ha tentato di mettere una pezza su questa falla potenziando Eragon e tirando fuori i Cuori dei Cuori dei draghi e che tutto il suo potere derivasse da un gran numero degli stessi, poi ha solo dovuto farne trovare tanti a Eragon ed il gioco è stato fatto, il tutto però resta molto di “tanto per”. Il nome dei nomi? Bo, una parolina gettata a caso e pronunciata un po’ da tutti, per lui vale un discorso simile a quello di Eragon, è cattivo senza una vera ragione, neppure la pazzia sembra tenere molto, in verità non sembra molto pazzo. Per dirla tutta non sembra neppure molto cattivo, sta li, fa il suo ruolo perché deve, ma chiunque altro sarebbe andato bene uguale. Anche lui è ininfluente e la sua intera esistenza perde di senso, infatti per quattro libri non lo vediamo mai, non agisce mai, neppure dalla sua fortezza, sta sempre e solo seduto sul suo trono. Solo a me sembra senza senso?

Galbanino, nella sua tracotante malvagità ...

Vedete, la cosa che più mi disturba è che questo cattivo non è poi tanto cattivo, sta nella sua città, tutti se ne vivono in pace, usa la magia per evitare la falsificazione delle monete, si, certo, due secoli prima ha ammazzato una trentina di cavalieri e qualche centinaio di draghi, ok ok, non è stato un bel gesto, ma i “buoni” minacciano ragazze invadono città, uccidono un sacco di gente inerme sono alleati di mostri usano senza remore una bambina maledetta per i propri scopi, danno fuoco ai nobili e a capitanarli c’è un tipo che cavalca un drago, diciamo che proprio questa abissale differenza “buoni/cattivi” non la vedo, poi, non dico che debba proprio esserci, anzi, però non bisognerebbe essere coerenti, se si presenta una storia come lo scontro tra bene e male (come è presentata questa) ci devono essere il bene ed il male, se la si presenta come una lotta di potere tra un gruppo di ribelli arrivisti ed un sovrano che per salire al trono ha ammazzato un po’ di gente (cosa mai vista nella storia vero? è proprio un Oscuro Signore uno così!!!) deve essere presentata come tale. In fin dei conti certo, Galbatorix avrà anche ucciso quei trenta o quaranta cavalieri e quei due o trecento draghi, ma quanta gente ha sterminato Eragon durante le battaglie? Ricordo solo che Galbanino ha donato a quel fottuto mondo due secoli di pace, due secoli. Ma adesso andiamo oltre che più scrivo di questo cattivo meno mi sembra cattivo e più mi sembra cattiva la ribellione …

Punto 4 Opinioni personali:

Quello che mi è subito saltato agli occhi leggendo questo libro è un disperato tentativo di allungare il brodo, sia con descrizioni inutili o soffermandosi su particolari ancora più inutili (tipo le lumache giganti) sia con l’aggiunta di vere e proprie parti non senso, parti le quali si vede benissimo che sono state piazzate li solo ed esclusivamente per far pagine, parti che non danno nulla alla storia, parti inutili e non solo, anche controproducenti, perche oggettivamente danno fastidio (parere mio, ovviamente), come l’episodio del labbro leporino.
Dividerò per punti le seguenti opinioni, mi sembra più pratico, inoltre magari risparmio qualche riga:


sottopunto 1 del punto quattro, Opinioni Positive:

1 Adeguatezza: il libro è scritto con adeguatezza, nel senso che si lascia leggere, buono stile (anche se barocco) e buono il ritmo (nonostante buchi e momenti morti) diciamo che l’autore è bravo a propinare una minestra fatta d’acqua sporca e nulla più. Te la bevi tutta, magari ti fa schifo, magari non ti piace, magari si, però la bevi tutta in ogni caso.

2 Elva: Elva è un personaggio fico relegata al ruolo di comparsa e spalla, sballottata in giro senza riguardo sfruttata senza un minimo di umanità, ma mettere lei come protagonista? No? Troppo nuovo?

3 Trasmette immagini: visivamente l’autore ti trasmette qualcosa con la descrizione e le immagini si susseguono abbastanza bene, particolare con un importanza da non sottovalutare!

4 il luogo: si, Il Luogo, il cattivo non è a nord o ad est e racchiuso tra montagne, ma in mezzo alla mappa ed in una città abitata! Grandioso, un punto di vera innovazione nel panorama Fantasy.

5 il cattivo, si, è stereotipato e tutto, ma governa uomini normali e non vuole distruggere il mondo, al massimo conquistare, ma senza annientamenti etnici, questo è molto innovativo e lo rende sempre meno cattivo.

6 Angela: si, è un personaggio che sta su perché non è spiegato (credo non possa avere spiegazione) ed a ma piace così, è un po’ diverso dai soliti stereotipi e sa di qualcosa non lontanamente preannunciabile, ciò è assai buono!

