domenica 13 maggio 2012

Indirizzi Utili!!!


Salve! Per la gioia di tutti, ma soprattutto per la mia, da oggi in poi esisteranno le mie pagine anche su Anobii e si Facebook! Esultiamo insieme per questa lieta novella! Ecco a voi le conturbanti pagine:

sabato 14 aprile 2012

Stereotipi, perché? (post da non prendere seriamente)

La risposta a questa domanda è “perché sono fottutamente comodi”. 

Prima di procedere oltre mi diletterò in una premessa del cazzo, cioè, questo è uno sfogo, non vuole essere nulla di più e nulla di meno, la verità non è una sola e puttanate vari al seguito. Detto questo tenterò in tutti modi di sostenere la mia teoria.

Ora, cominciamo con le cose serie, dunque, gli stereotipi, questo è l’argomento, o meglio, perché vengono utilizzati? Bene, ho già risposto, perché sono comodi. Ed ora avvalorerò la mia ipotesi con uno sproloquio di farvi sanguinare le orecchie, tenterò di non trasformarlo in un superpippone da mago-guida-stereotipo e di renderlo assai volgare e possibilmente tremendo. 

Gli stereotipi sono odiati dai più, sono noiosi, sono sempre o quasi uguali a se stessi, ciò li rende prevedibili e, chiaramente, sanno di già visto. Ciò non fa che peggiorare la narrazione e contribuisce a formare il tremendo fenomeno del “ho scoperto come va a finire” ora, capisco che si possa intuire il finale, ma intuirlo in ogni sottotrama dopo aver letto venti pagine del primo volume di una decalogia, lo trovo francamente snervante.

Quindi i suddetti fottuti stereotipi vengono osteggiati e cacciati dai critici tutti con la stessa efferatezza che un perfetto eroe fantasy dimostra nel cacciare luridi orchi (o chi prende il loro posto).

Spada con tante punte, forgiata per autoferirsi? c'è, corazza priva di senso ma fika? c'è, mantello svolazzante ed ingombrante? presente, alcuni punti vitali esposti? ci sono, elmo che oscura completamente la vista? c'è anche quello! perfetto! Il nostro eroe fantasy stereotipato è pronto per un avventura qualsiasi!

Parlando di esclusivamente di modelli preconfezionati di personaggi e oggetti, perché, e ribadisco perché si continua ad usarli visto che fanno schifo a tutti?

1 Fanno schifo all’autore perché gli imbruttiscono il cazzo di libro;
2 Fanno schifo ai lettori perché si ritrovano a leggere di personaggi sempre simili e con, per forza di cose, storie simili;
3 Fanno schifo agli editori perché facendo schifo ai lettori le vendite dovrebbero diminuire.

Allora perché? Perché porca troia? Bene, la risposta, ed è la terza volta che la do, è perché sono comodi. Nella storia dell’umanità sono andati avanti solamente gli oggetti più comodi, l’evoluzione degli stessi non era altro che una ricerca di comodità. Per esempio una caverna è comoda perché ti ripara dalla pioggia, ma una capanna è più comoda perché, oltre a ripararti dalla pioggia come la caverna magari non è abitata da un orso di cinque metri che cerca di mangiarti, ed una casa è ancora più comoda perché è più solida e ti protegge meglio, per non parlare di una casa in pietra e via dicendo. Per le armi è lo stesso, è comodo avere un coltello di selce per difendersi dal barbaro che cerca di stuprare te e tutti i tuoi congiunti, ma è più comodo averlo di rame, e lo è ancora di più averlo di bronzo e via dicendo. In cose più vicine a noi, è comodo il telefono, ma è più comodo il cellulare e lo è ancora di più il telefono satellitare. Quindi, cosa va avanti? Gli oggetti comodi.

Nella stessa misura gli stereotipi sono fottutamente (fottutamente) comodi.
Anche ai lemuri piacciono le comodità

1 Comodi per l’autore:

Sono comodi per l’autore perché evita di doversi inventare dei personaggi di sana pianta e anche perché quei particolari personaggi vanno benissimo nella narrazione, essendo il risultato di un’opera collettiva di smussamento e perfezionamento, sono praticamente perfetti, incarnano tutto il necessario, nelle proporzioni giuste e senza strafare, di seguito ne tratteggio un elenco perché, oramai lo sapete, sono un maniaco: 
1 Il mentore è vecchio ed ha la barba lunga perché da idea di saggezza, se ha un bastone e fuma la pipa è ancora meglio perché da l’idea di uno misterioso, che ha visto molte cose, tipo uomo vissuto.

2 Le spalle varie devono eccellere ognuna in un arma particolare, arma che deve richiamare la loro corporatura (così non si fa fatica ad associare un arma ad un personaggio) , e possibilmente devono incarnare i tipi umani principali, così abbiamo il guerriero veterano, un po’ in ombra, temprato da mille battaglie e scontri, il principe elfico con l’inseparabile arco, agile, veloce, con la super vista e fichetto, ed il nano, con l’ascia burbero e che beve birra e rutta, piuttosto rozzo. Se non si chiamano nano elfo e guerriero hanno altri nomi, ma la sostanza non cambia.

3 Il cattivo, perché senza un cattivo cosa esistono a fare eroe e compagni? Deve essere cattivo, ma possibilmente essere scemo, o meglio geniale ma con qualche faglia nel suo piano che non ha previsto perché è cattivo o cose simili.

4 Poi, bè, poi abbiamo lui, er mejo, lui, l’eroe. L’eroe è la summa ultima degli stereotipi perché, mentre gli altri li si può dipingere dall’esterno con due tratti del cazzo che fanno pure folcloristico (uno rutta, l’altro passeggia leggiadro, il terzo canta della sua principessa lontana e semiperduta) e danno l’dea di profondità alle loro vicende, l’eroe va visto dall’interno. Questo, signori miei, è un grosso problema. Infatti ci sono delle leggi che lo manovrano, le “insindacabili e divine leggi dell’eroe perfetto” che, per i novizi del genere le elencherò di seguito:

1 politicamente corretto: l’eroe deve essere politicamente corretto, quindi non essere cattivo, spesso deve farsi un sacco di seghe mentali su cose che non lo dovrebbero minimamente toccare come la giustizia, la pace, la felicità degli altri, il bene supremo ecc e deve sempre essere pronto al sacrificio;
2 partire: deve poter partire senza problemi da casa sua in qualunque momento e condizione;
3 odiare: deve odiare il cattivo di turno;
4 imparare: deve avere tutto da imparare su tutto;
5 mondo sconosciuto: non deve conoscere il mondo in cui abita;
6 vittoria: deve sconfiggere il cattivo;
7 ammmmmmorhhhhhhhhe impossibile: deve avere una pseudo storia d’amore che però deve restare nel dramma sino alla fine del libro;
8 immedesimazione: deve permetter a cani e porci di immedesimarsi in lui.
9 arma: deve avere un arma fikkkkkkkkkkkkisssssima!
10 Anno: un anno è la quantità ideale di tempo per l’arco narrato;
11 viaggio: il viaggio è obbligatorio, non importa se fisico, mentale o altro, deve esserci;
12 spalle/compagni: è necessario che l’eroe abbia spalle/compagni;
13 nemici in crescendo: sono necessari nemici via via più forti;

             Ammirate le “insindacabili e divine leggi dell’eroe perfetto”!!!

Ora, come vedete ci sono abbastanza punti ed alcuni sembrano contraddittori (ed infatti lo sono) come il 4 e 5 con il 6, ma sono tutti necessari, anche per motivi futili, motivi che catalogherò in un comodo elenco, ad ogni motivazione corrisponde il numero delle “insindacabili e divine leggi dell’eroe perfetto” :
1 la correttezza politica è necessaria per ridurre al minimo le possibili critiche al libro;
2 se non potesse partire in qualsiasi momento come potrebbe iniziare il libro?
3 deve odiare il cattivo altrimenti non avrebbe motivo di tentare di ucciderlo/sconfiggerlo;
4 deve imparare tutto altrimenti il libro sarebbe troppo corto per essere un libro, diciamo che è un allungo del brodo codificato, inoltre serve come scusa per l’autore per mostrare il mondo che ha creato al lettore;
5 non deve conoscere il mondo in cui abita altrimenti lo scrittore non avrebbe il pretesto per descriverlo attraverso i discorsi del mentore;
6 deve sconfiggere il cattivo perché il finale felice piace a tutti;
7 deve avere una storia d’ammmmooooorrrrhhhhhhhhheeeee impossibile, serve a trascinare la narrazione e consente facili allunghi del brodo in pippe mentali del nostro eroe. Senza contare l’immedesimazione nei drammi amorosi che accalappia sempre una nutrita fetta di pubblico;
8 se i lettori non si immedesimano il libro piace meno;
9 l’arma fikkkkkkkkkkkkisssssssimmmaaaa, possibilmente una spada, deve avere tante punte e dare idea di fikezza assoluta in quanto molti dei lettori sono dei perfetti sfigati/e e l’arma fikkkkka aumenta la loro autostima (quasi nulla, per cui basta poco) durante il periodo di immedesimazione rendendo piacevole la lettura ed allontanando eventuali critiche.
10 Per evitare un quantitativo di pagine eccessivamente alto o uno sforzo di inventiva per lo scrittore troppo pesante la narrazione non deve superare un anno di arco temporale effettivamente narrato.
11 il viaggio è facile da descrivere e permette di far proseguire la narrazione variandola un po’, inoltre fa da sinonimo della maturazione del personaggio e della crescita dello stesso.
12 i compari/spalle servono a dare colore alla vicenda ed ad incarnare gli amici del lettore.
13 deve necessariamente affrontare nemici via via più forti in modo da mantenere un certo livello ascendente nel libro e da potenziarsi in vista della battaglia finale.

Tutto in veste dell’utilità come vedete ed, in definitiva, della comodità. Sorge però uno scabroso problema, è complicato avere un personaggio con caratteristiche così diverse, dovrebbe avere seri problemi d’intelletto per non avere una minima idea di come sia fatto il mondo che lo circonda, ma deve essere un genio per imparare il tutto in un anno aggiungendovi anche una discreta quantità di conoscenze magiche e di pseudo-lotta, il tutto viaggiando e trovare anche il tempo per innamorarsi di una amore impossibile, procurarsi una spada ultra pacchiana e, alla fine del tutto, sconfiggere il cattivo (magari con la “K”).

Skeletor, nemico di He-Man, un vero Kattivo con la "K"!!!

Può sembrare una cazzata ma il problema è serio e sussiste.
Bene, che fare allora? Molto semplice signori miei, ci sono voluti decenni di fantasy e secoli di miti, ma l’eroe perfetto è stato creato, e così tutti ne approfittano, non per un intrinseco desiderio di plagio, ma per mera necessità.

Abbiamo dunque un ragazzo orfano (punto 2) i cui genitori/parenti/amici/villaggio è stato sterminato dal cattivo di turno (punto 3), possibilmente figlio di un fabbro (punto 9) molto giovane (punto 4) e che viveva in culo ai lupi ma così tanto da essere all’oscuro del mondo (punto 5) che incontra il mentore che gli insegnerà tutto ed ancora un po’ su tutto ed ancora un po’ (punti 4 e 5) ed inizia così un viaggio (punto 11) che non durerà più di un anno (punto 10) nel quale incontrerà un amore impossibile, come una principessa, (punto 7) ed una serie di compagni vari (punto 12), sconfiggendo nemici gradualmente più forti (punto 13) il tutto facendosi pippe mentale varie sul bene (punto 1) ed infine sconfiggendo il cattivo (punto 6).

Sfido io a trovare qualcosa di nuovo attenendosi alle “insindacabili e divine leggi dell’eroe perfetto”.

Esistono alcune varianti le quali comunque non intaccano la sostanza, e, dato che sono un feticista degli elenchi, le piazzerò di seguito:

1) l’eroe dannato, l’eroe è problematico e dannato, perché? Non vi è una vera risposta, diciamo che lo è e basta, serve ad aumentare il suo grado di fichezza ed a renderlo adatto ai gusti dei lettori con più anni o semplicemente più dark.



Solomon Kane, è ombroso? si, ha un carattere del cazzo? si, ammazza la gente? si
ma ha anche un cuore d'oro vero? certo! perfetto, promosso "Eroe Fantasy Dark!"

2 la principessa da salvare dal cattivo, è un espediente sempreverde, ottimo sia in sostituzione che in aggiunta ai genitori/ amici/parenti/villaggio distrutto per giustificare l’odio nei confronti del cattivo di turno, rendere l’eroe ancora più eroe e dare una botta di altruismo alla lotta al male che non fa mai male alla correttezza politica.

3 l’eroe può diventare un eroina, la sostanza non cambia, da mutare è la descrizione del nostro/a protagonista e il sesso del suo ammmorrrrhhhhhe impossibile, se si vuole dare profondità al personaggio e operare una fine caratterizzazione è sufficiente farla piangere spesso (ogni 30 pagine è considerata la quantità perfetta). Naturalmente è obbligatorio ridurre l'armatura ad un bikini di ghisa e acciaio.
Perfetto esempio di "Eroina" notate che l'unica differenza sostanziale dall'eroe
la si riscontra nell'armatura (bikini di ghisa ed acciaio)

2 comodo per il lettore:

Gli stereotipi sono fottutamente comodi per il lettore, intendiamoci, almeno quanto lo sono per lo scrittore. Siamo tutti affetti dalla “sindrome di soap-opera” malattia gravissime che porta ad apprezzare i seguiti infiniti gli intrecci negli intrecci i personaggi sempre simili e le trame ripetute. Le apprezziamo così tanto che se le ritroviamo in autori diversi ci sembra di non aver mai abbandonato il nostro solito ambito, sanno di focolare, di comodo e danno sicurezza. Non richiedono grossi sforzi d’immaginazione, non presentano sorprese spiacevoli, certo, non ti faranno sobbalzare sulla sedia per lo stupore, ma magari ti ricordano le emozioni che avevi provato leggendo un dato libro anni prima, e, solo per questo, piacciono.

È necessario mettere una piccola postilla ora, il Fantasy è più un genere d’ambientazione, o un genere con dati personaggi che un genere vero e proprio con caratteristiche precise. Ora, non fate il tiro al bersaglio con le mie chiappe per questa blasfema affermazione, perché, se ci riflettete, è così. Nel giallo abbiamo un mistero, un omicidio, un investigatore, insomma, elementi che chiaramente lo delineano, nel romanzo d’avventura abbiamo un’avventura, magari un esploratore/naufrago,e via dicendo, ma, provate a fare lo stesso discorso per il fantasy, cosa otterrete? Otterrete un beneamato cazzo! Ecco cosa otterrete! Perché il fantasy non è un genere vero e proprio, ma un ambientazione, quindi, se prendete un giallo e inserite magia, magari un mondo inventato e qualche elfo, quello è innegabilmente fantasy, ma resta comunque un giallo. Idem per quasi tutti i generi. Questo è sconcertante, può provocare enormi cazzate librarie e determinare nel lettore momenti di incertezza e spaesamento. Quindi, meglio rannicchiarsi in qualcosa che permette di esprimere il Fantasy senza troppi rischi, il comprovato romanzo di formazione/crescita miscelato sapientemente con un po’ d’azione ed un po’ di storia d’amore, possibilmente con momenti d’amicizia e tanto buonismo per non scontentare nessuno.
Saltiamo dalla gioia!

3 Comodi per gli editori:

Naturalmente, se va bene ai lettori va altrettanto bene agli editori, tanti soldi e tanta pubblicità. Va considerato che la mentalità imprenditoriale del rischio non è propriamente diffusa quindi un editore preferisce puntare su un libro che è certo di vendere, magari non moltissimo, ma almeno dalle venti alle quarantamila copie le riesce a fare, piuttosto che su un libro di pura scommessa, che potrebbe venderne centomila di copie, ma magari pure nessuna. L’incertezza e la difficoltà di programmazione delle spese sul medio termine sono una gran brutta bestia per un’azienda molto meglio avere una certa approssimazione delle vendite del trimestre e poter pianificare le stampe con tutta calma. Quindi, largo al trito ma sicuro! Anche qui posso così ribadire: E’ COMODO PER GLI EDITORI!!!

Conclusione:

in conclusione ho esposto i motivi della mia ipotesi, personalmente li trovo piuttosto validi, ma potrebbero fare schifo al cazzo e la cosa non mi disturberebbe minimamente. Da questo credo però si capisce bene il perché non pretendo una grande innovazione, tutti devono mangiare e non posso aspettarmi che un crociato dell’editoria pubblichi romanzi magari bellissimi ma che venderebbero trenta copie. Per il sottoscritto l’innovazione c’è anche se è superficiale o di contorno, basta una razza nuova ma costruita come si deve, basta un artefatto magico un po’ diverso, basta anche (aia! Aia!!! Sento già le pietre che mi colpiscono a sassaiola!!!) un colore di capelli differente dai soliti e basta anche (ammesso di non fare una putrida mascherata) invertire le parti o cambiare il punto di vista della classicissima terza persona limitata, come basterebbe pure creare un cattivo che abbia delle motivazioni semi-nuove o che non se ne stia in una torre, insomma, basta, per me almeno, davvero poco avere innovazione. Gradualmente qualcosa di nuovo si produrrà, attraverso passaggi graduali e via dicendo.

Qualcuno potrebbe chiedersi se mi sono rassegnato, ebbene, anche a questa domanda c’è una risposta, No! Col cazzo che mi rassegno! 
Nihal, non proprio il massimo dell'innovazione ... 
Almeno di eroine dai capelli blu non se ne trovano spesso ... 

giovedì 12 aprile 2012

Pseudo-Recensione "Il Principe dei Fulmini" di Mark Lawrence



Autore: Mark Lawrence
Titolo: Il Principe dei Fulmini
Prezzo: € 9.90
Editore: Vertigo

Salve a tutti e ben trovati, rieccomi con una dilapidante pseudo-recensione (che poi è meno recensione delle altre in quanto non solo è un arraffazzonato ammasso di parole incollate con lo sputo ma anche un arraffazzonato ammasso di parole non completo) questa volta infatti ho scovato un libro (e grazie al cazzo mi direte, l’hanno scovato i migliaia il tuo minchia di libro) che vale la pena di essere letto, e la vale per alcuno motivi:

1) si legge in un pomeriggio, quindi se si desidera uno spuntino librario è ottimo;
2) è scorrevole e non annoia;
3) la trama (per quanto non un caposaldo dell’innovazione) è ben gestita.

Quindi non farò troppe anticipazioni di trama, anche perché posso dire tutto quello che voglio senza anticipare (non troppo almeno). Ma ora bando ad inutili ciance e veniamo a noi, vi presento un essere quasi umano noto con il nome di “principe dei fulmini!” (almeno in Italia).

Punto 1 Il titolo:

Il titolo originario dell’opera era “prince of thorns” che tradotto dovrebbe essere “il principe delle spine o il principe di spine”. Ora, tale titolo ha un suo senso all’interno dell’opera, sia per gli eventi narrati che perché il nostro protagonista viene chiamato in quel modo in alcune occasioni, allora, fottutissimo cazzo, perché!?, PERCHE’? perché chiamarlo “il principe dei fulmini”? per quale fottuto motivo? Perché il fulmine è più gnokkkkooooooooo delle spine? Perché vende di più? Ma andate a fare in culo!

Fanculo!!!

Punto 2 il mondo:

Di seguito inserirò una mia personale interpretazione del mondo del libro, o meglio descriverò quello che è presentato e ne darò le mie conclusioni, naturalmente leggendolo vi toglierete un bel po’ del gusto di lettura in quanto si rivelano meno imprevedibili espedienti e situazioni della narrazione.

Quindi, se doveste leggere il punto 2, bè, cazzi vostri, io vi ho avvisato.

Il mondo, almeno quello disegnato nella cartina, assomiglia alla Francia del nord, similare alla Normandia e regioni limitrofe, in esso almeno un centinaio di nobilotti e signorotti locali che si fanno chiamare re lottano fra loro in un perenne conflitto detto “guerra dei cento” che dovrebbe prima o poi portare una casata alla vittoria finale e quindi al potere su tutti i cento regni, quindi far sorgere un imperatore.

Bene questo è ciò che si dice in soldoni nell’opera, ma ora veniamo a noi, o meglio veniamo a ciò che ho intuito, siamo nel futuro, dopo la terza guerra mondiale che ha annientato la civiltà come la conosciamo e rigettato il mondo in un medioevo post atomico senza pistole ma con tante spade, i nobilotti sono arroccati in fortezze di cemento armato costruite in previsione dell’attacco atomico e sopravvissute allo stesso, i mostriciattoli che si trovano in giro, così come i negromanti sono un sottoprodotto dell’esposizione ad armi chimiche e nucleari ed il castello imprendibile viene abbattuto da una bomba atomica custodita in un deposito d’armi non svuotato e sorvegliato da un computer senziente.

Post apocalisse con le spade!!!

Punto 3 il metodo di scrittura:

Il libro è scritto in prima persona, in pratica è come se il protagonista stesse scrivendo la sua storia dopo averla vissuta. Partiamo da un presupposto, mi fa cagare il cazzo un simile metodo di narrazione. Si, perché, signori miei, ma che cazzo volete che capiti al nostro protagonista se ci sta raccontando lui la storia? È semplice logica, ma è così. Altra nota dolente del metodo è che di solito (di solito) non consente grandi descrizioni con il brutto risultato che molti particolari sono abbozzati e non descritti. Un compare del protagonista ad esempio, si dice che è alto, pieno di muscoli, e con la risata raschiante, magari che ha qualche cicatrice. E poi? Che è cattivo brutale e scemo, e poi? Potrebbe andare (e dico potrebbe perché a mio parere è poco descritto) per un secondino di guardia ad una porta, ma non per un personaggio che ci portiamo dietro per trecento pagine

Cosa vedo!? è forse un eroe che scrive le sue memorie?
Tremo al sol pensiero di cosa potrà accadergli di male durante le sue avventure già vissute!!!
Di certo morirà ...

Sempre da imputarsi ad un simile metodo di scrittura è non capire come minchia sia fatto il protagonista per un numero troppo lungo di pagine.

Intendiamoci, parere mio, ma ho avuto, leggendo, la sensazione di vagare in un mondo poco definito, non basta dire che un personaggio è brutale e raccontare due aneddoti su di lui per renderlo brutale, bisogna mostrare la sua brutalità, fargli compiere quelle azioni brutali che si racconta che abbia compiuto. Di azioni brutali se ne vedono anche troppe nel libro, non sono quelle a mancare, è che a compierle è principalmente il protagonista.

Stessa cosa dicasi per le fortezze, i villaggi, i paesi, le città, non basta dire, “Paese” e voilà il paese è bello e pronto nella mente del lettore, un minimo di descrizione sarebbe gradita ogni tanto. Le descrizioni però cozzano con la tipologia di narrazione (in prima persona) e quindi? Non lo so, io non la utilizzerei per un libro fantasy in cui la descrizione serve e molto, meglio per qualcosa di ambientato nel mondo “Reale”, ma anche qui, è un mio parere, e libri come “hunger games” ed “il principe dei fulmini” che hanno venduto milioni di copie mi mandano a fare in culo in mezzo peto-secondo.

Paese!!! no, non funziona, il risultato è ... nebbioso ... magari se dico com'è questo fottuto paese ...

Punto 4 i Personaggi:

Personaggi, si incontra un numero medio di personaggi nell’arco narrativo, ma alla fine quelli utili sono Makin, il Nubano, Rike, Burlow il grasso, Padre Gomst, Kent il rosso, tutore Lundist, conte Renar, Sageous, Katherine, Gorgoth, Corion, Re Olidan, Principe Honorius Jorg Ancrath. Contate che questi, a parte le comparse, sono praticamente tutti:

Makin: è ( anticipazioni di trama) l’ex capo delle guardie di re Olidan, per tutto il libro segue Jorg ovunque egli vada e combattendo con lui, a volte anche contro di lui, insomma, principalmente combatte.

Il Nubano: lui è nero ed ha i denti bianchi, è il mio personaggio preferito e, bè, uno dei pochi che fa qualcosa che può fare solo lui, ma probabilmente ve lo ricorderete perché è nero ed ha i denti bianchi.

Il Nubano!!! Cazzo no! Mi sono sbagliato, è lo stregatto di Alice ...

Rike: lui è grosso, brutale, ed ama razziare cadaveri, non fa altro che essere rozzo, brutale, razziare cadaveri e ridere in modo strano.

Burlow il grasso: è grasso e uccide.

Padre Gomst: un prete incapace il cui scopo è essere venduto.

Kent il rosso: detto il rosso perché una volta ha sbudellato sei persone coprendosene del sangue. Uccide, stupra e brucia.

Tutore Lundist: un giapponese che sa le arti marziali e Platone, insegna al giovane Jorg (a circa sei sette anni) tutto quello che si può pensare di insegnare e ne riceve in cambio (anticipazione di trama) una condanna a morte.

Conte Renar: è un nobile che uccise il fratello e la madre di Jorg (allerta, anticipazioni!) ed è anche il fratello di suo padre, che bella famiglia.

Sageous: stregone al soldo di re Olidan, anche se più probabilmente lo controlla, è un tizio con gli occhi marroni da mucca (parole dello scrittore, non mie) che ti blocca con un gesto e ti fa venir sonno, di più non si sa.





Una Mucca!!! Aiutatemi! ha lo stesso sguardo di Sageous!!! Sono già avvinto dal suo potere terribile!!!
Ma come cazzo si fa!

Katherine: l’unica donna del libro in pratica, (anticipazioni di trama) un po’ odia e un po’ è infatuata di Jorg, cerca anche di ucciderlo, come tutti del resto e lui, non la uccide (primo caso in cui non uccide qualcuno) ma le spacca solo un vaso in testa.

Gorgoth: un mostro ( allerta, anticipazioni) originato dall’esposizione di umani a radiazioni ed agenti patogeni, il suo scopo principale è essere grosso, far a pezzi cose e prendersi frecce.

Corion: Un altro stregone, probabilmente più forte di Sageous, è al soldo del Conte Renar anche se più probabilmente lo controlla.

Re Olidan: lui è il re, ha gli occhi azzurri ed è il re, è cattivo e (anticipazioni di trama) pugnala suo figlio cercando di ucciderlo, un po’ come tutti.

Principe Honorius Jorg Ancrath: lui è il nostro protagonista, ed è pazzo, sadico, uno stupratore, un piromane, un folle e conoscitore di Erodoto e Platone, acculturato, con i ricci e gli occhi verdi. Sua caratteristica principale è il farsi odiare da tutti ed il portare tutti a cercare di ucciderlo, questo lo porta ad uccidere tutti quelli che lo circondano. Ma proprio tutti, e lo fa con una leggerezza disarmante ed il tutto a quattordici anni. Si, perché a quattordici anni è uno e ottanta, pieno di muscoli e più cattivo che mai, non chiedetemi come sia possibile. State attenti, lui le ha fatte tutte, lobotomizzato preti, fatto esplodere bombe atomiche, stuprato minorenni e vecchie, tortura persone ed è piuttosto bravo nel farlo, ci ha provato con un cadavere con l’intenzione di scoparselo, ha bruciato villaggi, sbudellato amici, nemici, parenti, cugini, zii, tentato di scoparsi la zia, ha ucciso gente già morta e ne ha mangiato il cuore, è pratico nello strappare il cuore alle persone(parole sue), ha sterminato regni, insomma, lui è fottutamente cattivo così cattivo che se provate ad odiarlo vi ucciderà e lui lo farà perché gli piace.

E' lui!!! il Principe dei Fulmini (spine)!!! fuggiamo o ci ucciderà tutti!!!
Perché?
Perché è kkkkkkkkkkkkkattivooooooooooooooo!!!

Piccola postilla, avrete notato che si, sono tutti caratterizzati da due caratteri a stento ed avrete notato ancora di più che c’è sono una signora, bene, sappiate che la nostra carissima c’è per pochissime pagine. Ricordo all’autore che il mondo non è fatto solamente di maschioni pelosi, ma anche di dame e tizie di vario tipo, si possono inserire in un libro fantasy, non è peccato e non fa male alla narrazione, anzi.

Punto 5 La trama:

Non racconterò molto in questa sezione, perché? Bè, perché servirebbe solo ad anticipare la lettura e non ad evidenziare particolari buchi, si perché non ho trovato grossi buchi logici, qualche cosina me la sono domandata, è vero, ma nulla di trascendentale. Quindi se volete sapere qualcosa di più sulla suddetta trama cercatela da un'altra parte, o sulla quarta copertina, il mio consiglio è di leggerlo, qualche ora piacevole ve la farà passare, magari non spasimerete per il seguito, ma non credo vi farà schifo. Di certo gli sbudellamenti sono tanti e l’amore è una barzelletta.

Machete!!! lui si che se ne intendeva di Sbudellamenti!!!



Detto questo qualche parola dovrò pur spenderla e quindi vi dico, si, la narrazione è ben condotta, si, non è la trama più originale del mondo ma non è del tutto scontata e si, ci sono degli elementi abbastanza innovativi e difficili da trovare assieme che in questo libro si ritrovano. Non male.

Punto 6 opinioni personali:

Il volume è scorrevole, nel primo centinaio di pagine magari non cattura alla follia ma si fa leggere, dopo il ritmo diventa più incalzante e si inseriscono i primi elementi di novità che tolgono banalità alla storia e fanno venire voglia di leggerla. Ecco, potrà sembrare strano detto da un puritano come il sottoscritto, ma ho agognato un po’ di novità.