7 La spada di Angela: la spada corta di Angela, quella che sembra fatta di cristallo, o vetro o diamante, e che può tagliare qualunque cosa, è così pacchiana da essere fica, nelle tre pagine in cui è presente mi ha lasciato sorridente e felice.

sottopunto 2 del punto quattro, Opinioni Negative:

1 Battaglie e assedi: questo non è diretto contro il libro, ma contro tanti che in rete affermano “ci sono troppe battaglie” non è vero, il problema non sono le battaglie, alla fine ce ne sono quattro, quattro scontri su 821 pagine soltanto quattro battaglie in un libro prettamente bellico e senza neppure molto spazio, no, il problema non sono le battaglie, fidatevi, il problema lo rivelerò (se c’è da rivelare qualcosa) nel prossimo punto;

2 allungare il brodo: questo è il vero problema del libro, questo è il maggiore problema di entrambi gli ultimi due libri, sono, sommandoli, 1659 pagine, accorpabili tranquillamente in un libro di seicento. Non sono le quattro battaglie ad allungare il brodo, no, sono altre cose, sono le pagine dedicate alle descrizione di inutili lumache giganti, sono due (le ho contate) pagine dedicate alla descrizione delle unghie del carceriere di Nasuda, le decine dedicate al labbro leporino della figlia del fabbro sono le cento pagine in cui Eragon deve capire se in un luogo c’è abbastanza cacciagione per dei piccoli draghi, ma allevare delle mucche è troppo difficile cazzo? Ma che senso ha un discorso simile? È una boiata tirata a caso per far avverare una profezia del cazzo e rubare il finale al Signore degli Anelli! 

3 Roran: merita un punto a parte, Roran è antipatico per il semplice fatto di essere un eroe fantasy classico e stereotipato ficcato a forza in un mondo che ha già un eroe fantasy che però ha una spessore inferiore al suo. Si, lo so che Roran ha lo spessore di un foglio di carta, ma Eragon è inesistente! Così Roran spicca sul cugino, ed è molto più eroico di lui, senza contare che è immortale tanto per.

4 il drago verde: si, ha un nome, si chiama Fìrnen, ma l’ho dovuto andare a cercare, e perché? Perché compare solo nelle ultime pagine e solo per il gusto di avere un drago nuovo da piazzare in copertina, Fottuto Paolini!

5 Piccolo mio:pensavo che nulla fosse peggio di draghi che trascinano carretti, ma no, mi sbagliavo, al peggio non c’è mai limite e qui lo vediamo chiaramente, il drago azzurro, rivolgendosi al suo cavaliere, lo chiama “piccolo mio” mi viene da vomitare. Fottiti paolini! Fottiti!!!

6 Urgali: gli urgali sono orchi con le corna da ariete, quindi, più brutti degli orchi, e per quale oscuro motivo dovrebbero essere buoni? E cosa si massacra in un libro fantasy? Gli uomini? Ma non scherziamo!!! A si, scusate, in questo ciclo si massacrano uomini.

7 copione: il fantasy è in gran parte una minestra riscaldata, su questo siamo tutti (credo) tristemente d’accordo, ma un conto è prendere razze, o elementi di base (il cattivo onnipotente, l’eroe, la guida) che esistono sin da quando l’uomo racconta storie, un conto è copiare (palesemente) e copia il finale, e copia il nemico che esplode assieme alla sua fortezza e copia il capitano del cattivo che si accartoccia e fuma, e copia il mazzafrusto, e copia il tipo di magia e copia i film e basta! E che cazzo! Cosa ci hai messo di tuo nel libro? Le lumache giganti? Le unghie del carceriere? I Brucotarli? Il labbro leporino della bambina? Si, questo è ciò che ci hai messo di tuo, io, fossi in te, in tutta coscienza, mi farei due domande …
Elva mi pare sia una cosa abbastanza originale, quoto Polini per questo unico guizzo di originalità.
8 profezia del cazzo: c’è una profezia del cazzo che afferma insindacabilmente che Eragon deve andarsene dal mondo e così lui fa, utilizzando ragioni tirate alla cazzo di cane come:

1 non c’è un luogo con abbastanza cacciagione per i draghi, lo ripeto, allevare mucche?

Qualcosa di sconosciuto in Alagaesia, un
allevamento di mucche!

2 Si finirebbe per litigare con qualche popolo o favorirne qualcun altro, ma è normale, sei cosciente di come va la storia?
3 Ecc.                                                                                                                          

Ora se vuoi utilizzare la sempreverde profezia, almeno dalle un senso, no? Lui lascia l’amore della sua vita e tutti i cari (non si sa perché ogni tanto non vada a trovarli) per sempre e tutto perché non c’è abbastanza carne per sfamare i draghi? Ma fammi il piacere! Cazzo!