Suppongo che (e per questo piango) gli elfi abbiano fatto il loro tempo (soprattutto quelle porcate da D&D) che i guerrieri copia di Aragorn siano solo delle pallide copie che fanno pisciare il cazzo e che non basta dare ad un tizio tutti i poteri che ti saltano in mente per farne un eroe completo (Eragon). Col tempo ci si stufa. Occorre qualcosa di nuovo. E no, non sto dicendo che basta togliere la magia per dare qualcosa di nuovo, si ottiene solo un romanzo storico ambientato in un mondo come il nostro ma che non è il nostro. Occorre uscire dai soliti stereotipi. Almeno tentare. Bene, qui abbiamo (parere mio come non mai) un bel esempio della nuova tendenza, e cioè quella della “Narrazione cruda” dove si parla di avvenimenti di pessimo gusto (omicidi, stupri, villaggi bruciati, onore a fare in culo ecc) che al momento va per la maggiore. Questa non è innovazione, è copia di Martin. Anche perché nel “Principe dei fulmini” si calca così tanto la mano sulla brutalità presente ad ogni angolo che dopo qualche pagini ci si abitua e non sembra tutta sta crudeltà, anzi, pare quasi una versione umoristica, per esempio (allerta, anticipazioni) quando re Olidan (allerta anticipazioni) pugnala Jorg non ho pensato che fosse un atto scabroso, praticamente tutti si pugnalano, accoltellano uccidono, cazzo, lo fanno così spesso che diventa irreale. Non ammazzi uno che ha combattuto al tuo fianco per anni, non lo fai, non lo puoi fare, anche se sei il mostro peggiore che c’è sulla terra, non lo farai mai, soprattutto non perché ti gira! Ma oltre a questo c’è anche del nuovo, l’idea del post atomico non è nuova, lo so bene, ma è carino ritrovarsela, e poi i negromanti non sono fatti male, quello strano mix di cultura classica aiuta, insomma, questo è bastato a farmi dire “guarda un po’ qui cosa c’è!” sa di nuovo, di non visto (non troppo almeno) e rende la lettura più piacevole (nonostante odi la narrazione in prima persona nei Fantasy).



Tu! tu fottuto Elfo D&D!!! Tu hai rovinato il buon nome
della più rinomata razza Fantasy!!!

Ed ora, finiamola con le stronzate ed iniziamo il rigurgitante elenco!

                Sottopunto 1 del punto 6 il positivo:

1 lettura spedita: si legge in fretta, con rapidità;

2 bella trama: la trama non è male, non è troppo scontata;

3 buona direzione di narrazione: la narrazione è ben diretta, l’intreccio tra passato e futuro è condotto con dovizia e mai noioso o scontato;

4 cattiveria: c’è la cattiveria, questo non è un mondo di buoni;

5 oscuro: non c’è un oscuro sire da combattere;

6 eroe: l’eroe … bè, l’eroe è più adatto a fare l’oscuro signore che l’eroe, seriamente, anche le mire sono simili;

7 innovazione: ci sono elementi di novità, alcuni già visti, ma il tutto ben amalgamato;

8 armi: ci sono armi tamarre ma nel modo giusto, non troppo, e questo non è male;

                Sottopunto 2 del punto 6 il negativo:

1 cattiveria: ok, la cattiveria ci va, ma qui stiamo andando nell’irreale;

2 narrazione: la narrazione in prima persona la odio, ma a qualcuno piace quindi potrebbe anche essere un punto a favore.

3 punto di vista: per forza di cose il punto di vista è sempre quello del protagonista, e ciò e palloso (opinione mia intendiamoci)

4 personaggi monodimensionali: i personaggi sono monodimensionali, tranne il protagonista ed un altro paio sembrano delle semplici comparse di cartapesta.

5 sparategli!!!: leggere di uno che urla “Sparategli!!!” rivolgendosi a degli armigeri con balestra in mano è brutto, ci può stare per la particolare situazione storica del libro, ma è brutto.

Comandante: Spara!!!!
Balestriere: Hei, io sono un balestriere ... non sparo mica ...
Comandante: Cazzo me ne frega? lancia quella freccia ed andiamo avanti col libro!


Punto 7 opinioni personali:

Devo ammettere che quando presi questo libro in mano per la prima vola supposi fosse un enorme cazzata. Ma ora devo ricredermi, si fa leggere, non ci sono buchi nella trama, sono presenti elementi di innovazione ed anche se la cattiveria ed il cinismo portano a rendere quasi ridicole certe frasi, bè, non è male, consigliato se via piacciono le storie di budella e cinismo.

giovedì 12 gennaio 2012

Recensione (s.p.f.r.) Orchi, I guardiani dei lampi, di Stan Nicholls

Giunto è il tempo di un’altra recensione (ops, accozzaglia informe di frasi inerenti ad un dato libro/film), il vostro dilettissimo Ismaele, raggiunto oramai il fondo peggiore della blasfemia con il libro che neppure l’autore voleva scrivere, cioè INHERITANCE , ha deciso di tirare fuori qualcos’altro dal cappello. Si, vi dirò che gettarmi in una recensione di tutta la saga troisiana mi alletta, ma per ora almeno, ho optato per qualcosa di tremendo certo, ma, per certi versi, un po’ meno, per altri, un po’ di più. Quindi, in definitiva, abbastanza terribile.

Si tratta comunque di un frutto assai marcio, ovvero, “i guardiani dei lampi” primo libro della trilogia “Orchi” che, se qualcuno non l’avesse capito, parla di orchi.


Autore: Stan Nicholls
Titolo: Orchi, I guardiani dei lampi
Prezzo: € 8.80
Editore: Mondadori

Ritiro le mie parole, questo libro è fottutamente terribile. Un libro che è stato definito come l’avvento di un nuovo genere il “fantasy Barbarico”. No, è troppo, dedicherò una sezione a parte all’argomento “Fantasy barbarico”, ora partiamo con i soliti punti, come sempre ci saranno anticipazioni e vere e proprie trame, chi le teme salti il punto “trama” o si metta quattro dita nel culo.


Punto 1 Il Mondo:

Il mondo fantasy di questo libro si chiama “Centrasia” o “Maras Dantia” una descrizione rapida potrebbe essere:

Nord, con ghiacci, sotto un deserto, poi pianure e fiumi, una catena montuosa più sottile di una foresta e sotto un altro deserto, tutt’attorno mare. In questo mondo abbiamo un antefatto storico, ovvero, gli uomini sono emigrati da non si sa bene dove, si sono divisi in due gruppi, uno integralista, che segue una religione monoteista (gli Uni) ed uno più pacifico con religione politeista (i Mani) ). Gli uomini monoteisti erodono la magia del mondo (non ho capito bene come) e uccidono le creature autoctone (che sono anche loro politeiste) del Maras Dantia in una guerra perenne. Fin qui tutto ok, i cattivi, l’avrete capito, sono i monoteisti, ed i buoni le creature. Si, i buoni sono le creature autoctone, ma quali sono? vi domanderete, ebbene, tutte, si tutte, se dite una creatura fantastica a caso qui c’è! È una roba incredibile, c’è di tutto, ci sono orchi, nani, troll, gremlin, goblin, brownie (mezzo goblin e mezzo elfo), coboldi, elfi, ninfe dei boschi, gnomi, ed una certa quantità di altra roba, sembra di leggere un gioco di ruolo da PC.
 

Vediamo, 1, 2, 3, 4... 8! Otto! soltanto otto!
Blasfemia! ne servono di più!

La domanda che mi sorge spontanea è: Ma erano proprio necessarie tutte queste razze? Sono gettate li, tanto per, senza un minimo di caratterizzazione che non sia quella fisica (e anche di quella poca), persino degli orchi (che si, sono i buoni ed i protagonisti) si dice poco sono divisi in clan, ma una parte è stata venduta ad una maga ninfomane (aiutatemi) che è mezza umana e mezza un qualcosa di non precisato, e che odia gli umani, però al con tempo è cattiva anche lei! Evvai! Quindi, a conti fatti, i buoni sono solo i protagonisti! Questo è sublime.

Punto 2 Fantasy Barbarico:

Se un tizio per la strada vi fermasse, così, alla cazzo di cane, e vi chiedesse: se ti dico “fantasy barbarico”, cosa ti viene in mente? Voi cosa rispondereste? Ok, capisco che mandereste a farsi fottere il tizio, ma prendete in esame la possibilità di rispondere alla domanda, cosa rispondereste? Suppongo una cosa del genere “un fantasy che utilizza personaggi ed ambientazioni di stampo barbarico, senza immani città elfiche super raffinate o troppi maghi, o troppe seghe mentali moraliste, insomma, qualcosa che si potrebbe ambientare in un mondo pre-storico, alla Conan il barbaro”. Bene, questo libro è stato descritto come il capostipite del “Fantasy Barbarico” (se proprio dovevano inventare un sottogenere per questa roba almeno, potevano evitarsi le parole “Fantasy Barbarico” dato che c’era già Conan il barbaro che sprizzava barbaricità da tutti i pori decenni prima) ma, a parte che non è il capostipite del fantasy barbarico, non è neppure fantasy barbarico! No, non lo è!

Conan, lui si che è un vero barbaro!
Uccide, ruba, scopa, è pieno di muscoli
ed è rozzo come un incudine!

Non c’è nulla di davvero barbarico in questo libro, se è barbarico questo allora sono barbariche anche le Cronache del Mondo Emerso! È anche barbarico, a maggior ragione, il fottuto ciclo dell’eredità di Paolini! Si salverebbe dall’aggettivo barbarico solamente “l’albero di ferro” e seguiti vari che è una melensa storia d’ammmmmmmmmorhhhhhhhhhhhe. Ma, essendo che coloro che hanno definito fantasy barbarico questo coso hanno detto grosse cazzate non vi è ragione di riscrivere la storia delle etichette dei sottogeneri fantasy, bensì, vi è un grande bisogno di dire una volta per tutte a che genere appartiene questo libro, è un fantasy, del genere più stereotipato ed ininfluente, senza una briciola di innovazione, ma che sia una. Non c’è neanche un piccolo, oscuro particolare che non sia già stato detto o scritto o ripetuto qualche migliaio di volte, francamente lo trovo parecchio insapore.

P.s. se qualcuno trova barbarico il fatto che un gruppo di guerrieri uccidano svariati nemici durante una guerra, posso solo dire “ma l’avete mai letto un fantasy?”
 Tipico eroe Fantasy alla fine del terzo libro 
della trilogia che si getta sui nemici,
notare la barbaricità sprizzata da tutti i pori.

Punto 3 orchi buoni:

A mio modesto parere questo libro ha una storia alle spalle, ed è questa: Stan Nicholls, l’autore di questo coso, scrisse una storia con un cavaliere umano, alla guida di un gruppo di cavalieri umani, tutti buoni e belli, ma che sono, botta di sfiga, al servizio di una maga regina cattiva e che per una serie di sfortunati eventi finiscono col mondo contro ed alla ricerca del solito oggetto magico. Poi, col suo bel malloppo di pagine è andato dall’editore e li l’editore gli ha detto “Stan! Questa roba fa schifo al cazzo e l’abbiamo già letta in tutte le salse, nessuno ha più voglia di sentirsela ripetere, io non te la pubblico neppure se mi paghi tu le spese di pubblicazione, inventati qualcosa di nuovo e ora sparisci!!!”.



Sparisci!!!

Al che il nostro povero Stan se ne ritornò alla propria dimora mogio mogio. Li, si mise davanti al di lui computer e, proprio in mezzo allo schermo vide l’icona del file del suo fottuto romanzo, un romanzo uguale e tutti gli altri romanzi e che sapeva molto di gioco di ruolo. Sospirò, che palle! Ci aveva impiegato un mese a scrivere tutti e tre i libri! E li aveva anche riletti una volta per non far vedere troppe cazzate all’editor, ma ora, tutto da buttare, tutta fatica sprecata! Povero Stan, ma fu allora che ebbe l’idea geniale, aprì il fottuto documento di word, andò nel “Trova sostituisci” e alla parola “uomo” sostituì la parola “Orco” ed alla parola “Orco” sostituì la parola “Uomo”, vallà (piemontesismo), i cavalieri-protagonisti divennero orchi-cavalieri-protagonisti e i cattivi-orchi-nemici divennero cattivi-uomini-nemici, un paio di correzioni qui e la, due aggiuntine, un po’ di sangue in più, la regina-maga-cattiva diventò una mezzosangue non ben precisata, ma per renderla tanto cattiva la facciamo diventare anche ninfomane, et voilà! Il gioco è fatto! Un nuovo innovativo romanzo è stato generato! Il nostro Stan stampa il tutto e lo portò all’editore, che, dopo attenta lettura affermò “fantastico! Te lo piazzo con grosse scritte “Fantasy Barbarico” sopra e vedrai che faremo soldi a palate tutti e due!” e così fù. 

Almeno, è ciò che credo sia successo ed è l’unico modo che ho per spiegare degli orchi che si comportano come cavalieri provetti. Ora, non dico che non sia giusto scrivere un libro su cavalieri tutti belli e azzurri, e non dico sia sbagliato scrivere di orchi buoni (anche se personalmente la trovo un enorme cazzata) però, se basi un libro sugli stereotipi di genere, e vuoi far capire che anche un accozzaglia di luridi orchi può fare qualcosa di buono, almeno, se vedono un bambino, gli orchi se lo mangiano il bambino, non cominciano a dargli da mangiare!

Altra particolarità, che senso ha fare un libro di stereotipi per poi ribaltarli in altri stereotipi? Questo ciclo è intitolato “Orchi”, ma potrebbe essere intitolato col nome di qualunque altra creatura e sarebbe lo stesso, i protagonisti (tutti orchi) si comportano come persone da cuore d’oro e con una preparazione militare da swat nulla più e nulla meno, se al posto della parola “Orco” sostituite “ippopotamo viola” otterrete comunque un discorso piuttosto convincente, tutto ciò è schifoso.
Un dolce ippopotamo viola

Un’ultima possibilità è che l’autore abbia creato una nuova razza di uomini con la pelle verde e li abbia chiamati orchi, ha poco senso, ma calzerebbe…

Punto 4 la trama:

la trama non è nulla di trascendentale, né di innovativo, né di non visto, né di vagamente poco visto, l’intreccio è scarno o quasi nullo, l’evoluzione dei personaggi inesistente, neppure i protagonisti sanno di non visto, si, sono orchi, ma, fidatevi, e più in la ve lo dimostrerò con accuratezza, lo sono solo di nome. Ma andiamo con ordine! Ed anche qui, nella più alta delle tradizioni Ismaelesche, via col super-riassunto/elenco:

1 i nostri orchi (sono circa una trentina) vengono mandati in missione dalla regina-schiavista-supercattiva-ninfomane-necrofila per recuperare un fottuto cilindro di rame. Al che con un bell’attacco al villaggio umano i nostri eroi riescono ad ottenerlo, e, botta di culo, assieme al cilindro trovano alcuni sacchi di Pellucida, una droga del luogo da fumare in pipe, tipo Crack, e, dato che anno un paio di ore libere decidono di strafarsi come maiali. Ma che senso ha? Sono in missione super segreta e super importante, una missione nella quale non c’è limite alle perdite che possono subire, e loro non trovano di meglio che drogarsi sino all’incoscienza? Tanto più che la loro regina-schiavista-supercattiva-ninfomane-necrofila non ci metterebbe mezzo secondo ad ammazzarli tutti anche con il minimo ritardo, ma partire prima no? Be’ che volete farci, dobbiamo pur trovare un cazzo di modo in cui far iniziare questo aborto.
Orco tossico?

2 i nostri amici orchi-tossici si risvegliano e scoprono che, anziché un paio d’ore, il loro trip ha richiesto più tempo, troppo di più, per cui, per salvarsi il culo dalle ire della regina, visto che ora sono in ritardo (ma pensarci prima? Ma è della loro fottuta vita che si parla, lasciamo perdere, lo so, non deve per forza avere un senso, ma questo è assurdo) decidono di prendere una scorciatoia.

3 li piazzo tutti qua perché non ho voglia di ripetermi inutilmente, ogni tanto il nostro eroe sogna un villaggio orchesco con una strana orchessa. Sempre inseriti a muzzo, solo per ricordare che Jennesta è una regina-schiavista-supercattiva-ninfomane-necrofila ci sono capitoli che la riguardano in cui scopa e uccide uonini ed elfi e fa cagare in mano orchi (alla faccia dei duri barbari! Sembrano delle mammolette isteriche) prima di inviarli ad uccidere il nostro eroe e compagni.