9 auto contraddizioni: contraddirsi in un libro è più facile di quanto si possa credere, vero, ma questo non giustifica il fatto che se ne abusi per fare come cazzo si vuole, in linea di principio se un personaggio è in un modo dovrebbe continuare ad essere così, o evolversi, ma in modo che il cambiamento abbia un senso, in questo libro troviamo un serie di contraddizioni interne strana, vi dirò, il più delle volte evitabile, ma andiamo per ordine:
1 Eragon in Brisingr (il libro prima di questo) era quasi del tutto vegetariano e, se possibile, non mangiava carne, qui (e non ci sono salti temporali tra un tomo e l’altro) mangia arrosto di maiale come non mai.
2 alla morte di Rothgar, padre adottivo di Eragon e re dei nani il nostro cavaliere della fuffa giura nell’antica lingua che avrebbe ucciso il suo assassino, cioè Murtagh. Ma, nonostante un giuramento nell’antica lingua sia un obbligo imprescindibile, Eragon non lo uccide. Che si sia auto annullato il giuramento sapendo il nome dell’antica lingua? Grosso mistero.
3 orrin, il re degli uomini, quello che ha l’unico regno con dei confini precisi sulla mappa, parte come alchimista timido e bonario, qui è un alcolizzato, incazzato col mondo, che vuole il trono imperiale. Capisco che la guerra cambi le persone, ma non c’era un modo meno forzato per farlo cambiare che iniziare tutto così, tanto per?

Punto 5 Inciampi:

è una cosa che avrei voluto elencare nella parte negativa delle opinioni personali, ma mi ha troppo disturbato così ho deciso di elencarla in un punto a parte. Vedete, ha un importanza colossale (a mio modesto parere) queste tre, piccole parole, un importanza maggiore di quella che possono avere le decine di pagine di sciacquatura di piatti, rettifico, non posso usare un insulto così aulico, di brodo allungato del resto del libro. Perché? Perché in quell’unica parola, in quel “gli cedette la caviglia” piazzato in prima pagina è racchiuso tutto il ciclo. Si, perché tutto in questi quattro libri affetti da un allungo dilagante, ma proprio tutto, si può racchiudere in quel “gli cedette la caviglia”. Perché? Bè, quelle tre, fottute, parole sono il simbolo del protagonista, sono l’impronta digitale di Eragon, il suo DNA, sospetto compongano il suo “vero nome”, ed Eragon, come sappiamo, è il ciclo, gli altri personaggi sono tutti asserviti a lui o alla sua dipendenza, lui è quello che sta al centro di tutto, e lui, stando al centro di tutto, non è un Frodo che non ha addestramento, non è un eroe alle sue prime venti pagine in cui e giovane ed inesperto, no, lui ha ricevuto addestramento a non finire e oggetti super magici a bizzeffe è protetto da incantesimi e barriere arcane, ma, inciampa. Non è un modo per farlo sembrare più umano perché in tutto il libro si ripete che lui è molto più che umano, no, è ciò che ci fa davvero capire quale sia lo spessore del personaggio, il suo effettivo peso nella vicenda. Questo ciclo è costruito attorno a lui, ma lui non è che una bolla di sapone, un essere che esiste perché deve esistere, un essere che non è credibile, e non perché siamo in un fantasy, ma non è credibile anche prendendo per verità le leggi di quel mondo. La mancanza di credibilità nel fulcro della storia (ovvero nel suo protagonista Eragon) fa cadere come un castello di carte tutta la saga. Questo è il grande problema di questo libro (parere mio ovviamente).

Punto 6 Consigli fonali:
non ho mai dato voti e non li darò neppure ora non siamo in una scuola dell’obbligo, però la domanda preme, comprarlo o no? Costa 24.00 euro, materiale su cui decidere ve ne ho dato, ma non state ad ascoltare le mie farneticazioni, è probabile che vi piaccia un sacco e che sia un vero capolavoro di genere. Comunque sia, se avete letto i precedenti tre trovate un modo per procurarvelo, bisogna ben sapere come va a finire no?



Recensione (solo per facilitare la ricerca) di "Il sogno di Talitha", primo volume del ciclo "I regni di Nashira" di Licia Troisi


Questo è il mio primo post dotato di una vera utilità, e come tale ho deciso di gettarmi su qualcosa che non fosse causa particolare di polemiche per cui …

Tutte stronzate, ma dovevo provarci, poi, il mio amore per l’orrido è uscito fuori e mi ha costretto all’innominabile, cioè, recensire. Recensire “il sogno di Talitha”. Mi auto costringo a ripeterlo, in verità questa non è una vera recensione, ma un accozzaglia senza senso di opinioni personali rozzamente arrangiate, utile per farsi un idea del libro. Basta. Tenterò di procedere per punti, in modo da dare un ordine al lerciume che segue. Piccola nota personale, non mi tratterrò dal rivelare pezzi della trama o il finale, regolatevi di conseguenza.
 

Autrice: Licia Troisi
Titolo: I regni di Nashira, il sogno di Talitha
Prezzo: € 19.00
Editore: Mondadori


Punto 1 l’ambientazione:

Il mondo non si chiama Mondo Emerso questa volta, ma Talaria, una terra vagamente circolare sospesa in mezzo al nulla. No, non ho sbagliato a scrivere, è sospesa in mezzo al nulla, circondata da una linea di demarcazione scura e poi c’è il foglio bianco (ad onore del vero è menzionata una certa foresta, il “Bosco del Divieto”, oltre il quale si estende il “Luogo innominato” il tutto a ciambella attorno alle quattro terre di Talaria). Non capisco il perché di questo, lo ammetto in tutta sincerità. La buona vecchia Talaria è suddivisa in quattro stati dai nomi di … non lo voglio scrivere, davvero non voglio. Provate ad indovinare, si, tirando alla cazzo, la parola “quattro” cosa vi fa venire in mente? Le quattro … stagioni! Bravi se ci siete arrivati, le terre hanno il nome delle quattro stagioni. Si, c’è la terra dell’estate, della primavera, dell’autunno e dell’inverno, tra l’altro in questo ordine. Ed io continuo a non capire il perché. Nelle terre come è facile immaginare, il clima è perennemente quello indicato dal nome. Nella terra dell’estate fa sempre caldo, in quella della primavera c’è un clima, udite udite, primaverile, in quella dell’autunno, cazzo, non ne ho più voglia, tanto si capisce.
Ad onorare la Troisi è il fatto che non c’è alcun mare ad est e che non si legge da nessuna parte di terre selvagge.
Sono esausto dopo questo pezzo, seriamente, ma andrò avanti, voglio dare il mio contributo nel grande mondo delle ovvietà.
Dopo la panoramica fisica e climatica abbiamo quella sociale ed edile. Si, manca l’aria, questo è un mondo come Marte, c’è atmosfera ma non c’è aria respirabile. E qui inizia la curiosità, l’aria c’è ma viene prodotta da grossi alberi, tipo l’albero casa di Avatar, chiamati Talareth, e poi, puff, sparisce. Quindi per tenere l’aria vicina al suolo si utilizza una pietra chiamata “pietra dell’aria”, non l’avrei mai detto, che viene caricata come una pila dalle sacerdotesse.
l’albero casa di Avatar

Come abbia potuto naturalmente svilupparsi la vita in un mondo simile è una gran domanda, ma soprattutto come abbia potuto svilupparsi un intero ecosistema che si basa sugli alberi giganti e l’aria trattenuta dalle pietre (elemento antropico, non naturale), questa è un’immane domanda. Perché, lo so che è fantasy, ma, cazzo, biologicamente non ha senso. È come se negli ultimi cento anni si fosse originata una specie di cavallo che respira solo smog e che se esce dalle vie di una qualsiasi città muore per asfissia, ma, al contempo dovremmo anche noi essere dei respiratori di smog e morire per asfissia se usciamo dalle città. Sembra solo a me senza senso visto che le auto le abbiamo inventate noi umani? Il mondo di Nashira sembra un mondo ostile in cui si è insediata una popolazione proveniente da un altro pianeta completamente diverso e portandosi dietro il proprio ecosistema. Così avrebbe senso, ma non se ne accenna. Va considerato però che è solo il primo libro di una saga per cui le critiche in questo senso potrebbero non essere valide (come sono imparziale).

Ma torniamo alla geografia, le città albero sono collegate da vie di … vari alberi più piccoli affiancati. Oltre si estende un paesaggio fatto di erba nera e piante dal particolare cromatico alieno.

Ora un infarinatura della società, è necessaria, ma sarò breve, almeno tenterò. Abbiamo una casta di razza superiore chiamata Talarita, con tratti somatici semplici, capelli di varie tonalità di rosso ed occhi di varie tonalità di verde, possiedono la magia, ma essa viene studiata soltanto dalle sacerdotesse, componenti il clero. Sotto di loro stanno gli schiavi, i Femtiti, con i capelli verdi, gli occhi dorati ed a mandorla. Naturalmente entrambe le razze sono equipaggiate con orecchie a punta super fike. Particolarità, i Femtiti non sentono il dolore, ma per schiavizzarli come si deve c’è sempre un metodo, la pietra dell’aria è una vera panacea per tutte le situazioni, anche per questa, per ora i suoi poteri sono: Potenzia la magia, permette la magia, trattiene l’aria, fa morire di paura i Femtiti al contatto.

Punto 2 la trama e le differenze tra trama e quarta copertina:

La quarta copertina:
"Nashira è un mondo misterioso in cui l'elemento più prezioso è l'aria: è sempre più scarsa, e solo i giganteschi alberi che ricoprono Talaria, il suo regno più esteso, sono in grado di produrla. Ma l'aria tende a disperdersi in fretta ed è trattenuta sulla superficie da speciali pietre dotate di poteri arcani, che possono essere attivate solo da una casta di sacerdoti, i Risonanti. I Risonanti hanno un unico destino: votarsi al culto di una delle quattro divinità che vegliano su Talaria. La nazione è infatti divisa in quattro regni, ciascuno dominato da una delle quattro stagioni: il Regno dell'Estate, della Primavera, dell' Autunno e dell'Inverno. Talitha, giovane figlia di una nobile famiglia della Terra dell'Estate, è destinata a diventare una Risonante e dovrà ritirarsi in monastero separandosi per sempre dalla sua città e dalla sua famiglia. Ma Talitha è una ribelle e quella vita, con i suoi intrighi e le sue proibizioni, le va stretta. Quando il suo servitore Saiph, segretamente innamorato di lei, viene ingiustamente accusato di un crimine, scappa insieme a lui alla ricerca di una nuova vita altrove, in una mitica città che le leggende collocano al centro dell'enorme deserto che circonda Talaria. Ma Talaria è solo un tassello di Nashira, e il suo passato nasconde un terribile segreto. Ben presto Talitha e Saiph scopriranno che il mondo è un posto assai più vasto e pericoloso del palazzo in cui hanno vissuto la loro infanzia, e che il futuro di Nashira è anche nelle loro mani..."