4 durante il percorrimento della loro scorciatoia vengono attaccati da dei predoni Coboldi a cavallo di lucertole giganti che, oltre a farsi massacrare gli fottono anche il cilindro di rame.
5 grossi cazzi ora, per cui si decide, sempre sperando di salvarsi il culo dalla regina-schiavista-supercattiva-ninfomane-necrofila si seguono le tracce dei predoni sino al loro insediamento, durante la notte, in un incrocio tra tattiche ninja e da swat massacrano i predoni senza che nessuno se ne accorga (certo, nelle favolette della nonna, non ha senso, ma loro ci riescono, alla faccia degli orchi barbari! Sono più efficaci dei sicari Osuno!) quindi, in mezzo al carnaio, ritrovano il cilindro ed uno studioso gremlin (sob …) piantato li per esigenze di trama che propina loro il solito pippone, ovvero il cilindro non deve cadere nelle mani della regina ed è una cosa importantissima. Loro, decidono di mandare a fare in culo le loro speranze di riscatto ( e di ascoltare il primo sconosciuto incontrato per strada) ed aprono il cilindro di rame, dentro ci trovano una stella di un materiale non ben definito, ma durissimo ed una pergamena in una lingua incomprensibile a tutti, ma non, botta di culo, allo studioso gremlin, (sob …) quindi è il tempo di un altro super pippone in cui il nostro gremlin studioso (sob … sob …) racconta che la stella è solo uno di cinque oggetti simili, detti Strumentalità, che se riuniti potranno dare la libertà agli orchi, nuova forza alla magia, scacciare i cattivi e in definitiva, compiere tutti i miracoli che si devono compiere. Al che, i nostri orchi-novelli disertori diventano orchi-novelli cercatori delle strumentalità e paladini della salvezza del mondo! Evvai! Viva la tracotante originalità è barbaricità della storia! Ma andate tutti a fare in culo!
Gremlin, fonte della saggezza mondiale!

5 il gremlin, fonte della saggezza mondiale a quanto pare, sa che il secondo oggetto si trova a Trinity (no, non ce l’ha la ragazza di Neo, è una città di uomini) la più grande città di Uni (i pazzi-monoteisti-integralisti) e loro? Ci vanno! Che bello! Ora prendiamoci per mano e versiamo calde lacrime sulla carcassa putrefatta del fantasy.

Poco dopo la partenza si imbattono in uno battaglia tra uni e mani (uomini monoteisti contro uomini Politeisti) e li vengono raggiunti da Delloran (con un centinaio di sottoposti al seguito), il primo minchione inviato dalla regina-schiavista-supercattiva-ninfomane-necrofila all’inseguimento dei figli del lupo. Lo seminano passando in mezzo ai due fronti (uni contro mani) poco prima dello scontro.

6 i nostri orchi-tossici-novelli eroi si dirigono svelti e filati verso Trinity, la città si mostra come un centro di medie dimensioni circondato da un muro di legno (non una palizzata, è proprio un muro di legno) e, nel tentativo di entrare infiltrano il nano Jup tra i lavoratori nani al servizio degli umani. Naturalmente nessuno nota nulla e Jup viene assegnato ai lavori in una serra che, botta di culo è all’interno delle mura e ancora più botta di culo è vicino al principale centro di culto degli uomini (una chiesa) e, con una ancora più grande botta di culo viene lasciato solo per il tempo necessario ad entrare di soppiatto nella chiesa e trovare la seconda risonanza, e li dentro, con una ancora superiore botta di culo viene a conoscenza dell’ubicazione della terza risonanza, situata a Calvert, la capitale sotterranea dei troll! Naturalmente i tizi nella chiesa, che oltre al luogo in cui è conservata la terza risonanza rivelano ad alta voce i loro piani (avvelenare tutte le razze con le velenose piante coltivate nella serra), non lo scoprono e lui se ne può tornare alla serra trullo trullo senza che nessuno lo smascheri, e li, per un ulteriore botta di culo, non c’è ancora nessuno, ha giusto il tempo di spalare combustibile nei forni per ravvivare le fiamme che arriva il custode (umano) e gli altri due lavoratori (nani) e si becca persino un complimento per l’ottimo lavoro svolto! È ufficiale, Jup è il nano più culato di sempre! Poi, sempre nella più completa culaggine finisce la sua giornata di lavoro e viene riaccompagnato fuori dalla città!




Nano, fonte del culo mondiale!

Jup se ne torna dai suoi compari, racconta tutto e tirano fuori uno dei piani più assurdi di sempre per recuperare la stella, cioè, farla prendere dal nano in pieno giorno, poi farlo andare dai cancelli, massacrare le guardie, aprire i cancelli, e poi fuggire assieme agli orchi, il tutto da solo. Impossibile direte? Forse no visto l’immane culo del nano! Non so se c’è bisogno di dirlo ma naturalmente il nano ci riesce (tra l’altro da anche fuoco alla serra)! 


7 nel frattempo Jennesta da una bella festa durante la quale avvelena Delloran, poi chiama un trio di cacciatori di taglie (il classico tipo vecchio ma ancora nerboruto, accompagnato da quello magro e agile e da quello enorme e con la testa pelata, chiaramente fortissimo) e da loro ordine di cacciare i “Figli del lupo”, non contenta li dichiara nemici di stato ed apre una vera caccia all’orco con tanto di taglie sulle loro teste.

8 I nostri eroi si dirigono verso la terra dei troll e, sempre così, senza una ricerca superiore alle due ore, individuano un’entrata del loro regno sotterraneo e ci si calano, qui ammazzano un po’ di troll (più somiglianti a grossi talponi antropomorfi che ad altro) e riescono a provocare il crollo di una parte della galleria che separa il nostro Stryke ed il fido Alfray dal resto dell’allegra comitiva.

Nel frattempo al campo erano stati lasciati Coilla, Haskeer ed un altro orco, qui, il nostro Haskeer, rincoglionito dai postumi di una febbre prende a bastonate gli altri due e fugge, non si sa bene dove, Coilla si getta quindi all’inseguimento facendosi catturare dai cacciatori di taglie.
I cacciatori di taglie, lo spazio tempo urla l'impossibilità dei
loro spostamenti? Non è un problema, basta strafottersene!

Parallelamente il nano ed il resto degli orchi torna all’accampamento e deve decidere se aiutare il capitano o Coilla. Per dare un po’ di pepe in più alla storia Stryke e Alfray cadono nella mani dei troll il cui re ed alto sacerdote decide sul momento di sacrificarli, nell’impugnatura del suo coltello è incastonata la terza Risonanza. Fine.

Penso che tranciare un libro a metà dell’azione per obbligare a comprare il seguito sia una trovata subdola ed infingarda, parere personale, intendiamoci.

Punto 5 Frasi intriganti:

non è mia abitudine farlo, ma raccolgo qui alcune delle frasi più divertenti pronunciate dai nostri barbaricissimi amici cavalieri della tavola rotonda orchi, sono esilaranti se messe in bocca ad un orco o usate per descriverli:

Pagina 28, qui abbiamo uno dei primi esempi della bontà degli orchi:

“Corri fino alla pianura e lascialo in un posto dove gli umani possano trovarlo. E cerca di essere… delicato con questa creatura.”

Qui abbiamo l’orchessa Coilla che si preoccupa di affidare un infante umano ad un orco guerriero per salvarlo da un incendio, ed il tutto durante uno scontro armato.

A pagina 259 si legge (dialogo tra una donna umana ed un orco, il nostro capobanda Stryke):

“Siamo partiti con poco più che i nostri abiti” disse la donna “potreste darci un po’ d’acqua?”
“Si” acconsentì Stryke “ e forse qualche razione di cibo. Benchè non molte … anche noi siamo a corto di provviste.”
“sei gentile. Ti ringrazio.”

Che orchi barbarici!

A pagina 260 si legge (sempre il nostro Stryke rivolto a indifese donne e bambini):

“Non è molto” si scusò Stryke “ma ve lo doniamo volentieri.”

Il famoso cuore d’oro orchesco!

Queste sono solo alcune, se ne trovano a palate, e se non sono frasi di bontà e cavalleria allora sono poetiche, parlano di sogni (mondo libero dagli umani con l’equilibrio naturale ristabilito e gli uccellini che cantano felici) oppure utilizzano termini che non potrebbero utilizzare (“sodomia” ad esempio, non sapevo che nel Maras Dantia ci fosse una città chiamata Sodoma, no no no!!!).

Punto 6 i Personaggi:

i personaggi sono inquadrati, uguali a mille altri già letti e già visti, con alcuni guizzi degni di un film di bassa lega giapponese (Jennesta). Ma ora, bando ad inutili ciance da uomini poco virili e via con il blasfemo elenco!

Stryke: lui è il protagonista, è un orco, ma è intelligente, astuto, buon capo, possiede i rudimenti della democrazia, è un abile guerriero ed ha un cuore d’oro, cazzo, se non avessi detto che è un orco l’avrei scambiato per il principe azzurro! Voi no?A, dimenticavo, accoglie nel suo gruppo membri di altre razze (un nano) ed il suo braccio destro è una femmina di orco (Nihal con la pelle verde), per cui non è solo un principe azzurro, ma lotta per abbattere le barriere razziali e per i diritti delle donne! Fantastico! Alle prossime elezioni io voterò Stryke! Viva Stryke! Lo voglio come capo del governo!!!

Stryke, che cucciolone, come si fa 
a non volergli bene?

Jup: è un nano, ed è membro di una banda di orchi guerrieri, si, lo so, centra poco, ma che vadano a farsi fottere le cose sensate, il nano fa fico, e fa molto fico se ha la barba lunga e beve birra. Qui abbiamo un nano che è la summa del nano DeD, naturalmente è un abile guerriero, ogni tanto l’unico membro vagamente orchesco del gruppo lo sfotte un po’, lui risponde burbero, e tutto come prima. Pare, debba dimostrare di essere uno con le palle e fedele al gruppo visto che quelli della sua razza fanno i mercenari, sempre meglio, a mio parere, degli orchi che si auto-vendono come schiavi, ha poco da dimostrare a quelle enormi teste di cazzo, odio gli orchi!

Jup, non si direbbe mai che è
un guerriero! Lui si che passa facilmente inosservato! Tanto a culo!

Alfray: orco guaritore e vecchio guerriero del gruppo, è un po’ il saggio della situazione e serve per dare un senso molto vago al fatto che la banda combatta ma non subisca quasi mai vere e proprie perdite.



Coilla: è l’unico componente di sesso femminile dei Figli del lupo, la banda di orchi guerrieri di Stryke, è intelligente, abile, spesso parlotta con Stryke, naturalmente è micidiale come un Ninja con le armi, probabilmente è anche bella, ma non si capisce con chiarezza.

Haskeer: lui è un orco, ha un grado piuttosto alto nella gerarchia di Figli del lupo e spesso rompe le palle a Stryke, ma il nostro eroe, invece di piantargli un rozzo pezzo di ferro nelle budella come farebbe un qualsiasi orco, gli parla e ne discutono assieme, spesso si fanno delle votazioni di gruppo e via dicendo. Haskeer è piuttosto grezzo e brutale, quindi il più orco del gruppo, ogni tanto suggerisce di uccidere qualcuno e tutti ad urlargli contro, ma, invariabilmente, fa la figure dello stupido ritardato, suppongo l’abbiano piazzato nel libro per far sembrare meno idilliaca la banda del nostro Stryke e per rompere le palle al nano. Personaggio inutile più degli altri, dimostra solo che, pur essendo il più orchesco del gruppo, non è neppure al livelli di brutalità di un indurito veterano.

Jennesta: ultima, ma non meno importante, è la cattiva della situazione, è la regina di Stryke e compagni, in verità li ha comprati, ma ora, visto che hanno ritardato nel compiere una missione decide di condannarli a morte. È una mezzosangue non ben specificata, dotata di immani poteri magici che alimenta mediante sacrifici, di cosa non ha molta importanza, basta che siano razze senzienti. Tutto questo avrebbe senso e potrebbe starci, ma, dato che faceva tanto solita cattiva da fantasy il nostro signor Stan Nicholls ha deciso che doveva renderla più cattiva e meno stereotipata, così, udite udite, ha tirato fuori il secondo colpo di genio della saga, dopo aver scambiato i nomi di orchi e cavalieri, ecco a voi il suo parto più sublime! La cattiva ninfomane! Si, Jennesta è una cattiva ninfomane e vagamente necrofila, si scopa le sue vittime su un altare, poi le sgozza e si fa il bagno nel sangue sprizzato dalle carotidi squarciate. Mamma mia che perversa! Ma che cattiva! A me, sinceramente, fa un po’ pena, sembra una bambina viziata cresciuta di fisico ma non di mente, che deve per forza fare schifo, quindi largo ai riti di potenziamento perversi! Ora, stendiamo un velo pietoso su di lei e lasciamola alla sua desolante tristezza.

Jennesta, lei è una regina-schiavista-supercattiva-ninfomane-necrofila

A, quasi dimenticavo, ancora una cosa: Jennesta è perversa! Ricordatevi che è perversa! Lei scopa e sgozza tutti! Lei vi vuole scopare e sgozzare dal primo all’ultimo! Scopa e sgozza elfi! Scopa e sgozza umani! Ricordatevi che Jennesta potrebbe essere dietro l’angolo, pronta a scoparvi e sgozzarvi!

 
Punto 7 Opinioni personali:

Fedele alle tradizioni mi appresto a dividere questa sezione in due sotto punti, cioè, negativo e positivo, divisi a loro volta un comodo elenco, mamma mia quanto mi piace fare il maniaco delle sezioni e sottosezioni!

Sottopunto 1 del punto 6, il Positivo:

1 Scorrevole … abbastanza insomma: è abbastanza scorrevole … si legge piuttosto in fretta e non ha punti morti.

Sottopunto 2 del punto 6, il Negativo:

1 Trito e ritrito: La storia è trita e ritrita, non vi è nessun elemento di originalità e non venite a dirmi che lo scambio di ruoli tra buoni e cattivi è innovativo! Andate a leggervi “Sentinella” e poi ditemi! Tra l’altro è un inversione solo di termini perché la sostanza non cambia, abbiamo uomini che si comportano da orchi e orchi che si comportano da uomini, che originalità cazzo!

2 Orchi buoni: non ho mai fatto mistero di trovare una emerita cazzata l’inserire in un libro elementi tipicamente cattivi ma che sono diventati buoni (orchi buoni ). Apprezzerei una storia vista dall’occhio dei cattivi, sarebbe una cosa piuttosto insolita, con truppe che godono nel massacrare e capitani che ci godono ancora di più, cazzo, questo sarebbe una gran cosa, ma no, no, no, nel Fantasy dilaga un buonismo imperante e quindi, gli Orchi buoni finiscono per essere degli uomini con la pelle verde, ma la sostanza, non cambia, ciò porta ad una scemenza, ad una mascherata senza senso, e ciò, in tutta onestà, mi fa cagare il cazzo.

Un orco buono! che tenero vero?