Questa è la quarta copertina, che dire, Brava Licia!!!!!! Sei troppixxxxxxxximo fantastica! Viva Edward!

No. Non dirò questo. Vi sarebbe piaciuto? Per malsano senso del divertimento avevo in mente di farlo, ma poi mi sono detto “Ismaele, vecchio Ismaele, perché devi autocondannarti a pene infernali?” ed avendo ragione, ho deciso di lasciar perdere e di dedicarmi a qualcosa di più serio.




Qualcosa di più serio

Di qui in poi potrebbero esserci anticipazioni di trama, per cui, regolatevi.
La realtà dei fatti è un po’ differente, a me il super riassunto:
Talitha è una figlia dell’altissima nobiltà di Talaria, e si allena per entrare nella Guardia, tale Guardia è qualcosa a metà tra la polizia di stato e l’esercito, fa più o meno tutto quello che riguarda la violenza e l’ordine pubblico. Successivamente riceve in visita la sorella amatissima che fa la sacerdotessa, pare non stare proprio benissimo, ma nulla di grave, infatti di li a poco muore miseramente. Ora, il problema del padre di Talitha non è l’aver perso una figlia, ma un appoggio politico al monastero (le aveva comprato il prossimo posto di somma sacerdotessa per farsi eleggere Re), ma non è un problema, ha la seconda figlia con cui rimpiazzarla! Per cui spedisce Talitha a fare vita monacale incurante dei suoi desideri, lei si rifiuta, lui la gonfia di botte e lei cambia idea, parte assieme al suo schiavo personale, Saiph, e va in monastero.
Ci resta poco, giusto il tempo necessario per imparare un po’ di magia e scoprire che la sorella prima di morire le aveva lasciato degli indizi che conducono ad un individuo non ben precisato (detto l’eretico), ma diverso, alto e con i capelli bianchi che centra con la fine del mondo (in teoria il mondo sta per essere bruciato da un sole minore che si sta succhiando il maggiore, questa cosa è ciclica e secoli prima è già avvenuta ed ha lasciato un unico sopravvissuto che è diventato immortale, costui naturalmente è l’eretico). Per cui trova il migliore modo per fuggire insieme a Saiph, il più silenzioso, in modo da passare inosservata. Da fuoco al monastero. Ciò le attira le ire delle sacerdotesse, che le sguinzagliano dietro le temutissime Combattenti, super sacerdotesse ninja che combattono sempre a mani nude ed infatti muoiono, e del padre super cattivissimo che le scatena un esercito contro ed organizza una caccia all’uomo con taglia sulle teste e draghi da battaglia. Qui siamo attorno a pagina duecentodieci. Ora inizia la fuga, che consiste in:

prima tappa: Tolica, piccolo borgo disabitato, rubacchiano un po’ di cibo e proseguono;

seconda tappa: Fattoria Jalanda, piccola fattoria con un vecchietto dentro al quale rubano abiti e cibo;
si entra ne regno della primavera con uno stratagemma, no, non specificherò quale, no, non non voglio!!! (crisi isterica di pianto) ok, lo farò, si attaccano sotto un carro, nessuno li scopre, passano il confine e si lasciano cadere. Si, lo so. Lo so, lo so. È indubbiamente innovativo.

terza tappa: villaggio, non ben determinato, luogo completamente vuoto in cui rubacchiano altro cibo lasciato li tanto per;

quarta tappa: si buttano in un fiume perché inseguiti da una combattente (ma come minchia riescono a respirare durante il tragitto?) e finiscono nei pressi di Alepha, la città dove dovrebbe essere stato rinchiuso l’eretico;

quinta tappa: Talitha se ne va da sola ad Alepha in quanto il compare Saiph sta male, compra un po’ di erbe officinali, entra in cinque minuti nel mercato super clandestino e segretissimo delle pietre d’aria, ne compra una, e torna da Saiph. Ma qualcuno la vede e così cadono nelle mani di un cacciatore di taglie che, non chiedetemi perché, oltre a catturarli e riempirli più o meno di botte, poche per la verità, racconta loro che l’Eretico (diventato un personaggio famoso a quanto pare) è stato trasferito nella fortezza di Danyria, nel regno dell’inverno;

sesta tappa: tempo di arrivare in una locanda ed i cacciatori di taglie vengono aggrediti da altri cacciatori di taglie, nel casino Talitha e l’inseparabile Saiph riescono a fuggire;
settima tappa: il nostro duo raggiunge Danyria, li trovano la fortezza conquistata dai prigionieri, evasi grazie all’aiuto dell’eretico che a mani nude ha fatto secche la maggior parte delle guardie, poi è fuggito, dove, bel mistero, pare sia andato a nord, Saiph illuminato dall’alto, afferma che deve essere sicuramente andato nelle miniere di ghiaccio, perché? Sarà stupendo stare in una miniera buia e gelida senza nulla da mangiare. Ma gioiamo, abbiamo la nuova direzione in cui muoverci! Nord, le miniere di ghiaccio!




Gioiamo... 

ottava tappa: tempo di rimettersi sulla via e i due vengono catturati da un gruppo di schiavisti che guarda caso hanno proprio bisogno di due schiavi da portare nelle miniere di ghiaccio, i casi della vita. Naturalmente nessuno si rende conto della loro vera identità (si sono mascherati con impiastri di erbe varie) e così si va tutti allegramente alle cave di ghiaccio. Ma non c’è problema, perché li abitano i nonni di Saiph, (schiavi ma in una casetta indipendente rossa, non ha senso, lo so, ma perché vi fate domande?) e così con un po’ di fortuna va tutto bene sino a quando uno schiavo tossico, dipendente da un erba allucinogena tirata fuori sul momento e spacciata dal nonno si Saiph, li denuncia in piena crisi di astinenza.

Un tossico Femtita?

Nel giro di una decina di minuti arriva il padre di Talitha a dorso di drago (chiaramente nero) con un discreto numero di soldati, dà fuoco a tutto e si scatena una rivolta tra gli schiavi, così, tanto per;

nona tappa: il duo vincente fugge verso le cave, Saiph è rimasto ferito gravemente, ma Talitha lo salva facendo ricorso ad una magia che avrebbe dovuto ucciderla, ma, botta di culo, non la uccide, poi, sempre così, tanto per, incontrano l’Eretico. Fine del libro.

Ora, capisco ed è sacrosanto che non si racconti tutto in quarta copertina, ma almeno non sparate a caso? Davvero, la città la nominano si e no cinque volte, la parte fondamentale è la “caccia all’eretico”. Inoltre, non c’è un amore tra i due, o meglio, è palese che prima o poi tra i due scoppierà la fatale scintilla, ma non è ancora successo, e “profumo di donna” non credo significhi automaticamente amore segreto.

Punto 3 draghi e misure:

L’ho messo in un punto a parte perché, cazzo non i draghi! Qui ci vuole un po’ di introduzione, in principio ci furono i draghi senzienti, esseri malvagi con le palle quadre che facevano la guardia tesori o ordivano piani malvagi, creature dalla mente superiore, piccoli oscuri signori in miniatura. Poi hanno cominciato a diventare animali da cavalcata, qualcuno è regredito al livello di gattone, qualcun altro si è reinventato telepate. Ma qui abbiamo i Draghi di terra, lucertoloni dalle ali atrofizzate che tirano carretti! Cazzo, no, non mi puoi mettere un drago a tirare un carretto! Poi qualcun altro vola, altri sono anfibi, tutti draghi aggiogati e stupidi, non dico che sia un errore, alla fine l’autore fa quello che crede con le creature fantastiche, però a me piange il cuore nel vedermi un drago tirare un carretto. Tra l’altro questi draghi non si capisce di che dimensioni siano, a pagina trentuno si parla di un drago alato lungo quattro braccia. Ora il Talareth della città natale di Talitha è alto mille braccia ed è con un diametro di seicento, sotto la chioma è edificata tutta la città. Allora, a rigor di logica un braccio dovrebbe essere cinquanta centimetri, quindi abbiamo un albero alto mezzo chilometro e con trecento metri di diametro di tronco, una bella piantona, ma avremo un drago lungo due metri e lo vedo difficile da cavalcare … poniamo che il braccio sia un metro, avremo un drago (alato) lungo quattro (ancora piccolo, visto che ad occhio un terzo è di coda ed un altro terzo è di collo), l’albero crescerebbe sino ad essere alto un chilometro e spesso seicento metri, praticamente una collina, si dovrebbe raddoppiare ancora per raggiungere una dimensione adatta al drago (otto metri di lunghezza) ma si andrebbe nell’inverosimile con la pianta, qualcosa come due chilometri di altezza e milleduecento metri di spessore … proviamo a trovare un termine di paragone, la stanza in cui Talitha alloggia al monastero “sentendosi già soffocare”, suppongo significhi che è piccola, misura quattro braccia per tre, dentro ci sono un piccolo letto un inginocchiatoio un piccolo tavolo ed una sedia. Ora con l’idea del braccio di cinquanta centimetri avremo una camera due metri per uno e mezzo, piccola, non credo ci stiano uno scrittoio ed un letto, allora sarà necessario ingrandire il braccio, con la misura di un metro andiamo meglio, abbiamo quattro metri per tre, ci sta sia lo scrittoio che il letto e non ti ci senti soffocare, ok, è piuttosto piccola e mettiamo che Talitha sia una nobilotta viziata così si sente soffocare e siamo tutti contenti. Ma il drago sarebbe lungo quattro metri, cioè, più piccolo di un coccodrillo. Se si raddoppiasse ancora otterremmo una camera di otto metri per sei che francamente trovo fuori luogo, per cui il nostro drago resta più piccolo di un coccodrillo. Da tutto ciò mi sorge una domanda, ma quanto è lungo questo braccio? Apparentemente unica unità di misura di Talaria?
Ok, ok, me ne vado a fare in culo, è un fantasy, però sto drago di quattro braccia non me lo digerisco, mi ha dato più fastidio dell’idea che chi abita in un mondo non è adatto a viverci.