3 Troppe razze: ci sono troppe razze (questa, come tutte quelle che esprimo, è un opinione personale, probabilmente più personale delle altre) sembrano buttate li, così, tanto per far numero, ma non si sa nulla di loro se non particolari superficiali ed inutili, insomma, è più un accozzaglia di termini per dare l’idea di un 
universo variegato che, altrimenti, risulterebbe nebbioso e piatto come una lavagna piena di polvere di gesso.

4 cattiveria: qui la cattiveria è una cosa che è buttata qua e la alla cazzo di cane, i nostri eroi, orchi, lo ricordo, sono buoni come i cavalieri della tavola rotonda, la nostra regina è cattiva, ma più che cattiva sembra una bambina viziata che vuole il giocattolo bello,pronta e condannare a morte in modo indiscriminato chiunque, solo per un ritardo,oramai è una sua caratteristica che invii in missione una squadra dandole tipo dodici ore per percorrere trecento chilometri, prendere il cilindro e tornare indietro, naturalmente gli sfigati di turno non ce la fanno e così lei invia dietro di loro un’altra squadra con l’ordine di uccidere i figli del lupo ed anche quelli che inseguivano i figli del lupo, e così via. Solo a me sembra non solo insensato ma controproducente? Ma cosa sto a cianciare tanto lei è una regina-schiavista-supercattiva-ninfomane-necrofila, magari pure pazza! Evvai! Tra l’altro, i minchioni che manda a caccia dei nostri eroi del cazzo sembrano uno più stupido dell’altro.

5 Situazioni assurde: in questo fottuto libro accadono situazioni assurde, ma delle peggio, tipo, una squadra di super orchi scelti si droga sino allo svenimento nel mezzo di una missione in cui è in gioco la loro vita, oppure, i nostri trenta orchi si fidano ciecamente delle parole del primo Gremlin che incontrano per strada oppure l’immane culo di alcuni dei personaggi.

6 il finale: !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!CHI NON VUOLE SAPERLO NON LEGGA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!è un finale del cazzo in quanto non è un finale, in pratica si trancia il libro con un ascia a metà di un momento d’azione/tensione, una vera bastardata!

Epico!!! Non centra un cazzo ma
sentivo bisogno d'epicità!

Punto 8 Consigli finali:

Ma porca troia! Cosa li leggete a fare i Consigli finali? Non c’è alcun bisogno di leggerli, si capisce bene quello che penso di questo libro, ma, non state ad ascoltare quell’ammasso di puttanate che ho scritto, leggetelo e fatevene un idea personale! Poi, intendiamoci, mi sono fermato al primo libro di questa trilogia del cazzo, è assai probabile che gli altri due siano capolavori inarrivabili, comunque, per quanto mi riguarda, c’è una possibilità su cento che li legga.

P.s. ed ora largo al mio amore per l’orrido! In questo libro si riscontrano episodi così assurdi (il droga party iniziale, lo sfrontato super culo del nano che in una mezza giornata scopre tutti i super piani segreti degli uomini cattivi, la regina che ha tutto il negativo possibile) da risultare divertenti alla lettura! Da questo punto di vista li ho decisamente apprezzati!





















lunedì 9 gennaio 2012

Recensione (solo per facilitare la ricerca) - "INHERITANCE" di Christopher Paolini, quarto volume del "Ciclo dell'eredità"

Dopo il mio blasfemo intento portato a compimento, e cioè scrivere accozzaglie su quella … opera che è il sogno di Talitha mi getto a pesce su qualcosa di ancora più blasfemo. Perché? Perché farmi altro male? Ve lo domanderete credo, eppure, curiosamente, una risposta c’è. Perché tanto il male me lo sono già fatto, ho letto il fottuto libro. Successivamente mi si è staccato un polmone. Dite che le cose sono collegate? Mi auguro di no.
La cosa con la quale mi confronto non è un mostro di dimensioni da troll come “il sogno di Talitha”, è peggio, molto peggio, è una creatura biblica. È lui, il supremo pezzo grosso, l’origine del male. La sua quint’essenza, un libro che neppure l’autore voleva scrivere. INHERITANCE. Che cazzo di titolo!

Autore: Christopher Paolini
Titolo: INHERITANCE
Prezzo: € 24.00 (e che mazzata!)
Editore: Rizzoli

Non posso far altro che afferrare una bottiglia di Gin e scolarmene metà per proseguire con questa recensione (amo specificare che “Recensione” è una parolona, più che altro sono frasi vomitate su tastiera).

 Una dolce bottiglia di Gin



Aaaaaaa, bene, ora mi sento molto meglio, l’alcol mi ha annebbiato la mente al punto giusto per sopportare ciò che mi sto accingendo a fare, dunque, che inizi l’ INHERITANCEmachia!!!
Prima dei soliti punti iniziamo con una serie di cazzate sparate come merda spruzzo, il vecchio Paolini voleva scrivere una trilogia, poi si è accorto che guadagnava di più se allungava il brodo sino a raggiungere i quattro libri, e così ha fatto. Quindi, ha scritto un libro con il solo ed esclusivo interesse di fare più soldi. Lo ripeto, questo libro non lo voleva scrivere neppure lui. L’ha fatto per esclusivo denaro. Ora, non dico che uno scrittore non debba essere attratto dal lato finanziario della sua attività, ma quello che abbiamo di fronte è uno dei peggiori casi di allungo del brodo che abbia mai visto, tra questo ed il libro precedente fanno 1659 pagine, tranquillamente riducibili a 600. un solo libro quindi. È abbastanza schifoso, ma chi sono io per giudicare? Quei fottuti libri li ho comprati, quindi ora Paolini ride di me e mi piscia in testa dal piano di sopra. Fottuto Paolini!
Ma ora cominciamo con i miei amati punti! Avverto come al solito che potrei rivelare tracce della trama, se vorrete avventurarvi nelle blasfemie che seguono, cazzi vostri!

Punto 1 il Mondo:
Il mondo oramai lo conosciamo bene, è la buona veccia Algaesia, terra che non assomiglia minimamente alla Terra di Mezzo, no, no, no! È molto diversa, infatti ha un deserto che confina con una foresta pluviale a nord e montagne piene di ghiaccio a sud! Geniale! Qui, nella migliore delle tradizioni fantasy abbiamo elfi uomini e nani che fanno i buoni e … si uomini che fanno i cattivi, gli urgali, gli orchi della situazione, sono buoni e combattono fianco a fianco con gli uomini! Quelli buoni, ricordiamocelo! Ciò provoca una serie di spasmi al mio intestino.
Il ridente mondo di Alagaesia

Punto 2 la Trama:
Ma andiamo oltre, non c’è molto da raccontare se non a che punto siamo della storia, il nostro cavaliere del piffero è riuscito a conquistare Feinester, li ha ucciso con Arya uno spettro, così ora anche lei è divenuta “Ammazzaspettri” e questo apre la possibilità di un infinità di piacevoli confusioni tra i due. Nel frattempo a nord il nostro buon Oromis (un moschettiere fallito? Un moschettiere in pensione? No! Un cavaliere su un sobrissimo drago dorato!) tira le cuoia in battaglia contro Murtagh. Tutti piangono. Ma ora gioiamo perché si apre il nuovo libro! Evviva!!!
Oromis, dalla penna di un tizio chiamato Ahmettorun, 
notare l'espressione desiderosa di suicidio.

INHERITANCE in tutta la sua foffosità si apre durante un assedio, bè, un assedio fantasy, ricordo che di solito un assedio era, mi piazzo davanti alle mura della città, ad una certa distanza, ed aspetto finché gli assediati muoiono di fame o cercano di attaccarmi in situazione di svantaggio numerico, si, svantaggio numerico, se non si ha il doppio degli uomini degli assediati non si assedia un cazzo di nulla, ricordiamocelo, dopo servirà. Ma questo è giustamente un libro fantasy e nel fantasy c’è un solo modo per fare un assedio: correre come matti verso le mura e prendere la città di slancio, roba di un giorno, massimo due, in pratica, con le enormi dimensioni di Alagaesia ed il suo spropositato numero di città in quindici giorni si potrebbe concludere una spedizione bellica di conquista totale del centro sud (zona che ci interessa). Quindici giorni, lo riscrivo, quindici giorni. Un regno incrollabile, peccato che dura da due secoli. Basta, ho bisogno di una pausa, tutto questo mi sta facendo male.
Un tentativo di pausa

Ora, dopo aver portato a termine la mia pausa, mi sento psicologicamente abbastanza integro per procedere oltre. Ebbene, Belatona, perché questo è il nome della fottuta città “primo livello di gioco” da assediare (non è una presa per il culo, è davvero così) va conquistata. Perché? Perché è importante, non chiedetevi altro, in fin dei conti è un fantasy. Ma andiamo oltre, sangue e budella sparse sono sempre gradite in un libro di genere. Tutto inizia col nostro beniamino che entra di slancio in città e… inciampa. Si, inciampa. È la triste, tremenda verità. Io ho avuto l’impulso di chiudere li il libro, ma poi mi sono ricordato che l’avevo pagato ed ho ripreso la fottuta lettura. Perché, questo è ciò che mi chiedo? Perché!!!??? Cazzo, lui dovrebbe essere il fico della situazione, il super eroe del fantasy, quello che è guerriero, mago, scienziato, antropologo, cavalca un drago azzurro (che brutto) ha una spada azzurra (puro coordinato del cavaliere dei draghi) quello che era umano ma non bastava, allora è diventato mezz’elfo, è fico, innegabilmente fico, parola del suo stesso creatore, più mascolino di qualsiasi elfo, più elegante di qualunque uomo, insomma, er mejo! Cazzo, tutti i libri sono stati un unico potenziamento del suddetto minchione, ci sono stati pure i draghi-elfi/e o quello che erano che l’hanno magicamente reso velocissimo, rapidissimo, con super vista e super forza (spacca ossa e lancia uomini come fossero cosce di pollo) e, dopo tre libri che non fai altro che allenarti, inciampi. Cazzo inciampi. Ma, ma PERCHE'!!!!!????? Porca di quella lurida bagascia impestata, ma perché!!!!???? Non c’è spiegazione, non vi è alcuna spiegazione. Che nessuno venga a dirmi che serve a mostrare l’umanità del personaggio, tutte cazzate, è una cosa di un orrore che mi fa vomitare. Fottuto Eragon! Questo, come unico gesto porta il libro sotto il livello di “Nihal della terra del vento” ditemi tutto di Nihal, ditemi che raddoppia la velocità di movimento come avesse le marce, ma, cazzo, almeno non inciampa.

Naturalmente conquistano la città protetta da un gruppo di minchioni, ma non prima che il drago più dolce della storia si becchi una lancia di ceramica nella pancia, ma, botta di culo gli elfi di scorta la guariscono alla grande e si scopre che la lancia ceramicosa è niente popò di meno che una magica lancia ammazza draghi detta Dauthdaert, una roba preziosissima e ritenuta persa da millenni e che, botta di culo, aveva proprio uno scagnozzo qualsiasi del magico cattivo formaggino. Non ci credo, mi rifiuto, questo è troppo. No, non è troppo, troppo è che la draghessa azzurra fa tremare la terra quando cammina, ma quanto cazzo è grossa? Non abbastanza da far tremare la terra, fidatevi. 

Ma andiamo oltre, la città difesa con lo sputo è stata conquistata dal nostro Eragon super mega extra che trancia tanti omuncoli mentre scappano (vantatene) ricordatevelo, chiunque, dico chiunque, con le capacità imbattibili del fottuto protagonista di questo libro avrebbero vinto la guerra in cinque minuti e da soli, ma lui no, lui è così incapace che riesce sempre a farsela mettere ne culo da tutti, persino il cavaliere suicida-servetto del cattivo Formaggino è riuscito a ferire il suo cazzo di drago, che cavaliere delle palle, persino l’odiatissimo Roran (er cugino del cavaliere) riesce a far di più senza difese magiche e senza magia e senza addestramento. Lui si che è un autentico eroe fantasy! Mai preso un martello in mano ed alla prima battaglia fa fuori un centinaio di nemici, fenomenale. Ma questo era un altro libro ragazzi! Torniamo alla storia, ad allearsi con i Varden arrivano i Gatti mannari! Evvai! Gli esseri fantastici più stupidi che ricordi si gettano nel calderone dell’assalto all’impero del cattivone Formaggino! 

Tremate di fronte al grande
Gatto Mannaro! senza questo coso la guerra non si vince! No! No! No!

Stipulata l’alleanza con i gatti mannari Nasuda (capo donna e nera dei Varden, tanto per togliersi tutti i problemi di correttezza politica) manda il nostro Roran (dato che il nepotismo dilaga) senza qualifica a dirigere un assedio in una città mai vista chiamata Melian (perché? Perché è dietro di loro e la nostra capa dei ribelli teme un attacco alle spalle) ribadiamo che non ha esperienza negli assedi e che ha meno di un migliaio di fottuti uomini, dentro la città ce ne sono più del doppio. Senza magia o un intervento divino è fisicamente impossibile prendere una città in queste condizione, vi ricordate? L’avevo già detto. Oh si che l’avevo già detto. Ma lui, il fico che tutti odiano ci riesce! Come? In due modi, appena arrivato manda a fare in culo il vecchio capitano e reduce con tanta esperienza, un tizio chiamato Brigman e con una delle tattiche d’assedio più stupide di sempre: blocca una diga, fa una super zattera, ci matte tutti gli uomini che ha sopra, ci monta un muretto di pietra davanti (si, lo erige sulla zattera, geniale, ma chissà perché i nobili del medioevo i castelli non li facevano su delle barche di legno? Così potevano spostarsi con la bella stagione! Minchione! Cazzo non ha senso, ma la barca né si ribalta né si rovescia o altro, ma naviga sicura come non mai) poi, fa aprire le chiuse della diga, teoria vuole che tutto ciò che fosse stato sulla linea dell’onda venisse spazzato via. 

La Zattera!!! Inchinatevi di fronte
all'arma più temuta di Alagaesia!

Ma non lui con la sua cazzo di zattera composita! Lui no, lui cavalca l’onda e ci fa surf sopra sino alla città (il fiume attraversava la città ed era sbarrato da una porta sull’acqua) sfonda di slancio la porta (cazzo, cosa volete che facesse? Che la prendesse per assedio? Ma siamo in un fantasy, qui, o mezza giornata o non ci piace!) poi, con le sue truppe in inferiorità numerica, conquista la città, così tanto per. 
Nasuda, felice come non mai promuove Roran capitano e si marcia verso Doras Leona, evviva! Cartina alla mano mancano, dopo questa solo due città, la capitale e Furnost, dai, non può mancare molto! Sono due cazzo di città! Soltanto due!!!
Bè, andiamo avanti cazzo! Ce la farò, fidatevi, è difficile e terribile per me riprendere questo libro, ma lo faccio per un unico motivo, un motivo chiave.
Arriviamo a Doras Leona, e li aspetta Murtagh (il cavaliere del drago cattivo fratellastro di Eragon e servo di Galbanino) col suo bel drago rosso che si chiama Castigo (la traduzione esatta dall’inglese sarebbe “Spina”). Si, si chiama castigo (Spina). E perché non piaga (ortica)? O peste bubbonica (rovo)?ok ok, insindacabile giudizio dell’autore. Va bè, allora, si decide di non attaccare. Perché? Perché altrimenti morirebbe troppa gente. E grazie al cazzo! È una guerra! Una fottuta guerra, e, di solito, quando si inizia una guerra la gente muore! Muore cazzo! Non dico che sia bello, ma va valutato. Soprattutto se si fa una guerra d’assedio. Ma qui siamo nel magico mondo di Eragon e siamo sempre pieni di buoni sentimenti. Particolare che mi disturba, mi disturba assai, sinceramente, Eragon, sono tre libri da ottocento pagine che ti alleni, cazzo, sarai in grado di battere il tuo fratello sfiga che è cavaliere da tre mesi. No. Non lo è (è ufficiale, Eragon è il cavaliere più sega di sempre).