Punto 4 i personaggi:

Abbiamo una serie di personaggi piuttosto ampia in “indice di nomi” ma ad essere fisicamente importanti per la storia alla fine sono quattro: Saiph, Talitha, Megassa (padre di Talitha) e l’eretico.

L’Eretico: memore del super dark Eretico in nero di Altieri ero partito con una buona opinione del personaggio, poi tale opinione è affogata nel nulla, infatti a parte che è alto, magro, con capelli bianchi, occhi azzurri e super forte non si sa nulla di lui. Dimenticavo non appartiene a nessuna razza.

Megassa: lui è il padre di Talitha, ed è cattivo, super cattivo, cattivissimo, picchia i servi, picchia Talitha, picchia tutti, chi non può picchiare lo convince a parole, verso la fine si scopre cavaliere di un drago nero. Guarda impassibile gli schiavi morire, non batte ciglio alla morte della figlia, vuole picchiare Talitha (l’ho già detto?) insomma, lui è cattivo, vuole il potere ed è cattivo. Sappiate che è cattivo, non dimenticatevelo mai. Megassa vi osserva e vuole picchiarvi, sappiatelo!

Saiph : è il servo-schiavo di Talitha (detta così fa molto sadomaso) in pratica è lo zerbino che le salva il culo, sacrificandosi ogni due per tre e che si becca gli sfoghi della nostra ragazzina in crisi premestruale. Più o meno fa questo in tutto il libro. La segue al monastero dove lo trattano di merda, si fa condannare a morte e torturare in monastero, si becca una taglia sulla testa ed una condanna ad una morte orrenda perché la segue nella fuga dal monastero successiva alla sua incarcerazione, si fa picchiare quando a Talitha sfugge di mano la sua spada super mega extra, si scarnifica una mano sino all’osso per salvarla, si becca anche una spada nella pancia alla fine, e tutto col sorriso sulle labbra. Un idiota, eppure è quello che mi sta più simpatico tra tutti, fate voi. È una specie di novello Sennar senza magia, un tappetino utilizzabile come scudo.

Talitha: ultima e, a mio parere,peggiore dei quattro è lei, lei, la protagonista, io l’ho ufficialmente eletta mia protagonista più invisa, mi rompe le palle e mi da fastidio esistendo, anche se esiste solo sulla carta. Secondo me è la quinta essenza dello stereotipo di Nihal, una specie rara di super Nihal spogliata di tutti i lati positivi (non me ne viene in mente nessuno al momento, ma ai tempi della mia lettura delle cronache avevo avuto momenti di simpatia per lei) e rivestita con tutto il negativo estremizzato. È noiosa, viziata, ha idee stupide ed è brutalmente incapace, se la cava perché c’è sempre qualcuno che si sacrifica per lei, nella maggioranza dei casi Saiph. Comprendo che essendo una contessina sia anche viziata, ma è fastidiosa ugualmente, e che tutto questo non sia professionale non mi tocca, infatti questa è una serie di opinioni mie e personali su un libro.

Punto 5 opinioni personali:

Non mi vergogno nell’ammettere (forse dovrei, ma il mio senso della decenza inesistente non mi permette di farlo) di aver apprezzato il primo ciclo della signora Troisi, si, questa affermazione mi segnerà a vita, si, sono consapevole che il secondo libro di quel ciclo non ha utilità ai fini della trama e si, sono consapevole delle catapulte che prendevano al volo i draghi (lo sanno tutti che nel mondo emerso i serventi sono dei cecchini! E poi non stiamo tanto a meravigliarci, Paolini, nel suo quarto libro fa colpire un super cattivo di dimensioni umane da una decina di massi di catapulta in rapida successione) ma all’epoca avevo sorvolato sul tutto, si che avevo una dozzina d’anni o giù di li (forse tredici) e si che ero di bocca più buona, ma la sensazione che mi ha lasciato dietro dopo la fine di quei tre libri, comodamente accorpabili in uno solo, è stata quella che un po’ di cuore l’autrice dovesse avercelo messo. Qui no.
Ho avuto alcuni punti in cui ho sospeso la lettura, (ricordo che sono quattrocento pagine stampate cubitali, non proprio quell’ostacolo insormontabile) il primo quando Saiph e Talitha vengono catturati dai cacciatori di taglie ed il secondo quando vengono catturati dagli schiavisti. Ora, probabilmente mi sbaglio, ma ho avuto la sensazione che quei due passaggi fossero messi li così, con l’unico scopo di fornire informazioni ai protagonisti (la prima volta) e traghettarli nel posto desiderato (la seconda) oltre a permettere un discreto allungo del brodo.
Per il resto il volume è scorrevole, vero che sino a pagina duecento succede relativamente poco, vero che la storia sa di tanto quanto una verza colta da un campo (sempre a mia personale opinione) e vero che ha molto di trito e ritrito, in definitiva lo considero inferiore agli altri, piuttosto incolore, ma ha dei momenti abbastanza tamarri, per esempio la spada.
Ma ora smettiamola di elencare stronzate e dividiamo in due sottopunti!