Eragon! Sei una sega! 
Smettila di darti arie da Figo!


Quindi, ora il problema è serio, bisogna assediare una città, ma non possiamo attaccare perché non vogliamo perdere uomini, non possiamo mandare il nostro invincibile cavaliere all’attacco perché se le farebbe dare, cosa fare?
Ma certo! Arriva un tipo che a volte si vede in questa trilogia mancata, tale Jeod, che spappando un tomo sul tavolo indica chiaramente che c’è un cunicolo sotto la città che sbuca fuori dalle mura, la tattica è presto fatta, ci si butta nel cunicolo in quattro, si entra silenziosi in città e si spalancano le porte, la gente entra ed è fatta.

Certo, se qualcuno varca la soglia delle mura il cavaliere del drago chiaramente se ne va a fare in culo, fugge istantaneamente e la città si arrende, così, tanto per. Ma solo per me non ha senso? Mai sentito di combattere casa per casa? Mai? Probabilmente no. 

Postilla, qui devo fare una postilla, in questo mondo i cavalieri sono (e lo si ribadisce chiaramente in tutto il libro) l’equivalente di Superman, praticamente inattaccabili da un esercito di uomini, intoccabili, protetti da barriere magiche strafike, armati di una forza senza pari, con magie inventate sul momento in grado di falciare nemici a centinaia. Non per fare il rompipalle, ma, gli eserciti, a cosa servono? Nel senso, un cavaliere è tranquillamente in grado di farlo a pezzi un esercito, visto che si vogliono risparmiare vite, fate scontrare i cavalieri, chi vince prende tutto, ha senso, tanto la parte perdente non avrebbe la forza di abbattere il cavaliere vincente. Due duelli se va bene e fine della guerra. Se ci pensate ha senso. I combattenti normali sono completamente ininfluenti, appena appena fanno i super stregoni elfi e bella grazia, ripeto, continuo a non capire…
Comunque a strisciare nelle fogne ci vanno Angela l’erborista con il suo gatto mannaro personale, Eragon, Aria (l’elfa copia di Arwen che non la darà mai a Eragon ma che gliela fa annusare) ed un elfo dal nome inutile.

L’azione si svolge così, i magnifici quattro si gettano nel tunnel, Nasuda, dimentica dei suoi propositi di non far morire gente attacca la città all’alba mandando quindi gente al massacro, con la speranza che i quattro le aprano le porte dall’interno. Questo mi disturba, seriamente.

Piccola postilla, (è la seconda ma me ne strabatto il cazzo)per evitare che Murtagh (cioè il cavaliere col drago rosso) uccida tutto l’esercito dei Varden contro di lui si manda la nostra draghessa azzurra con a cavallo un elfo magicamente travestito da Eragon (solo io lo trovo ridicolo?) nel senso, Eragon e la draghessa non avrebbero speranze contro Murtagh, ma la draghessa ed un elfo possono contenerlo. Ma allora a che cazzo serve Eragon?

Inutile! Sei tutto quello che un eroe vorrebbe essere e resti inutile! Fottuto Paolini! Ma come si fa?
Christopher Paolini in posa sexy ....
Fottuto Paolini!!! FOTTUTO PAOLINI!!!

Comunque, il tunnel resta tunnel per poco, infatti, dopo una brave passeggiata nelle fogne classiche si entra in un labirinto sotterraneo alla D&D, li l’elfo dal nome inutile dimostra che non è solo il suo nome inutile e muore trafitto da delle lance di pietra… che sbucano dal pavimento… (i puntini bastano a far capire la mia perplessità) poi arrivano un fottio di soldati Ninja che non sentono il dolore e giù botte, pare che il gatto mannaro e Angela vengano uccisi, il nostro Eragon super mega extra viene catturato assieme all’elfa copia e, naturalmente, vengono legati e lasciati vivi e soli in un circolo di contenimento magico con delle uova di Ra’zac che stanno per schiudersi li vicino. L’elfa si scarnifica una mano nel tentativo di liberarsi ma fallisce, naturalmente arriva Angela con un kit di armi super magicissime che li libera, li arma e tutti insieme uccidono le uova di Ra’zac, poi vanno a far fuori i sacerdoti del culto più stupido della storia (si, quelli che si tagliano gli arti da soli) poi si esce dalla cattedrale gotica (lo è, seriamente, il gotico arriva ovunque!) e ci si precipita a morta vita nella città.

Nel frattempo Draghessa ed elfo mascherato (la coppia del secolo, li ho appena eletti tali) fanno il culo a Murtagh e drago dimostrando l’inutilità di Eragon ancora una volta.


Arrivato alle porte Eragon usa la sua riserva di magia per far volare dei massi addosso a Murtagh e spalancare il cancello, nel giro di mezzo minuto la città cade, Murtagh (non si sa perché) fugge. Evviva! Ora manca solo una città prima della capitale, la fantastica Furnost (che non assomiglia per nulla alla Tolkieiana Fornost vero? ma cambiare due lettere in più no?).

No. Non è così, dopo si marcia diritti sulla capitale, Uru baen. E… si, ve lo domanderete, lo so, perché lasciare libera come l’aria una città alle proprie spalle dalla quale potrebbe partire un attacco nemico? Ma, soprattutto, perché auto contraddirsi, perché prima far di tutto per prendere un pericolosissimo sputo di città secondaria dalla quale potrebbero partire sortite nemiche e poi bellamente ignorarne un’altra in posizione più strategica? Misteri delle tattiche belliche di Alagaesia. 
Esperti di tattica al seguito di Eragon e compagni

Torniamo alla trama, l’ordine del giorno è marciare contro Uru baen alle prime luci, ma abbiamo tutta la notte libera e così, tu, fottuto cavaliere, uomo chiave dell’intero esercito ed unico baluardo contro Murtagh, cosa fai? Ti ubriachi. Certo, meglio di questa Paolini non potevi inventartela vero?

E di fatti, guarda caso, l’unica volta che Murtagh fa un attacco notturno lo fa in quella dannata notte, inutile dire che Eragon non fa una mazza sino a che Arya gli fa l’incantesimo anti ubriachezza e lo rimette in sesto… si, lo so, è triste, dopo i draghi che tirano carretti tutto è possibile, ma, quanto è bistrattata questa magia? Cazzo! C’è pure l’incantesimo anti ubriachezza? No, cazzo, scusate, errore mio, nel mondo di Alagaesia la magia è famosa per risolvere tutto (abbiamo anche millemila pagine dedicate alla guarigione di un labbro leporino, sob… ) se può girare i cristallini negli occhi dei mostri può anche togliere l’ubriachezza, però, scusatemi, è ridicolo.

Ma andiamo avanti, Nasuda, la donna in carriera con le palle quadre viene rapita e portata dal Tiranno, scusate, Sauron, scusate ancora Galbanino, e li verrà torturata piano piano perché dobbiamo ben dare il tempo a Eragon di mettere le cose a posto e trovare la super arma finale. Troppo difficile torturarla con un forcone rovente, guarirla e ricominciare? Ma cazzo Paolini ti sei letto qualcosa sulle torture medioevali? Quello che le fanno è non dico acqua fresca ma quasi sai? Nessuno che le strappi le unghie o cose del genere? No, troppo crudo per lo stomaco del super cattivo!

Nasuda, lei si che ha le palle quadre!!!

p.s. così non devo tornarci più su, c’è una mezza storia d’amore tra Murtagh e Nasuda.

Nel frattempo al campo il nostro magicissimo e super barocco Eragon, aggiunge un titolo alla vasta sequela che si porta dietro (ammazza spettri, mano d’argento, ultimo cavaliere, cavaliere dei draghi, predestinato, fratello adottivo del re dei nani, vassallo di Nasuda, spasimante di Arya ecc) e cioè, capo dei Varden. A contenderglielo è Orrin, re degli uomini dello stato a sud della cartina che da tranquillo alchimista si trasforma così, tanto per in un cattivone assetato di potere e con l’anima divorate dall’alcol (questa riga è molto più epica del necessario ma la mancanza di epicità nel libro mi ha spinto a scriverla). Ma tanto del punto di vista del principale finanziatore di tutta la baracca non frega un cazzo a nessuno e così lo si manda a fare in culo tranquillamente.

Eragon ha un piano geniale, marciare su Uru baen, e, colto da un colpo di genio (io mi sono immaginato Paolini materializzarsi tra le righe e fargli il seguente discorso:

<<Eragon! Devi partire per la volta delle anime? Ricordi? Il gatto mannaro te l’ha detto tremila pagine orsono no?>>
E lui.
<< vado! Ma che giustificazione con agli altri?>>
<< digli che è importantissimo e che devono fidarsi di te!>>
<<ok! Ricevuto!>>

È davvero così, ed ora, prendiamoci per mano e piangiamo sul cadavere del Fantasy sempre più putrefatto) e cioè andare nella magicissima volta delle anime in mezzo all’isola capitale dei cavalieri, una cosa dimenticata da tutti per magia ma da lui no. Perché? Perché lui è lui no? Che cazzo vi domandate?
Scusate, vado a piangere.
Piango ...

Tornato, mi asciugo le ultime lacrime e riprendo, per evitare che il cattivo sospetti dell’assenza di Eragon ed attacchi l’esercito dei Varden sterminandolo gli stregoni elfi fanno un ologramma magico di Eragon ed annessa draghessa con ali di piume o membrana, dipende dal libro, e lo usano come spauracchio. Eragon, libero dalle responsabilità di supremo comandante dei Varden se ne va a fare un viaggio turistico nei luoghi dei cavalieri morti.

Giunto sull’isola di Vroengard trova una natura deformata da magie arcane (piccola nota positiva, non è originale, ma sa di poco visto questa natura distorta, direi che mi piace), ma, per rendere tutto ridicolo ci piazza delle lumache carnivore di tre metri che sono una prelibatezza per i draghi. È un dono di Paolini riuscire a creare queste cose idiote, non c’è dubbio.
Li trovano l’ingresso della volta delle anime, ma, se non c’è un ma non è un fantasy, per aprirla bisogna dire i propri veri nomi, nomi che drago e cavaliere trovano dopo attenta riflessione (lui dopo aver ripulito un pezzo di piazza piena di macerie …) aperta la porta i due (con cuore dei cuori del drago dorato al seguito) entrano in un lungo corridoio e alla fine trovano una super stanza sotterranea piena di uova di drago e cuori dei cuori dei draghi, e così in un colpo solo Paolini riesce a trovare l’arma segreta per sconfiggere il cattivo e un bel motivo stiracchiato per continuare la saga e incassare altri soldi.

Piccola precisazione, ok che si dice “combattere il fuoco con il fuoco” ma cercare di essere originali? Tanto pacchiano e barocco all’inverosimile Eragon lo è già (cintura magica, spada magica, ma è un ovvietà in un fantasy, si può anche lasciarla stare, seconda spada magica, lancia magica, anello magico, protezioni magiche drago telepate, padre che non è suo padre, padre che non si sospettava fosse suo padre, drago azzurro ecc) ma copiare una spada annulla magia da qualche altro libro? No? Troppo difficile, decisamente troppo difficile, una pietra del potere, un oggetto strano, no, lui trova tanti cuori dei cuori, esattamente come il cattivo. Così, il cattivo ha millemila cuori dei cuori per potenziargli le magie e lui anche. Che bello. Avrei preferito avesse trovato l’anello del potere, almeno era un plagio bello in vista.

Ma gioiamo, abbiamo una nuova schiera di futuri cavalieri dei draghi di cui leggere le avventure …
Gioiamo!

E ora via! Verso nuova avventure, si ficcano tutti i cuori dei cuori in una distorsione spaziotemporale grossa come una mosca alle spalle del cavaliere e si parte verso la guerra! Evvai!

Si ritorna di volata dai Varden, ai quali si sono uniti gli elfi, che si sono piazzati di fronte alle mura. Orrin vorrebbe mandare un ambasciatore, il nostro Roran lo manda bellamente a farsi inculare da un cavallo e tutti gli battono le mani, e che cazzo vuole il loro finanziatore principale nonché quello che ci mette gli uomini da mandare al massacro? Avere voce in capitolo sulle decisioni dell’esercito? A fottersi! In Alagaesia si ascoltano i contadinotti senza alcuna istruzione! Non i re! 


Ma torniamo alle mura della città, mura alte novanta metri (traduzione dei trecento piedi citati dal fottuto Paolini) e si pianifica un attacco alla città, la fantastica strategia è… perché me lo fate dire? Perché mi obbligate? Cazzo, lo sapete già, se siamo in un Fantsy come si svolgerà un assedio? Si corre conto le mura urlando! È! È fantastico!

Mi sono immedesimato per dovere di ruolo in quel punto del libro, io, fante, con uno scudo di legno, un’accetta in mano che corro su una piana verso mura alte novanta metri! Certo, mura alte come un palazzo di trenta piani, certo, e io ci credo. E come cazzo le supero? Ma abbiamo delle torri d’assedio con ruote alte sei metri, ma come si muovono queste cazzo di torri? Ci sono trenta elefanti che le spingono? Ma … si, si, l’ho capito, la devo smettere di rompere le palle.

Nel frattempo un ologramma di Eragon e relativa draghessa attira da parte Murtagh mentre il nostro cavaliere, resosi invisibile con un altro incanto se ne va tranquillo verso la porta della fortezza del cattivissimo Galbanino. Assieme a lui ci sono gli inseparabili elfi di scorta Arya e Elva, la bambina maledetta-strega, unico personaggio vagamente cazzuto della storia (bimba convinta a suon di urla ad accompagnare Eragon nel suo piano suicida senza alcuna remora morale ricordiamocene, dopo servirà) ma, appena entrano in città l’illusione va a farsi benedire assieme alla loro magica invisibilità ed agli incantesimi degli elfi. Perché? Perché il super cattivissimo deve pur tirare fuori qualcosa di nuovo ed inaspettato, non vi pare?
Elva, una povera bambina sfruttata impunemente!

Certo, allora, tutti insieme se ne vanno comunque oltre le porte della fortezza e le sbarrano impedendo a Murtagh di raggiungerli per un po’, percorrono un corridoio nel quale fanno scattare un discreto numero di trappole, una delle quali si prende tutti i maghi elfi e lascia solo il magico quartetto Eragon, Saphira, Arya ed Elva.

Di fuori si combatte per le strade in una specie di caotica rissa da bar e questo ci può stare, poi, se ne esce un tizio con una pancia da bevitore, pieno di muscoli e con un mazzafrusto (tipo re degli Spettri nel Ritorno del re) chiamato Barst, il grande capitano del cattivissimo Galbanino, che da solo ammazza la maggior parte dei Varden e degli elfi, compresa la regina degli elfi e madre di Arya, per poi finire ammazzato da…

Dai che ci arrivate, dai, ma si! Proprio lui! Il nostro Roran forte martello, il più odiato di tutti! E come fa il nostro amicissimo? Gli fa scagliare contro in rapida successione una dozzina di massi dalle catapulte ( e ci si lamenta della Troisi!) e poi lo abbraccia. Si, lo abbraccia forte forte sino a che non gli infossa la corazza sulla pancia, perché, nella sua pancia da bevitore era nascosto un cuore dei cuori! Geniale, il nostro Roran lo scheggia o qualcosa di simile e il buon Barst si accartoccia come una vecchia lattina (sa di già visto per caso?)
Applaudiamo, fuori la battaglia è vinta, non l’avrei mai detto, resta lo scontro con il re cattivissimo. 
Datemi un martello e vi conquisterò il mondo!

Il nostro re appare come un tipo qualunque, magari abbronzato e con uno strano accento, che sa il Nome dei Nomi, tremate! (per questo gli incantesimi in città non funzionano) Cioè il nome della lingua degli elfi e così ha potere su di essa e la può fare e disfare a piacimento. Ergo, non può essere battuto, pur essendo il cattivo meno riuscito di sempre. Inoltre, visto che è cattivo e, dato che non ha ancora fatto nulla deve dimostrare di essere Kattivo (“K” d’obbligo) tira furi dal cappello magico due bambini e minacci a Eragon di ucciderli se provano a muovere un muscolo, naturalmente tutti si fermano! E certo, Elva (bambina maledetta da Eragon per errore) può essere tranquillamente portata in una missione suicida, ma rischiare la vita di quei due no! Mai! Inaccettabile! Sempre perché è Kattivo fa scontrare tipo gladiatori Eragon e Murtagh, e fa assistere al tutto Nasuda incatenata ad una pietra (suppongo per necessità di trama) vince Eragon, neanche a farlo apposta facendosi infilzare perché lui si che si sacrifica per gli altri!

A quel punto Murtagh pronuncia il nome dei nomi e libera tutti così, dopo questo inaspettatissimo voltafaccia tutti a menare Galbatorix, lui fa che rispondere con un altro incantesimo e li blocca tutti, Eragon ha un altro dei suoi colpi di genio e gli riversa conto il dolore che ha causato (nel frattempo i cuori dei cuori di Eragon combattono psichicamente con i cuori dei cuori dei cuori di Galbatorix) Galbatorix sclera male forte e decide di suicidarsi, nel frattempo i due draghi ammazzano il drago nero (e di che colore volete che sia il drago del cattivo?) con l’aiuto dell’elfa Arya e della lancia di ceramica.
Per suicidarsi Galbanino si trasforma in una bomba atomica umana, ed esplode, che bel modo di andarsene, Eragon ne fa una giusta e trasporta tutti dietro una barriera magica e così non abbiamo morti che potrebbero rendere la trama mano scontata.





La morte di Galbanino, che fine di merda!

Ora è ufficiale, Galbatorix è il peggiore cattivo di cui abbia mai letto, è peggio di Darken Rahl! È un idiota e fa la fine da idiota, se fosse stato veramente sto mostro di cui si favoleggiava nei tre libri precedenti e nella maggior parte di questo si sarebbe fatto una risata di tutta la sofferenza di quel fottuto mondo!

Sono esausto, davvero, ma, nonostante tutto non è finita! Per cui andrò stoicamente avanti, e ce la farò, finirò questa fottuta Recensione (meglio definita come accozzaglia di idee personali vomitate su tastiera).
No, non è finita, perché questo libro continua per altre cento pagine dopo la naturale fine che avrebbe dovuto avere. Non vuole morire il bastardissimo tomo! Bene, allora lo finirò! Non è ancora nato il libro in grado di sconfiggermi!

Allora, il palazzo del cattivo suicida comincia a crollare e tutti insieme se ne vanno fuori. Li Murtang li saluta tutti e parte, Eragon lo segue, lui gli dice che vuole andare a fare l’eremita sulle montagne ed Eragon gli da la sua benedizione, prima di partire gli spiega per bene quale sia il nome dell’antica lingua e poi se ne va a fare in culo definitivamente
.
Peccato che Eragon avrebbe dovuto ucciderlo (l’aveva giurato nella magica lingua degli elfi, e in quella lingua le promesse vanno obbligatoriamente mantenute) ma non lo fa, a fottersi l’antica lingua, sarà che ora conosce il suo nome e si annulla gli incantesimi a piacimento … vai a sapere.

Poi se ne ritorna dai Varden e li partecipa all’elezione del nuovo re di Alagaesia, naturalmente, lui si rifiuta di prendere quella carica, così restano Orrin (il mite uomo dei libri prima trasformato in alcolista ed arrivista) e Nasuda, naturalmente si sceglie Nasuda e si dà qualche terra di confine a Orrin così che non rompa troppo le palle.

Poco dopo Arya se ne va nel ragno degli elfi senza dire nulla a nessuno portandosi dietro l’uovo verde, e Eragon si irrita appena, certo, l’altra si arroga il diritto di scegliere chi deve essere il futuro cavaliere di quel drago e lui, “certo!”, tra l’altro non glielo dice neppure in faccia, elfa di merda!





Arya, sei una ladra di merda!

La nostra novella regina del mondo decide che la magia è una cosa brutta e vuole creare un ordine dei maghi per regolamentarla, e vuole che Eragon lo comandi perché lei è una donna con le palle e ciò che vuole si fa. Eragon che è sempre il più buono di tutti le dice che ci penserà, poi, quando arriva alla conclusione che non può fare il cavaliere e il capo dei maghi contemporaneamente decide di rifiutare. 

Nel frattempo Eragon deve trovare un luogo in cui far sorgere la nuova città dei cavalieri, e, adducendo e scuse tipo “non c’è abbastanza da mangiare per i draghi, c’è troppa gente, ho paura che mi sbircino mentre li addestro, non mi piacciono le montagne, potrei litigare con i nani, potrei litigare con gli urgali, potrei litigare con gli uomini, potrei dare troppo potere agli elfi e non essere imparziale ecc” decide che l’unica cosa da fare è andarsene per sempre dal mondo.

Si, non ha senso, perché per sempre? Non è che ogni tanto gli sia concesso di far visita ai suoi cari? No, giammai! Così anche lui va a fare l’eremita. Prima però include nel patto tra draghi e cavalieri anche i nani e gli (sob, mi viene da piangere) gli Urgali. Si, così abbiamo gli orchi del luogo che diventano cavalieri dei draghi… stendiamo un velo pietoso sul tutto e consideriamolo “innovativo” Ok? E spedisce il cugino e la sua consorte dagli elfi così potrà dire loro addio prima di andarsene.

Poi si reca dagli elfi, li ritrova Arya che è diventata cavaliere del drago e Regina degli elfi (a farsi fottere l’imparzialità dei cavalieri! Me la vedo Arya a fare la guerra al suo popolo in casi estremi, certo. Ma lei è Arya, l’alfa copia della Arwen cinematografica! Lei può!) il drago verde diviene lo scopamico di Saphira e così ci si avvia tutti lungo un fiume, poi, arrivati all’ultimo porto prima delle terre inesplorate, ci si ritrova con i nani, si festeggia per qualche giorno e poi Eragon e Draghessa se ne vanno assieme alle uova ed ai Cuori dei cuori, Arya, naturalmente, non la da a Eragon, e diventa il punto di contatto tra i cavalieri ed il mondo, lei li avrebbe addestrati (le vengono lasciate alcune uova) all’inizio, poi li avrebbe mandati da Eragon per completare l’addestramento. Fantastico. E così si chiude questo libro.

Punto 3 Personaggi:

Sono fisicamente esausto, ma andrò avanti, quest’opera blasfema deve essere portata a compimento.
I personaggi sono tanti, ma la maggior parte inutili o non spiegati, li elencherò comunque perché se ho fatto trenta posso fare trentuno:

Eragon: è il protagonista, lui è perfetto, almeno in teoria, ha tutto, bellezza, forza, magia, potere, cavalca un drago, è innamorato di un elfa super fikissima, eppure passa metà del libro in un altalenante stato tra la depressione (sono inutile! Faccio schifo! Non ce la farò mai!) e l’esaltazione (lo ammazzerò in cinque minuti! Sono il più grande! Sono il campione dei popoli liberi! Ammazzo gli spettri a colazione!) e non se ne capisce il motivo. Altra sua caratteristica è quella di mutare da libro a libro, per esempio, nel precedente tomo in battaglia procedeva così, cercava il mago nemico, lo uccideva, poi con un incantesimo ammazzava un centinaio o più di inermi nemici (recidendogli una vena per esempio) poi cercava un altro mago e via così, la spada era quasi superflua, ora o li si ammazza alla vecchia maniera (a colpi di spada) o non va per nulla bene, vai a capire il perché!


Per il resto è inutile, è un protagonista che fa ben poco da solo, anche il cattivo finale lo sconfigge perché Murtagh fa il suo bel voltafaccia, c’è sempre qualcuno più bravo di lui, più competente di lui, più capace di lui, che ne sa più di lui … francamente è palloso, viene da chiedersi perché lui e non un qualunque altro minchione? Tra l’altro, l’ho già detto ma lo ripeto comunque, non ha una vera evoluzione, non matura granché come persona, principalmente trova un sacco di oggetti magici o lo riempiono di incantesimi per potenziarlo. Se lo si mettesse in confronto con gli altri cavalieri sarebbe stato uno dei tanti, senza infamia e senza lode, quello di cui in una storia non si ricorda il nome, di suo non ha nulla di speciale. Ricordo, è un fantasy, ed in un fantasy non va bene l’uomo qualunque, Frodo, era un piccolo omuncolo senza particolari abilità ma in quanto a forza d’animo e volontà se ne vedevano pochi suoi pari, Sam, suo compagno fino alla fine aveva ancora meno abilità ma possedeva una dedizione inarrestabile. Non occorre che il protagonista abbia i capelli viola e gli occhi che sparano raggi laser, che faccia super magie o che uccida mille nemici in una volta, bastano anche piccole caratteristiche, ma che siano sue, anche una sola piccola caratteristica, ma deve essere sua. Eragon è un bicchiere d’acqua, non sa di nulla, non è “vero” se mi permettete il termina. Si, lo so, cade e si rialza, va avanti, ama l’elfa, uccide il cattivo, ma è perché dice il copione così. Ci fosse stato un altro sarebbe stato uguale, non ha qualcosa che lo rende speciale, o, quantomeno, non ha qualcosa che lo rende davvero se stesso. Un esempio stupido, fottutamente stupido, che mi attirerà le ire di tutti, Nihal, la mezzelfa dalla spada fatta per farsi del male da soli, piangeva ed odiava, principalmente faceva queste due cose, ma almeno se domandi “quale protagonista piange e odia?” si risponde “Nihal!” subito, (o una qualunque delle sue copie usate negli altri libri della signora Troisi) lei aveva qualcosa di sentimentalmente suo, ma provate a trovare qualcosa di emotivo che riguarda Eragon, provate a fare una domanda simile rivolgendosi a lui. Nulla, non è testardo,non è disfattista, non è risoluto, non piange, non esulta, non è freddo, non è passionale, non ha sogni, non ama in modo allucinato ne troppo leggero, non è cattivo né crudele né veramente buono,non ha forti ambizioni né sogna una vita tranquilla o la pace o la solitudine, non è né nero, né bianco, ma neppure grigio, è incolore (opinione mia, si intende). Di lui non mi ricorderò per una caratteristica sua ma per ciò che lo circonda. Sembra un personaggio da gioco di ruolo per PC, che sia elfo, mezzelfo, umano o mezzorco non cambia nulla, stesso spessore umano, ma con tanti oggetti super magicissimi. Questo lo caratterizza, il fatto di avere tanti oggetti magici. Sei peggio di Talitha, almeno lei era scema, e si faceva odiare, ma un altro personaggio avrebbe agito in modo diverso, tu, caro Eragon, sei ininfluente. A mio personalissimo parere è il peggio che un personaggio possa ricevere dal suo autore.

Eragon! Sei un inutile Omuncolo!!!

Arya: elfa del cuore di Eragon, non se lo fila, poi se lo fila, poi non se lo fila, poi se lo fila, poi no ecc ecc, tutto così per quattro libri. È la copia sputata della Arwen da cinema, inserita in una realtà scopiazzata ma, per forza di cose diversa e piegata alle esigenze di trama (per cui, stesso aspetto ma sa usare la spada come pochi altri ed è una grande maga) verso la fine riesce a sovvertire le leggi sull’imparzialità dei cavalieri dei draghi divenendo cavaliere ed al contempo regina degli elfi, questa Paolini se la poteva evitare.






Roran: detto forte martello, forse è il vero eroe fantasy della saga, no, non scherzo, è lui quello che senza addestramento fa fuori centinaia di nemici, è lui quello che crea piani improbabili che riescono perché devono riuscire, è lui che ha un amore impossibile che riesce a coronare, insomma, fatevi due calcoli, almeno lui vuole proteggere i suoi cari, non come il cugino (Eragon) che sembra un passante preso a caso e gettato a cavallo di un drago. A me sta sulle palle, ma meglio di Eragon lo è. 

Saphira. La metto perché devo, è il drago di Eragon, si comporta come fosse la sua ragazza ma con accentuate particolarità materne, fossi stato in Eragon l’idea di essere indissolubilmente legato ad un essere simile mi avrebbe condotto al suicidio, ma Eragon è incolore per cui a lui va bene così.

Murtagh: fratellastro di Eragon e cavaliere di un drago rosso si dimostra sempre in grado di battere Eragon tranne nel loro ultimo duello in cui perde perché Eragon si fa infilzare. Si innamora di Nasuda, la donna con le palle quadre, ma decide di andarsene a fare l’eremita. Né infamia né lode, ma psicologicamente è più ben fatto di Eragon, almeno ha dei momenti di evoluzione, si vede in lui dell’odio, ma anche della paura, del rimpianto ed un briciolo d’amore che permette una redenzione, che tutti si aspettavano, certo, ma, ripeto, è meglio di Eragon, in questo libro almeno.

Glaedr: il drago di Oromis, o meglio il suo cuore dei cuori, che è sempre incazzato, ma con due complimenti lo si convince sempre a fare quello che si vuole, fa da maestro a Eragon con frasi del tipo “non è importante se maneggi una coda o una spada, se sei maestro nella lotta è uguale!” e certo, di fatti mia nonna che è cuoca è anche un ninja temutissimo, secondo un ragionamento simile affettare carote e l’arte della scherma sono la stessa cosa. Ma vai a farti fottere Paolini!

Vai a farti fottere Paolini!!!
Non sogghignare! Fottiti!!!

Orik. Re dei nani, compare due o tre volte, ed una di esse fa una palla di fango. Ok, adesso prendiamoci tutti per mano e piangiamo. Ed anche qui i nani sono stati ridicolizzati!
Capo degli stregoni elfi dal nome impronunciabile: ha un nome impronunciabile che se pronunciato provoca spasmi alla lingua, questa è una prova che la magia esiste, non lo scriverò perché non voglio che qualcuno si ritrovi con la lingua bloccata. Per specificare meglio (nel caso ce ne fosse bisogno) è quello con la pelliccia da lupo e che emana forte odore di muschio … è il capo degli stregoni, bravissimo guerriero e mago. Altro da dire su di lui non c’è.

Nasuda: lei è la donna con le palle quadre, lei e una donna dura, lei fa tutto il necessario per il bene dei Varden, lei è dura, ricordatevi che è dura, ricordatevi che ha le palle quadre e ricordatevi che lei vuole. Ricordatevelo perché lei, che ha le palle quadre, lo vuole!