              Sottopunto 1 del punto5 il positivo:

Mi manca la costanza necessaria per un discorso articolato così farò un bell’elenco conciso:
1 scrittura scorrevole;

2 spada ultra tamarra: la spada è così tamarra e super magica da essere apprezzabile;

3 bella copertina: bella copertina, anche se ad ogni pubblicazione diventa più pacchiana;

4 Si è documentata: la nostra Signora Troisi si è documentata, Mira è una stella variabile collegata ad una nana bianca nota come Mira B o VZ Ceti! Anch’essa una stella variabile! E sono anche collegate da un ponte gassoso! le stelle di cui parla esistono dunque e sono una fantastica accoppiata! Ma in fin dei conti, non è il suo lavoro sapere di stelle? Grazie al cazzo che si è documentata!

           Sottopunto 2 del punto5 il negativo:

Anche qui tiro fuori il sempreverde elenco:
1 personaggi idioti: (Talitha è idiota più degli altri);

2 personaggi auto copiati: capisco che un autore faccia fatica a reinventarsi creando protagonisti completamente originali, e capisco che ogni autore abbia il proprio tipo di personaggio principale che gli faccia da marchio, ma qua sono quattro cicli che si vedono sempre gli stessi due!;

3 cattivi, cattivi tanto per: Megassa è cattivissimo e vuole salire al trono alla morte del regnante in carica, ma vorrei ricordare che aveva solo due figlie, una monaca che è morta, e l’altra che costringe al monachesimo, e gli eredi chi glieli da? Ma essendo cattivo probabilmente non gli importa di avere degli eredi, troverà di certo un modo per diventare immortale! Le monache odiano Talitha, la odiano, perché? Bo, la odiano e basta;

4 situazioni incollate: l’ho già detto ma il punto della cattura da parte dei cacciatori di taglie e quello della cattura da parte degli schiavisti sembrano veramente aggiunti dopo, piccolo particolare, lo scontro tra la Combattente ed il duo sado-masochista sopra il ponte sospeso esiste solo per esigenza di trama;

5 vivere in un mondo e non essere adatti a popolarlo, a me da fastidio;

6 gruppi di potere idioti: il mondo sta per essere distrutto in quanto il sole minore si sta assorbendo il sole maggiore e questo provocherà un’ondata di caldo bruciante che distruggerà tutto, le sacerdotesse lo sanno ma bollano tutto come eresia. Ma almeno cercare di salvarsi loro? No? Troppo difficile, meglio ignorare tutto;

7 poche idee: non dico che la signora Troisi abbia poche idee, dico solo che mi sembra che in questo libro ci sia un tentativo di produrre qualcosa di nuovo ma con poca voglia, ciò ha provocato un idea generale di già visto, di indifferenza, realmente, leggere questo libro è come andare al ristorante cinese e leggere la descrizione del Tofu: “sapore neutro”;

8 mi fa storcere il naso (non so perché, eppure me lo fa storcere);

9 cattiverie tanto per: Talitha, nella breve permanenza in monastero, subisce una serie di punizioni abnorme. Non dico che non se le meriti, anzi, dico solo che è tutto forzato in modo da mettere in cattiva luce il clero e darle ragione nel bruciare il monastero, il perché la odino è un grosso mistero, ma neppure così enorme, anche io provo rancore nei suoi confronti, suppongo sia naturale farlo;

10 Incongruenze: il libro è pieno di incongruenze, per esempio, gli schiavi che non sentono dolore sentono la fatica, a me suona strano, le misure sono gettate alla cazzo di cane, sacerdotesse eretiche che non diffondono le eresie, deve essere proprio difficile mantenere un segreto con gente così! I Femtiti dopo generazioni di schiavismo decidono di rivoltarsi solo adesso, e perché? Sono tanti, più dei Talariti, forti, non sentono il dolore e “non hanno dimenticato le arti della guerra”. Ok, è palese, sono la razza più stupida di sempre, di cos hanno paura? Della pietra dell’aria? Me se c’è un Talarita ogni dieci Femtiti! Anche fisicamente non è possibile che li respingano! A dimostrarlo, ogni volta che si ribellano, vincono. Eppure hanno subito generazioni di schiavismo e maltrattamenti così, tanto per.

Punto 6 consigli finali:

In definitiva, non mi auto consiglierei di comprarlo, ma deve essere sicuramente godibile per qualcuno, di certo non lo rileggerò. Leggerlo o no? Fate voi, ho solo dato una mia opinione, non pretendo di fare di più.