Elva: bambina maledetta per sbaglio da Eragon che sente il dolore altrui ed ha poteri oscuri, è il personaggio che mi ispira di più dell’intero libro, ma quel fottuto del Paolini non la fa che vomitare e contorcersi.



Angela, un nome che centra tra gli altri di questo libro tanto quanto una capra sulla luna, lei è la vera Gandalf della situazione, ha visto un po’ di tutto, pare una trentenne ma può anche avere mille anni, tanto è indifferente, conosce tutti i popoli e tutti i popoli conoscono lei, mio parere speciale è che Paolini non ha spiegato una mazza su di lei perché suppongo sia molto complicato spiegare il perché di un essere così.

Orrin: il re più mutevole di sempre in un libro cambia da bravo ed un po’ pavido alchimista in un alcolizzato che vuole tante terre. Non chiedetemi il perché.

Galbatorx: si, lui (da me definito anche Galbanino o Formaggino). L’ho lasciato per ultimo, ma solo perché volevo dedicami a lui con calma e riflessione. È il cattivo, ma, pur potentissimo, non si scomoda mai per uscire dalla sua fortezza, neppure quando i “buoni” gli invadono la capitale, se ne sta seduto su un trono, come un cattivo dei film di serie B e pontifica come un cattivo dei film di serie Z. non ha un vero perché né un vero senso, se è potentissimo perché non catturare Eragon direttamente e farla finita li? Non si sa, perché incatenare Nasuda vicina a loro? Non si sa, perché non uccidere tutti i Varden con una semplice parola? Non si sa. Di lui si può dire che è senza essere. Cioè, mi chiarisco, è fortissimo imbattibile inattaccabile, ma alla fine non lo è e senza una precisa ragione. A mio modestissimo parere il vecchio Paolini ha dovuto creare un cattivo imbattibile (non avrebbe avuto altrimenti senso che una nazione di elfi, tutti maghi potentissimi, non provasse neppure ad attaccarlo) ma poi si è ritrovato col problema di come farlo battere da il primo minchione di turno (Eragon). Ha tentato di mettere una pezza su questa falla potenziando Eragon e tirando fuori i Cuori dei Cuori dei draghi e che tutto il suo potere derivasse da un gran numero degli stessi, poi ha solo dovuto farne trovare tanti a Eragon ed il gioco è stato fatto, il tutto però resta molto di “tanto per”. Il nome dei nomi? Bo, una parolina gettata a caso e pronunciata un po’ da tutti, per lui vale un discorso simile a quello di Eragon, è cattivo senza una vera ragione, neppure la pazzia sembra tenere molto, in verità non sembra molto pazzo. Per dirla tutta non sembra neppure molto cattivo, sta li, fa il suo ruolo perché deve, ma chiunque altro sarebbe andato bene uguale. Anche lui è ininfluente e la sua intera esistenza perde di senso, infatti per quattro libri non lo vediamo mai, non agisce mai, neppure dalla sua fortezza, sta sempre e solo seduto sul suo trono. Solo a me sembra senza senso?

Galbanino, nella sua tracotante malvagità ...

Vedete, la cosa che più mi disturba è che questo cattivo non è poi tanto cattivo, sta nella sua città, tutti se ne vivono in pace, usa la magia per evitare la falsificazione delle monete, si, certo, due secoli prima ha ammazzato una trentina di cavalieri e qualche centinaio di draghi, ok ok, non è stato un bel gesto, ma i “buoni” minacciano ragazze invadono città, uccidono un sacco di gente inerme sono alleati di mostri usano senza remore una bambina maledetta per i propri scopi, danno fuoco ai nobili e a capitanarli c’è un tipo che cavalca un drago, diciamo che proprio questa abissale differenza “buoni/cattivi” non la vedo, poi, non dico che debba proprio esserci, anzi, però non bisognerebbe essere coerenti, se si presenta una storia come lo scontro tra bene e male (come è presentata questa) ci devono essere il bene ed il male, se la si presenta come una lotta di potere tra un gruppo di ribelli arrivisti ed un sovrano che per salire al trono ha ammazzato un po’ di gente (cosa mai vista nella storia vero? è proprio un Oscuro Signore uno così!!!) deve essere presentata come tale. In fin dei conti certo, Galbatorix avrà anche ucciso quei trenta o quaranta cavalieri e quei due o trecento draghi, ma quanta gente ha sterminato Eragon durante le battaglie? Ricordo solo che Galbanino ha donato a quel fottuto mondo due secoli di pace, due secoli. Ma adesso andiamo oltre che più scrivo di questo cattivo meno mi sembra cattivo e più mi sembra cattiva la ribellione …

Punto 4 Opinioni personali:

Quello che mi è subito saltato agli occhi leggendo questo libro è un disperato tentativo di allungare il brodo, sia con descrizioni inutili o soffermandosi su particolari ancora più inutili (tipo le lumache giganti) sia con l’aggiunta di vere e proprie parti non senso, parti le quali si vede benissimo che sono state piazzate li solo ed esclusivamente per far pagine, parti che non danno nulla alla storia, parti inutili e non solo, anche controproducenti, perche oggettivamente danno fastidio (parere mio, ovviamente), come l’episodio del labbro leporino.
Dividerò per punti le seguenti opinioni, mi sembra più pratico, inoltre magari risparmio qualche riga:


sottopunto 1 del punto quattro, Opinioni Positive:

1 Adeguatezza: il libro è scritto con adeguatezza, nel senso che si lascia leggere, buono stile (anche se barocco) e buono il ritmo (nonostante buchi e momenti morti) diciamo che l’autore è bravo a propinare una minestra fatta d’acqua sporca e nulla più. Te la bevi tutta, magari ti fa schifo, magari non ti piace, magari si, però la bevi tutta in ogni caso.

2 Elva: Elva è un personaggio fico relegata al ruolo di comparsa e spalla, sballottata in giro senza riguardo sfruttata senza un minimo di umanità, ma mettere lei come protagonista? No? Troppo nuovo?

3 Trasmette immagini: visivamente l’autore ti trasmette qualcosa con la descrizione e le immagini si susseguono abbastanza bene, particolare con un importanza da non sottovalutare!

4 il luogo: si, Il Luogo, il cattivo non è a nord o ad est e racchiuso tra montagne, ma in mezzo alla mappa ed in una città abitata! Grandioso, un punto di vera innovazione nel panorama Fantasy.

5 il cattivo, si, è stereotipato e tutto, ma governa uomini normali e non vuole distruggere il mondo, al massimo conquistare, ma senza annientamenti etnici, questo è molto innovativo e lo rende sempre meno cattivo.

6 Angela: si, è un personaggio che sta su perché non è spiegato (credo non possa avere spiegazione) ed a ma piace così, è un po’ diverso dai soliti stereotipi e sa di qualcosa non lontanamente preannunciabile, ciò è assai buono!

7 La spada di Angela: la spada corta di Angela, quella che sembra fatta di cristallo, o vetro o diamante, e che può tagliare qualunque cosa, è così pacchiana da essere fica, nelle tre pagine in cui è presente mi ha lasciato sorridente e felice.

sottopunto 2 del punto quattro, Opinioni Negative:

1 Battaglie e assedi: questo non è diretto contro il libro, ma contro tanti che in rete affermano “ci sono troppe battaglie” non è vero, il problema non sono le battaglie, alla fine ce ne sono quattro, quattro scontri su 821 pagine soltanto quattro battaglie in un libro prettamente bellico e senza neppure molto spazio, no, il problema non sono le battaglie, fidatevi, il problema lo rivelerò (se c’è da rivelare qualcosa) nel prossimo punto;

2 allungare il brodo: questo è il vero problema del libro, questo è il maggiore problema di entrambi gli ultimi due libri, sono, sommandoli, 1659 pagine, accorpabili tranquillamente in un libro di seicento. Non sono le quattro battaglie ad allungare il brodo, no, sono altre cose, sono le pagine dedicate alle descrizione di inutili lumache giganti, sono due (le ho contate) pagine dedicate alla descrizione delle unghie del carceriere di Nasuda, le decine dedicate al labbro leporino della figlia del fabbro sono le cento pagine in cui Eragon deve capire se in un luogo c’è abbastanza cacciagione per dei piccoli draghi, ma allevare delle mucche è troppo difficile cazzo? Ma che senso ha un discorso simile? È una boiata tirata a caso per far avverare una profezia del cazzo e rubare il finale al Signore degli Anelli! 

3 Roran: merita un punto a parte, Roran è antipatico per il semplice fatto di essere un eroe fantasy classico e stereotipato ficcato a forza in un mondo che ha già un eroe fantasy che però ha una spessore inferiore al suo. Si, lo so che Roran ha lo spessore di un foglio di carta, ma Eragon è inesistente! Così Roran spicca sul cugino, ed è molto più eroico di lui, senza contare che è immortale tanto per.

4 il drago verde: si, ha un nome, si chiama Fìrnen, ma l’ho dovuto andare a cercare, e perché? Perché compare solo nelle ultime pagine e solo per il gusto di avere un drago nuovo da piazzare in copertina, Fottuto Paolini!

5 Piccolo mio:pensavo che nulla fosse peggio di draghi che trascinano carretti, ma no, mi sbagliavo, al peggio non c’è mai limite e qui lo vediamo chiaramente, il drago azzurro, rivolgendosi al suo cavaliere, lo chiama “piccolo mio” mi viene da vomitare. Fottiti paolini! Fottiti!!!

6 Urgali: gli urgali sono orchi con le corna da ariete, quindi, più brutti degli orchi, e per quale oscuro motivo dovrebbero essere buoni? E cosa si massacra in un libro fantasy? Gli uomini? Ma non scherziamo!!! A si, scusate, in questo ciclo si massacrano uomini.

7 copione: il fantasy è in gran parte una minestra riscaldata, su questo siamo tutti (credo) tristemente d’accordo, ma un conto è prendere razze, o elementi di base (il cattivo onnipotente, l’eroe, la guida) che esistono sin da quando l’uomo racconta storie, un conto è copiare (palesemente) e copia il finale, e copia il nemico che esplode assieme alla sua fortezza e copia il capitano del cattivo che si accartoccia e fuma, e copia il mazzafrusto, e copia il tipo di magia e copia i film e basta! E che cazzo! Cosa ci hai messo di tuo nel libro? Le lumache giganti? Le unghie del carceriere? I Brucotarli? Il labbro leporino della bambina? Si, questo è ciò che ci hai messo di tuo, io, fossi in te, in tutta coscienza, mi farei due domande …
Elva mi pare sia una cosa abbastanza originale, quoto Polini per questo unico guizzo di originalità.
8 profezia del cazzo: c’è una profezia del cazzo che afferma insindacabilmente che Eragon deve andarsene dal mondo e così lui fa, utilizzando ragioni tirate alla cazzo di cane come:

1 non c’è un luogo con abbastanza cacciagione per i draghi, lo ripeto, allevare mucche?

Qualcosa di sconosciuto in Alagaesia, un
allevamento di mucche!

2 Si finirebbe per litigare con qualche popolo o favorirne qualcun altro, ma è normale, sei cosciente di come va la storia?
3 Ecc.                                                                                                                          

Ora se vuoi utilizzare la sempreverde profezia, almeno dalle un senso, no? Lui lascia l’amore della sua vita e tutti i cari (non si sa perché ogni tanto non vada a trovarli) per sempre e tutto perché non c’è abbastanza carne per sfamare i draghi? Ma fammi il piacere! Cazzo!

9 auto contraddizioni: contraddirsi in un libro è più facile di quanto si possa credere, vero, ma questo non giustifica il fatto che se ne abusi per fare come cazzo si vuole, in linea di principio se un personaggio è in un modo dovrebbe continuare ad essere così, o evolversi, ma in modo che il cambiamento abbia un senso, in questo libro troviamo un serie di contraddizioni interne strana, vi dirò, il più delle volte evitabile, ma andiamo per ordine:
1 Eragon in Brisingr (il libro prima di questo) era quasi del tutto vegetariano e, se possibile, non mangiava carne, qui (e non ci sono salti temporali tra un tomo e l’altro) mangia arrosto di maiale come non mai.
2 alla morte di Rothgar, padre adottivo di Eragon e re dei nani il nostro cavaliere della fuffa giura nell’antica lingua che avrebbe ucciso il suo assassino, cioè Murtagh. Ma, nonostante un giuramento nell’antica lingua sia un obbligo imprescindibile, Eragon non lo uccide. Che si sia auto annullato il giuramento sapendo il nome dell’antica lingua? Grosso mistero.
3 orrin, il re degli uomini, quello che ha l’unico regno con dei confini precisi sulla mappa, parte come alchimista timido e bonario, qui è un alcolizzato, incazzato col mondo, che vuole il trono imperiale. Capisco che la guerra cambi le persone, ma non c’era un modo meno forzato per farlo cambiare che iniziare tutto così, tanto per?

Punto 5 Inciampi:

è una cosa che avrei voluto elencare nella parte negativa delle opinioni personali, ma mi ha troppo disturbato così ho deciso di elencarla in un punto a parte. Vedete, ha un importanza colossale (a mio modesto parere) queste tre, piccole parole, un importanza maggiore di quella che possono avere le decine di pagine di sciacquatura di piatti, rettifico, non posso usare un insulto così aulico, di brodo allungato del resto del libro. Perché? Perché in quell’unica parola, in quel “gli cedette la caviglia” piazzato in prima pagina è racchiuso tutto il ciclo. Si, perché tutto in questi quattro libri affetti da un allungo dilagante, ma proprio tutto, si può racchiudere in quel “gli cedette la caviglia”. Perché? Bè, quelle tre, fottute, parole sono il simbolo del protagonista, sono l’impronta digitale di Eragon, il suo DNA, sospetto compongano il suo “vero nome”, ed Eragon, come sappiamo, è il ciclo, gli altri personaggi sono tutti asserviti a lui o alla sua dipendenza, lui è quello che sta al centro di tutto, e lui, stando al centro di tutto, non è un Frodo che non ha addestramento, non è un eroe alle sue prime venti pagine in cui e giovane ed inesperto, no, lui ha ricevuto addestramento a non finire e oggetti super magici a bizzeffe è protetto da incantesimi e barriere arcane, ma, inciampa. Non è un modo per farlo sembrare più umano perché in tutto il libro si ripete che lui è molto più che umano, no, è ciò che ci fa davvero capire quale sia lo spessore del personaggio, il suo effettivo peso nella vicenda. Questo ciclo è costruito attorno a lui, ma lui non è che una bolla di sapone, un essere che esiste perché deve esistere, un essere che non è credibile, e non perché siamo in un fantasy, ma non è credibile anche prendendo per verità le leggi di quel mondo. La mancanza di credibilità nel fulcro della storia (ovvero nel suo protagonista Eragon) fa cadere come un castello di carte tutta la saga. Questo è il grande problema di questo libro (parere mio ovviamente).

Punto 6 Consigli fonali:
non ho mai dato voti e non li darò neppure ora non siamo in una scuola dell’obbligo, però la domanda preme, comprarlo o no? Costa 24.00 euro, materiale su cui decidere ve ne ho dato, ma non state ad ascoltare le mie farneticazioni, è probabile che vi piaccia un sacco e che sia un vero capolavoro di genere. Comunque sia, se avete letto i precedenti tre trovate un modo per procurarvelo, bisogna ben sapere come va a finire no?